Lo strano opportunismo degli ex dirocchiani (e dirocchiane)

In questi anni non abbiamo mai risparmiato le critiche a Renato Di Rocco. A nostro parere non ha mai fatto rispettare tutte le regole, non ha dato impulso al movimento, non ha fatto nulla per gli organizzatori, non ha mai puntato sul rilancio del ciclismo professionistico che, ricordiamo, è la vetrina per tutto il resto. Insomma, se dovessimo dire 30 cose, due per ogni anno di presidenza, che Di Rocco ha fatto e che abbiamo modernizzato o cambiato in meglio il ciclismo saremmo in grandissima difficoltà.

Dall’altra parte però ci sono i suoi supporters che dicono che sia stato l’unico in grado di tenere a galla il ciclismo e che senza di lui tutto sarebbe già finito da anni. Insomma, con una metafora calcistica direbbero:“ vincere era impossibile, abbiamo almeno pareggiato”. Fin qui, tutto giusto e tutto torna.

Accade però in questi giorni che ci sia chi, dopo aver votato tutto ciò che lui ha proposto in questi 15 anni, non aver mai detto mezza parola contro di lui, essere stata la paladina del dirocchismo, vada in giro dicendo che lui sia il vero male del ciclismo e che per il futuro sia lei la vera alternativa. Stiamo parlando di Daniela Isetti.

Sia chiaro, la differenza di idee e di posizioni non è quasi mai un problema (lo è quando si agisce in malafede, ma questo è un altro discorso), in questo caso il vero problema è l’opportunismo. Finchè Di Rocco era forte e potente lei era al suo fianco e non lo ha mai contraddetto. Pubblicamente non lo attacca neppure oggi, ma a tu per tu, con sempre più persone, è cosa diversa. Non siamo mai stati fans di Di Rocco e probabilmente mai lo saremo, ma l’opportunismo che tanti sui supporters hanno dimostrato in questi anni ci lascia molto perplessi.

Va detto, ridetto e ribadito. Scritto a caratteri cubitali: Daniela Isetti in Consiglio Federale non ha mai votato contro a Di Rocco.

E’ vero che in politica (anche sportiva) può valere il detto “Mors tua vita mea”, ma a tutto c’è un limite e qui, in termini di coerenza, questo limite ci sembra superato da un bel pezzo.

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