Canale della Lega Ciclismo, i tempi sono maturi

L’appassionato di ciclismo è abituato ad avere il suo sport preferito gratuitamente. Questo rappresenta un’eccezione nel mondo dello sport dal momento che per qualunque disciplina si paga un biglietto. Calcio, Basket, Pallavolo, Motor sport, e tanti altri prevedono un pagamento per entrare allo stadio, al palazzetto o al circuito. Nel ciclismo non è così perché tranne in rari casi (Mondiali o posizioni privilegiate nelle grandi classiche) non è così.

Anche da un punto di vista televisivo, il ciclismo è gratis. A parte qualche gara trasmessa solo da Eurosport, il grande ciclismo è gratuito. Così come tutte le corse italiane che possono essere seguite a costo zero su Rai e Pmg.

Tutto filerebbe liscio se non fosse che gli organizzatori sono sempre più in difficoltà, stessa cosa vale per tante formazioni ciclistiche che alle corse italiane sono addirittura costrette a pagarsi gli hotel.

Tutto gratis e tutti senza soldi. Fino a quando potrà reggere il sistema ?

Proviamo a pensare ad un canale web della Lega Ciclismo accessibile solo a pagamento. Non grosse cifre, diciamo 30 € all’anno per vedere in esclusiva tutte le gare corse in Italia, escluse ovviamente quelle World Tour. Si tratterebbe di poco più di 2 € al mese.

Non solo, la Lega potrebbe prendere accordi con le altre Leghe europee per una sorta di cambio merce: per esempio le gare francesi trasmesse in Italia a costo zero e la stessa cosa per quelle italiane in Francia. Insomma, il palinsesto del canale della Lega potrebbe aumentare giorno dopo giorno.

Facciamo due conti: una tappa del Giro viene vista da circa 2.000.000 di persone tra tutti questi esisteranno 100.000 persone disposte a pagare 30 € all’anno per vedere le gare italiane ?

Bene, se così fosse la Lega raccoglierebbe 3.000.000 di euro. Al netto della produzione televisiva, che oggi è comunque a carico degli organizzatori, si troverebbe a distribuire agli organizzatori una cifra decisamente importante.

Una cifra che potrebbe andare, in tanti casi, a sopperire alla fuga degli sponsor. Al momento non ci sono comunque le basi per un discorso del genere. La Federciclismo è troppo Rai dipendente e chi gestisce la Lega Ciclismo ha dimostrato a non avere interesse in questa direzione e così i poveri organizzatori dovranno ancora arrabattarsi per cercare i soldi necessari per organizzare una gara.

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