INTERVISTE “PRESIDENZIALI” – 1/3 Francini:”La Federazione torni ad essere la casa di tutti”

Parte oggi la nostra conoscenza dei tre candidati a presidente che Sabato prossimo a Rovereto si sfideranno per guidare per i prossimi quattro anni una delle Federazioni più importanti. Iniziato questa nostra carrellata da Angelo Francini, ex Consigliere Federale e da sempre oppositore di Renato Di Rocco.

un giudizio sui quattro anni appena trascorsi …

Se guardo alla base, ossia all’insieme del  movimento agonistico nazionale debbo dare una valutazione negativa.  Regresso di tesserati e società nonché di attività agonistica. Quando leggo che si afferma che la FCI mantiene le posizioni sorrido poiché tale affermazione viene riferita al dato numerico assoluto, dovuto all’aumento del numero di società e tesserati amatoriali. Sul piano agonistico il regresso è evidente. Penso a quel grande serbatoio di talenti rappresentato dal sud ed a cosa ha prodotto sotto l’aspetto organizzativo nel 2016: tra Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia solo 51 gare. Va riconosciuto che nell’ultimo periodo del quadriennio sono stati raggiunti risultati di assoluta rilevanza sul piano internazionale: Viviani e Ganna su tutti. Credo che principalmente però dovrebbe essere detto un grande grazie alle loro società per la disponibilità e le possibilità che hanno loro concesso.

Lei ha spesso criticato Renato Di Rocco, se dovesse invece fargli i complimenti per una cosa che ha fatto cosa gli direbbe ?

Io ho sovente criticato il “dirocchismo”, una sorta di malattia contagiosa, che si è diffusa minando la credibilità del movimento e contro la quale Di Rocco nulla ha fatto. Questo lui lo sa pur fingendo di ignorarlo: evidentemente ha bisogno di quei voti per mantenere il trono. Gli ho sempre riconosciuto che è stato un grande Segretario generale che però, una volta diventato presidente, stranamente sembra essersi dimenticato di tutte quelle cose che ben conosce e che condivideva quando svolgeva quel precedente ruolo.

Dunque quale complimento gli farebbe?

Essere riuscito a far credere a tutti che la colpa dei tanti errori ed abusi fatti, in materia Statuto e Giustizia Sportiva, fossero dovuti alle imposizioni del Coni, cosa invece assolutamente priva di fondamento. Grande abilità politico comunicativa.

Quale invece la cosa più grave compiuta dall’attuale presidente ?

I Mondiali di Firenze. Far credere all’opinione pubblica che l’assumere l’organizzazione di quella manifestazione, era una richiesta che gli arrivava dal Governo, affermando che l’operazione fosse stata decisa con l’avvallo dal Consiglio Federale, quando invece i documenti ufficiali dimostrano che è stata una decisione esclusivamente da lui presa che ha coinvolto, e tutt’ora coinvolge, in prima persona la responsabilità della Federazione poichè risulta proprietaria delle società coinvolte in quell’operazione: Ciclistica Servizi srl, Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl e Comitato Organizzatore Mondiali Toscana 2013. Su quest’ultimo misterioso comitato sono transitati importanti contributi pubblici di cui nessuno ha avuto riscontro e possibilità di controllo. Oggi un’attenta revisione analitica degli ultimi bilanci federali porterebbe ad evidenziare un disavanzo ben maggiore di quello risultante. Le arbitrarie modifiche allo Statuto sono state da esclusivamente lui volute, ed introdotte dal commissario, e propedeutiche a permettergli di raggiungere quegli obiettivi che lui voleva e poi attuati dall’alto di quella funzione “apicale” del presidente che solo lui impersonava.

In questi quattro anni lei ha fatto opposizione praticamente da solo, oggi però il suo gruppo appoggia un’altra candidata. Hanno bocciato il suo operato?

La definizione di “mio gruppo” credo che sia una visione che non appartiene alla realtà cui mi ispiro. Mi piace essere considerato uno che fa parte di un “movimento d’opinione” in cui mi riconosco e nel quale ritengo, forse peccando di immodestia, di aver giocato in questi anni un ruolo di rilievo. A mio vedere il gruppo non va inteso come un gruppo limitato a poche persone: è esteso ed è allargato a tutta Italia, almeno così rilevo dagli attestati di stima e condivisione delle mie idee che in questi anni mi sono arrivate.

Lei si candida a presidente, cosa risponde a chi dice che lei sa solo contestare e non sa proporre?

Contestare è un termine che non condivido. Io ho sempre, ritengo, esercitato un’azione diversa: ho criticato l’uso illegittimo e scorretto o il mancato rispetto, da parte dei poteri centrali e degli Organi di giustizia, delle legittime norme vigenti che tutti, loro compresi, debbono rispettare. Proporre ?!? certo che ho le mie idee. Partendo però dalla visione che ho del ruolo della funzione di “presidente” che pone lo stesso al vertice di quella piramide federale che deve rispettare e perseguire le decisioni dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Federale. La mia è una visione della funzione presidenziale, profondamente diversa da quella svolta dall’attuale presidente, in cui tutto dipende e discende esclusivamente dal ruolo apicale affidato al solo presidente che svuota di fatto le responsabilità delle altre figure federali. Non sono per un uomo solo al comando.

E a chi dice che lei sta facendo tutto questo perché al servizio di Norma Gimondi …

Questa considerazione non mi sfiora nemmeno perché quanto faccio è solo al servizio del ciclismo. Se poi alcune cose collimano con quanto esprime Norma Gimondi, forse vuol dire che quanto ho scritto in questi anni è stato letto e percepito da qualcuno.

Come riformerebbe la giustizia sportiva?

Non è la Giustizia Sportiva che va riformata: le sue regole sono chiare e sulle stesse ho pochi rilievi da fare. Diverso il discorso se rapportato all’operato degli Organi di giustizia, quindi agli “uomini” che li compongono. Molte volte le decisioni sono discutibili poiché le motivazioni in base alle quali sono adottate sono palesemente contrastanti sia con le regole sportive alle quali dovrebbero fare esclusivo riferimento e sia con quegli stessi principi su cui si regge e che giustifica quell’autonomia della giustizia sportiva riconosciuta dalla legge statale. Il presidente  deve vigilare affinché tutta l’organizzazione federale osservi i regolamenti. Partendo dall’assunto che non è richiesta alcuna competenza specifica per far parte degli organi di giustizia, vedrei bene che venisse considerata la possibilità di costituire un ufficio o una figura tecnica terza che sia di supporto, per informarli sul piano regolamentare, agli stessi.

Lei è sicuramente uno dei dirigenti più esperti e preparati, ma qualche volta non pensa di esserlo forse troppo ?

Se sia così non lo so. Se questa affermazione arriva dagli altri la cosa può solo farmi piacere. Il ciclismo per me è una passione: da ragazzo ho rinunciato all’atletica, dove avevo buone doti, per correre in bicicletta dove sono stato una schiappa. Il ciclismo per me ha sempre lo stesso fascino: come in tanti altri settori sono gli uomini che reggono le sue sorti che ne determinano le fortune e sfortune.

Il ciclismo professionistico è ai livelli minimi e lei è stato spesso critico nei confronti della Lega. Si può tornare ai fasti di un tempo?

Il ciclismo è sempre uno sport amato dal pubblico, anche in Italia. Questo nonostante la vergognosa e scandalosa campagna perpetrata contro di esso a partire dall’epoca dei fatti dell’Acqua Acetosa. La crisi che viviamo ha avuto il suo peso, ma non deve essere una scusa. Si devono avvicinare i possibili sponsor, usando canali professionali che sappiano veicolare le grandi possibilità del prodotto ciclismo coinvolgendo i grandi sponsor. Non si devono vedere in queste professionalità limitazioni o possibili avversari, come avvenuto, che possono infastidire le funzioni dirigenziali. Guardo alla Federcalcio: oggi ha un dirigente, un caro amico con il quale ho operato, che pur essendo consigliere federale e presidente di una delle leghe professionistiche si occupa con ottimi risultati del marketing per la sua grande esperienza nel mondo pubblicitario. La nostra Lega è ancorata a schemi di fine anni ’80, che sono superati sotto ogni aspetto.

Se lei dovesse diventare presidente, quali sono le prime cinque cose che farà?

La prima subito a Rovereto. L’unica delibera presidenziale del mio mandato: abolizione immediata della regola etica applicata nell’ambito amatoriale.

Richiedere al Coni l’annullamento delle modifiche allo Statuto apportate in modo arbitrario ed illegittimo dal Commissario ad Acta.

Instaurare una commissione per la riscrittura dello Statuto che porti alla convocazione di un’assemblea straordinaria nell’autunno 2017 con conseguente emanazione del relativo Regolamento organico.

Eliminare tutte quelle situazioni che differenziano lo svolgimento dei controlli antidoping fatti nel ciclismo rispetto a quanto avviene negli altri sport. I ciclisti meritano lo stesso rispetto e trattamento di tutti gli altri atleti. Denuncia ufficiale dell’illegittimità dei controlli a posteriori sui campioni biologici  già dichiarati regolari e che hanno portato di conseguenza all’omologazione della gara. Solo uno stratagemma, contenuto nel regolamento UCI, e contrario alla normativa Wada consente questa cosa indecente.

Ricreare un clima ove le società ed i tesserati quando entrano negli uffici della Federazione o dei suoi organi si sentano a casa loro e non nella casa del “nemico”.

Un giudizio sui suoi avversari? Renato Di Rocco

Lui in una lettera che inviò a Malagò mi definì “un vecchio dirigente”: forse ha confuso le nostre date di nascita. Recentemente, pochi giorni dopo il Lombardia, mi invia una email aprendola con un “ciao uomo bianco”: riconoscimento indiretto che lui è l’uomo nero. Certamente Di Rocco, per la grande esperienza maturata in quarant’anni, all’interno dei palazzi del potere si muove come nel salotto di casa sua.  Trovo che non giovi al ciclismo italiano che tutto il movimento sia rappresentato ad ogni livello da un solo soggetto che ricopre contemporaneamente sei ruoli oltre a quelli che gli spettano di diritto di componente il Consiglio Nazionale del Coni e del Paralimpico.

 Norma Gimondi

Il suo cognome riporta a grandi emozioni quelli della mia generazione ed in particolare per me che sono stato un grande tifoso di suo padre e che lo ha sempre ritenuto un presidente federale in pectore. Trovo fuori luogo ed eccessive le critiche che gli vengono rivolte, per lo più dall’entourage che ruota attorno a Di Rocco. Conosce il nostro movimento più di quanto molti credono, forse meno la complessa “macchina” federale, ma gli va riconosciuto un coraggio fuori dal normale per essersi messa in gioco avendo sulle spalle il peso che il suo cognome comporta. Cosa non facile per chiunque porti un cognome pesante.

Anche se non è più in corsa: Carlo Roscini

Lo considero un candidato sino a quando verrà dichiarata la sua esclusione, che ad oggi non è contenuta nella decisione relativa alla sua inibizione. Se era colpevole perché non è stato giudicato nei due mesi passati tra l’esposto e la sua rielezione a Presidente del CR Umbria? Forse solo perché allora non aveva ancora osato sfidare Di Rocco come ha fatto nel Consiglio dei Presidenti Regionali di metà novembre? Non si può usare un fatto inesistente per sanzionare un soggetto, anche colpevole di altri fatti rimasti impuniti: la compensazione nello sport sappiamo sia una pessima scelta in quanto costituisce un doppio errore del giudice arbitro! La sua esclusione è simile a quelle di Sommariva, Bianco, del sottoscritto, Bernardelli, Duci. Casi sempre accaduti in prossimità delle tornate elettorali nazionali.

 I delegati dovranno votare per lei perché …

Perché mi ritengo uno che conosce in modo profondo la macchina federale nei suoi vari settori. Che sa dove deve mettere le mani per ripristinare la funzionalità dell’apparato federale oggi in grande difficoltà per una totale mancanza di manutenzione che perdura da troppi anni. Se la macchina non funziona non puoi pensare di andare lontano: ritengo che la funzionalità e l’efficienza federale siano i primari obiettivi da raggiungere per poter poi pensare al rilancio dell’intero movimento. Il mio augurio è che la Federazione torni ad essere la casa di tutti non solo a parole, ma principalmente nei fatti..

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow