Roscini squalificato: in corsa per la Presidenza restano in tre

Carlo Roscini non è più candidato alla Presidenza. In corsa per la poltrona di numero uno della Federazione Ciclistica Italiana restano solo Renato Di Rocco, Angelo Francini e Norma Gimondi. Non si è ritirato lui, come qualcuno ipotizzava, per riavvicinarsi a Renato Di Rocco, ma è stato squalificato per tre mesi dal Tribunale Federale.

La sentenza del Tribunale Federale, ancora una volta, ha dell’incredibile. Due corridori juniores hanno infatti denunciato il presidente Roscini dopo che non sono stati convocati dal Selezionatore Regionale per il Giro della Lunigiana.

A loro dire questa mancata convocazione sarebbe da ricondurre ad una ritorsione di Roscini per la loro mancata partecipazione ad una gara (“Mocaiana”) svoltasi qualche tempo prima in Umbria.

Dalla lettura della sentenza non sembra esserci stata alcuna prova oggettiva in grado di dimostrare che sia stato Carlo Roscini a ordinare al tecnico regionale la loro mancata convocazione. Va poi infatti ricordato che la convocazione è discrezionale. Esattamente come quando Amadori non convocava gli Under 23 delle Continental e i vari CT che non convocavano Rebellin, all’epoca cose pare sgradite a Renato Di Rocco, la scelta dei tecnici era assolutamente legittima e, fino a prova contraria, autonoma.

Questa squalifica allontana dunque definitivamente Roscini e Di Rocco con l’attuale presidente che perde i 7 voti controllati dal dirigente umbro. Una mossa che potrebbe dunque andare ad avvantaggiare Norma Gimondi esattamente come sarebbe potuto accadere nel caso in cui fosse stato escluso Angelo Francini. Anche senza i 7 voti umbri, Di Rocco non dovrebbe avere problemi a sfondare il tetto del 55%  con la speranza che il prossimo Consiglio Federale, asciugato da influenze avvocatesche, voglia veramente fare qualcosa per migliorare gli organi di giustizia e porli al riparo dai tanti, sicuramente troppi, cattivi pensieri.

1 Commento


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  1. angelo francini

    Il progetto di Di Rocco aveva un preciso fine: prima far fuori lo scomodo sottoscritto, tentativo andato a vuoto per i motivi contenuti nel mio ricorso che hanno posto nelle condizioni l’organo giudicante di non poter respingerlo, poi squalificare Roscini.
    Il tutto per raggiungere lo scopo di arrivare ad un confronto, face to face, Di Rocco vs Gimondi.
    Progetto naufragato visto che sempre in tre restiamo.

    E’ da fine agosto che la vicenda del Lunigiana (motivo della sanzione) era nota a tutti.
    Allora quante volte, applicando in fotocopia lo stesso principio usato con Roscini, si sarebbe dovuto sanzionare il presidente Di Rocco per le critiche fatte dalla stampa alle scelte dei vari CT? Oppure questa responsabilità vale solo per i Presidenti dei Comitati Regionali?
    Ma é mai possibile che venga sempre e solo sanzionato l’avversario di turno del presidente!
    Altro esempio: la vicenda di Duci. Ma i voti di quelle società della Sicilia sono serviti solo a Duci o i 23 delegati della Trinacria, eletti con quegli stessi voti, che erano presenti a Levico hanno determinato ANCHE la vittoria di Di Rocco?
    Tornando alla vicenda Roscini per quale motivo la Procura Federale non é tempestivamente intervenuta sulla denuncia di fine agosto/primi di settembre: forse Roscini non sarebbe nemmeno stato rieletto presidente regionale!
    Questo dimostra che la vicenda Lunigiana è solo il MEZZO per eliminare un avversario, ma il vero motivo é nella rottura del sodalizio con Di Rocco dichiarato da Roscini nel CF di metà novembre: non ci fosse stato questo fatto a Roscini non sarebbe accaduto nulla.

    PS: qualcuno si pone il problema come sappia certe cose. Belia, ds di quella società, é stato un corridore tesserato per il gs DOMUS 87 di Bergamo …….

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