Corse su RAI e PMG qualcosa nella logica non torna

Certamente è un nostro limite, ma non capiamo proprio perché la Lega Ciclismo Professionistico abbia ceduto i diritti della Ciclismo Cup alla PMG.

Sia chiaro, nulla di personale contro quest’azienda emiliana, ma qualcosa non ci torna. I diritti televisivi per avere un valore è indispensabile che siano in esclusiva. L’emittente X acquista i diritti per una determinata manifestazione e tutti coloro che vogliono vedere quella manifestazione devono sintonizzarsi sull’emittente X.

Nel ciclismo non è così . Le stesse corse sono si possono vedere sia sulla RAI, sia sul circuito PMG. Le corse per così dire “minori” vengono prodotte da PMG che manda il segnale alla RAI, mentre per quelle per cui è prevista la produzione dell’emittente di stato è quest’ultima a dare le immagini in diretta a PMG.

PMG poi, oltre a trasmettere le gare sui propri canali social e internet irradia la sua trasmissione a una serie di giornali online quali repubblica.it, gazzetta.it, corrieredellosport.it, tuttobiciweb.it, inbici.net, cyclingpro.net, direttaciclismo.it, cicloweb.it, federciclismo.it, tgla7.it.

A questo punto capiamo ancor meno. Che valore può avere un prodotto che si può vedere in contemporanea su Gazzetta.it e sul sito del Corriere dello Sport ? Oppure sul sito di TuttobiciWeb e su Cicloweb. Senza dimenticare che è sempre possibile vederlo anche sulla RAI.

Certo, l’appassionato oggi ha più possibilità di vedere una corsa, anche se il vero appassionato l’avrebbe vista comunque, ma una domanda è più importante: chi paga tutto questo ?

Fino a qualche anno fa la RAI dava una cifra irrisoria per i diritti del ciclismo (circa 150 mila euro all’anno). Darà ancora questa cifra nonostante la perdita dell’esclusiva ? I costi di produzione saranno sempre a carico degli organizzatori ? se così fosse potremmo vagamente capire la figura di PMG, ma ci continueremmo a chiedere chi guadagni veramente da tutto quello marchingegno.

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