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Coas elezioni, la forma non deve cambiare la sostanza

Dopo che anche “La Gazzetta dello Sport” ha alzato l’attenzione sulle ultime elezioni federali di Rovereto e sulla loro presunta irregolarità, tanti degli oppositori di Renato Di Rocco hanno rialzato la testa chiedendo a gran voce che Malagò intervenga per cacciare l’attuale presidente e fare nuove elezioni.

Probabilmente da un punto di vista meramente tecnico le elezioni dovrebbero essere rifatte perché considerare le schede bianche ai fini del quorum avrebbe impedito a Di Rocco di superare in prima battuta la quota del 55 %.

Altrettanto probabilmente però non avrebbe avuto fatica a raggiungerla al secondo turno e il volere popolare sarebbe comunque stato quello di vederlo in sella per il quarto mandato.

I contestatori dovrebbero attaccarlo anche duramente sulle tante cose che non vanno in Federazione e non su questi cavilli. Un po’ come chi chiede l’annullamento di un gol perché tre minuti prima c’era stato un fallo non rilevato dall’arbitro.

Insomma, Malagò decida quello che deve, ma l’impressione è quella che con atteggiamenti del genere anche le prossime elezioni, qualora andassero rifatte, il risultato non cambierebbe rispetto alle quattro precedenti.

1 Commento


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  1. Angelo Francini

    Caro Direttore,
    credo che la sostanza (risultato) dipenda direttamente dalla forma (sistema) e che i due fattori non siano disuniti.

    La tua analisi discende da osservazioni che non possono essere condivise poiché non tengono assolutamente in considerazione alcuni fattori importantissimi che si sono verificati.

    Il sistema.
    Il Presidente Di Rocco, con il condizionamento sistematico degli uffici e delle competenze della Giustizia sportiva, ha creato il “sistema” per essere rieletto.
    Come sempre (vedasi invenzione del diritto di voto ai Master, nonché della possibilità di questi di candidarsi per essere eletti nella componente atleti) il tutto nasce dalla Segretaria Generale che pone, alcuni mesi prima dell’assemblea, una richiesta di interpretazione di una norma statutaria che lede gli interessi del presidente uscente.
    La richiesta verteva sull’interpretazione della regola relativa al conteggio o meno nel quorum delle schede bianche e delle schede nulle.

    L’Organo di giustizia preposto ha dato un’interpretazione a dir poco strabiliante, ossia nella STESSA votazione questi voti (bianche e nulle) debbano essere considerati in modo diverso a seconda dei vari candidati.
    Tradotto significa semplicemente che a Rovereto tali schede NON DOVEVAVNO essere conteggiate per calcolare il quorum di Di Rocco, mentre DOVEVANO essere conteggiate per il quorum degli altri tre candidati: Gimondi, Roscini ed il sottoscritto.

    Come sia finita a Rovereto lo sappiamo tutti, dopo i pochi minuti di incertezza la vissuti. La scadente presidenza assembleare, su suggerimento del sempre presente studio legale federale (dedito più alla tutela degli interessi personali del presidente federale che per quelli dell’ente per cui dovrebbe operare), ha decretato che Di Rocco aveva superato il 55% dei suffragi.

    Poiché la matematica non é opinione sappiamo tutti che in realtà nella prima votazione Di Rocco non ha superato la soglia del 55% e che quindi doveva esserci una seconda votazione, che non si é svolta grazie a quella preconfezionata “interpretazione”.
    Poi se anche nella seconda votazione Di Rocco, non avesse superato il 55%, sarebbe stato escluso dalla terza votazione che avrebbe visto in lizza Gimondi, Roscini e Francini…..
    E senza contare il voto di delegati che non avevano i requisiti per essere presenti in quell’Assemblea, ma garantendo il voto a Di Rocco erano stati purificati….

    Capirai il perché della mia candidatura alla presidenza ((anziché ad un’altra carica) e del vergognoso (perché telecomandato) tentativo di esclusione posto in essere dalla Commissione Elettorale nei miei confronti. Se non fossi riuscito a farmi riammettere, Roscini sarebbe stato sicuramente squalificato, in modo che Di Rocco sarebbe andato all’assemblea con solo Norma Gimondi come avversaria: e questo era il suo volere sin dall’inizio.
    Questo avrebbe fatto si che, non superando Di Rocco il 55% in due votazioni, l’assemblea si sarebbe sciolta senza eleggere un presidente.
    Unica federazione (su 43) che preveda una simile normativa…. introdotta dal Commissario ad Acta che per un amico di merende è disposto ad apportare modifiche ad uno Statuto federale contrarie alla normativa Coni!

    Malagò non deve decidere nulla.
    Ha chiesto, dopo essere stato da più parti sollecitato, all’Alta Corte del Coni di interpretare la norma relativa al conteggio delle schede bianche e nulle che non può essere lasciata alla volontà dei singoli mistificatori federali.
    Su tale materia giova ricordare che la normativa statale, emanata dal Ministero degli Interni in occasione delle elezioni Amministrative Regionali 2016, contiene già questa interpretazione: che va nel senso contrario a quello che Di Rocco si é precostituito…..

    Senza contare che nella sostanza è la seconda volta che Di ROCCO viene dichiarato presidente non avendo superato il quorum stabilito.

    E questo é un fatto di sostanza e di forma….

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