Sicurezza stradale: la foglia di fico dell’Accpi

Da anni ormai scriviamo dell’Accpi e di come non svolga nel vero del senso della parola il proprio ruolo di associazione di categoria. Sindacato, insomma.

Da un paio di anni la principale attività dell’Accpi è quella di promuovere la sicurezza stradale, non in gara come sarebbe anche comprensibile, ma nella vita di tutti i giorni. Farlo non è certamente una cosa sbagliata, ma se questa diventa l’unica battaglia di un’associazione di una categoria con infiniti problemi come quella dei ciclisti professionisti qualcosa non torna.

Abbiamo percorsi di gara pericolosi, abbiamo società che obbligano i corridori a pagare per poter avere un contratto, abbiamo società che non pagano quanto dovuto ai corridori e soprattutto ogni anno decine di professionisti restano senza squadra. Dunque, ci sta la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, ma ci dovrebbe essere tanto altro.

Certo, la campagna per la sicurezza non crea nemici, se invece ci si battesse per le vere ragioni dei professionisti ci si urterebbe con tanti soggetti: gli organizzatori a cui si andrebbe inevitabilmente a fare le pulci, ai Team Manager, alle Federazioni nazionali e internazionali. Insomma, meglio parlare di sicurezza stradale.

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