Bulbarelli fa flop: pessimi gli ascolti della Tirreno

Torniamo ad occuparci di ciclismo in Tv. Da anni documentiamo il calo di spettatori delle gare ciclistiche sulle reti generaliste. Quest’anno, Auro Bulbarelli ha deciso di cambiare i telecronisti e di puntare sulla trasmissione delle gare su Rai 2.

Analizziamo gli spettatori delle prime tre tappe della Tirreno – Adriatico. Innanzitutto va detto che se a chi non si occupa di televisione lo share può non sembrare una cosa importante, per chi in televisione ci lavora sa che non è importante: è l’unica cosa che conta. Se la “curva” è alta ci sono investitori pubblicitari e la rete è contenta, se scende ci sono solo costi. Nella televisione pubblica è un po’ diverso da quella commerciale, ma le logiche, che oggi come oggi muovono un’azienda, sono le stesse.

Ciascuna rete ha degli obiettivi al di sopra dei quali occorre stare per non svalutare gli investimenti pubblicitari futuri. La media-obiettivo di Rai 2 è del 5,80 %. Praticamente se si fa più questo valore va bene, se si fa di meno qualche problemino c’è. La trasmissione “Detto Fatto” che solitamente occupa la fascia pomeridiana si assesta intorno al 7,00 %. Dunque positivo.

In questi giorni per la concomitanza con la Tirreno – Adriatico va in onda in versione ridotta. Vediamo allora nel dettaglio lo share nei vari momenti del pomeriggio.

Mercoledì 13 marzo

Fine trasmissione “Detto Fatto” 6,45 %
Sigla “Tirreno – Adriatico” 4,98 %
Arrivo ultima squadra (vincitrice) 3,37 %
Inizio dopo corsa 2,64 %
Fine dopo corsa 2,35 %
10 minuti dopo la fine del dopo corsa 3,00 %

Giovedì 14 marzo

Fine trasmissione “Detto Fatto” 6,64 %
Sigla “Tirreno – Adriatico” 5,91 %
Arrivo del vincitore 4,30 %
Inizio dopo corsa 3,12 %
Fine dopo corsa 2,39 %
10 minuti dopo la fine del dopo corsa 3,34 %


Venerdì 15 marzo

Fine trasmissione “Detto Fatto” 6,64%
Sigla “Tirreno – Adriatico” 5,25 %
Arrivo del vincitore 4,25%
Inizio dopo corsa 3,04 %
Fine dopo corsa 2,09 %
10 minuti dopo la fine del dopo corsa 3,19 %

Sabato 16 marzo

Fine trasmissione “Squadra omicidi Istambul” 4,88 %
Sigla “Tirreno – Adriatico” 4,06 %
Arrivo del vincitore 5,96 %
Inizio dopo corsa 5,32 %
Fine dopo corsa 4,13 %
10 minuti dopo la fine del dopo corsa 4,20 %

Lunedì 18 marzo

Fine trasmissione “Detto Fatto” 6,58 %
Sigla “Tirreno – Adriatico” 4,84 %
Arrivo del vincitore 5,40 %
Inizio dopo corsa 4,51 %
Fine dopo corsa 2,83 %
10 minuti dopo la fine del dopo corsa 3,14 %

Il dato che balza all’occhio è che terminato “Detto Fatto” la curva scende immediatamente e continua a scendere inesorabilmente. Per assurdo il momento di massimo share non è l’arrivo, ma l’inizio della trasmissione. Segno evidente che il prodotto che viene proposto non attrae gli spettatori. Una volta tagliato il traguardo la curva va in picchiata e riprende a salire solo dopo la fine del programma ciclistico.

La colpa non è solo delle assurde scelte di Bulbarelli (via Pancani e Martinello per De Luca e Ballan), ma anche della scelta della Rai che manda un prodotto di nicchia come la Tirreno – Adriatico (che non è il Giro d’Italia) su una rete generalista. Non si può poi non evidenziare come il ciclismo non sia in grado di muovere grossi numeri televisivamente parlando. Lo abbiamo più volte detto: oggi il pubblico televisivo è abituato a poter cambiare canale con estrema facilità. Basta un click sul telecomando dato che l’offerta televisiva è alta. Basta che uno spettatore si annoi per 5 secondi e zac cambia canale. Ovviamente non stiamo parlando degli appassionatissimi, che non mollano neanche dopo 10 ore consecutive, ma del normale pubblico di una rete generalista a quell’ora fatto di casalinghe, pensionati e studenti.

Non è certamente corretto etichettare tutto questo con un “chissenefrega” perché nell’immediato con qualche problema la cosa può reggere, ma in un futuro prossimo, anche sulla Rai, ciò che costa e non fa ascolto, e dunque utile, sarà tagliato. Melgio prevenire o curare ?

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