Non tutto il Cassani vien per nuocere

Davide Cassani è stato recentemente attaccato da Mario Cipollini e parecchie persone hanno condiviso le accuse del “Re Leone” commentando negativamente sui social l’operato del CT.

Va detto che Cassani è assolutamente gradito al sistema ciclistico e che su alcune cose Cipollini ha ragione. Cassani, infatti, oltre a fare il Commissario Tecnico e il responsabile delle nazionali, gestisce diversi sponsor, è vicino alle organizzazione del Giro Under e delle recenti gare di Imola, è presidente dell’APT Emilia Romagna e al Giro ha (o aveva) un collaborazione fissa con la Rai.

E’ senza dubbio troppa roba in mano a un unico soggetto e qualche conflitto d’interesse c’è. Passi che il Commissario Tecnico sia anche Responsabile della nazionali, perché sono ruoli collegati, ma tutto il resto ? La risposta potrebbe essere che se non ci fosse lui nessuno di occuperebbe di marketing, nessuno organizzerebbe il Giro Under e nessuno farebbe tante altre cose comunque utili per il movimento ciclistico.

Cassani non è certamente uno stupido e in questa Federazione è l’unico che ha fatto qualcosa o che almeno ci ha provato. Se l’ufficio marketing lavorasse come lavora lui il  budget sarebbe più ricco, se la struttura tecnica fosse vicina agli organizzatori come lui lo è Marco Selleri non avremmo problemi di carenza di gare.  Il problema dunque non è Cassani in sé, ma la carenza di alternative.

Una decina di anni fa criticammo l’ufficio Marketing, bene credete sia cambiato qualcosa? Sempre in quel periodo evidenziammo la lontananza della Fci dagli organizzatori. Bene, non ci risulta che oggi la situazione sia poi tanto diversa.

Dunque, va bene togliere un po’ di potere a chi in questi anni ne ha avuto decisamente troppo, ma prima di farlo si cerchino valide, ripetiamo VA LI DE, alternative perché altrimenti si rischia di buttare via il bambino insieme all’acqua sporca.

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