Covid-FCI: un protocollo con tanta burocrazia e pochissima sicurezza

Il Coronavirus violento e letale di marzo è ormai un ricordo. Oggi, sebbene i contagi siano costanti in pochi sono sintomatici, pochissimi finiscono in ospedale a causa del virus e quasi nessuno è costretto a ricorrere alla terapia intensiva. Tutto ciò, nonostante nella vita di tutti i giorni le misure anti Covid non siano troppo rispettate.

Un mese fa è ripartito il campionato di calcio con protocolli severissimi. Calciatori e staff sottoposti a tamponi ogni 2 giorni, “blocco squadra” isolato dalle altre componenti, conferenze stampa non in presenza e tante altre piccole norme. Il costo stimato per una squadra di Serie C che sta disputando i playoff (6 partite spalmate in 25 giorni) è di circa 100.000 €. Il costo per le squadre di A e B è decisamente più alto. Quotidianamente la Procura Federale fa visita alle società acquisendo la documentazione sanitaria relativa ai tamponi e verificando la stessa.

Qualche giorno fa il Consiglio Federale della Federciclismo ha deciso su dare il via libera alla disputa delle gare in gruppo superando l’obbligo del distanziamento quantificato in 20 metri durante la pratica sportiva. Oltre a questa giusta decisione ci saremmo però aspettati una serie di paletti per evitare che una gara sportiva possa diventare occasione per fare ciò che nella vita normale non sarebbe consentito. Tanto per intenderci, al bar non si potrebbe stare a meno di un metro l’uno dall’altro: in gara si.

La Federazione ha scelto di puntare tutto sulla burocrazia predisponendo una serie di moduli da compilare tra cui l’autodichiarazione di ciascun atleta di non essere positivo al Covid. Operazione inutile per un virus che oggi ha la maggioranza di asintomatici.

Non è previsto nessun tampone per i partecipanti, nessuna forma di isolamento per le squadre agonistiche, addirittura è prevista una zona mista con personale dell’organizzazione, giornalisti, speaker e altri senza che vi sia alcuna limitazione numerica agli stessi. Per esempio nel calcio al massimo possono esserci 8 raccattapalle.

Insomma, un corridore firma che non ha il Covid, l’organizzatore firma che ha predisposto le zone previste e tutto poi è come prima.

E’ giusto ripartire con gli sport, è giusto farlo senza ipocrisia ed è giusto farlo con intelligenza. Ciò che però si evince dalla linea della Federazione è una sorta di: Compila questi moduli, sgravami da eventuali colpe e poi fa quello che ti pare. Non ci resta che sperare che il virus resti clemente come in questi ultimi 2 mesi.

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