Il big hanno paura e Vegni accorcia il percorso

Mauro Vegni, ancora una volta, ha accorciato il percorso valido per la classifica generale. Nella tappa di oggi, infatti, i tempi sono stati presi a 9 chilometri dall’arrivo in occasione del passaggio sulla linea del traguardo. La richiesta, poi accolta da tutti, è partita da Nibali e da Roglic ed è stata avanzata per ragioni di sicurezza: i corridori infatti temevano la bagarre degli ultimi chilometri tra uomini di classifica e squadre dei velocisti.

Certo, è vero: prendendo i tempi all’arrivo ci sarebbe stata maggior bagarre, ma queste sono le basi di ogni competizione sportiva. Allora se nel calcio si ha paura degli infortuni non si disputa il secondo tempo ? Allora se una discesa è pericolosa si prendono i tempo in salita ? Insomma, lo sport non è questo. Nel ciclismo c’è chi eccelle in salita, chi in discesa, chi si trova a suo agio a battagliare sul bagnato e chi proprio in bici non ci sa andare (ricordate Zuelle ?!?).

Questa è la gara e il rischio di cadere e di porre  così fine al proprio Giro c’è dal primo all’ultimo chilometro della corsa rosa. La fortuna o l’abilità nel guidare la bici fanno parte di quelle cose che un vincitore di una grande corsa a tappe deve per forza avere.

Speriamo che in futuro Vegni non si metta più supino davanti ai grandi campioni e che pensi anche agli spettatori che di vedere una tappa in cui a 9 chilometri dall’arrivo metà del gruppo si rialza non ne hanno la minima voglia.

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