Se gli avversari di Di Rocco sono questi …

Sono passati quasi 12 anni da quando Renato Di Rocco ha conquistato per la prima volta la poltrona di Presidente della FCI. In questi anni di cose degne di nota ne ha fatte veramente poche, mentre ha la colpa di avere ucciso la giustizia sportiva di una Federazione in cui non sembrano più esserci regole. A seconda di chi è il soggetto coinvolto la norma viene interpretata in un modo differente e troppe volte si hanno giudizi diametralmente opposti in casi molto simili. Il ciclismo professionistico italiano è ridotto ai minimi termini, quello giovanile soffre, l’unico settore florido è quello amatoriale. Insomma, c’è ben poco da stare allegri.

Ciò che però di più ci sorprende è che in un simile quadro, in cui sarebbe tutto sommato facile proporsi come alternativa a chi ha sbagliato quasi tutto, non ci siano candidati di livello. Carlo Roscini è una candidatura di disturbo nata dopo che Di Rocco lo ha scaricato per le sue vicende extra ciclistiche. Potrebbe anche ritirare la candidatura e tornare all’ovile in cambio di una rinnovata considerazione. Angelo Francini, al momento escluso, sarebbe un candidato dalla posizione chiara e netta, esperto e che certamente non sfigurerebbe, tuttavia non è appoggiato neanche dal suo gruppo. La vera avversaria di Di Rocco è sicuramente Norma Gimondi la cui posizione è decisamente più ambigua rispetto a Francini e totalmente priva di esperienza federale. Figlia d’arte, avvocato come altri oltre 237.000 in Italia, che ciclisticamente parlando anni fa ha provato senza troppo successo a fare il procuratore, per poi entrare negli organi di giustizia UCI e FCI. Già quegli organi di giustizia tanto vituperati dagli avversari di Di Rocco.

Analizzando il lotto di candidati non si può non evidenziare che non ci siano alternative di spessore all’attuale presidente. Quattro anni fa tra i candidati c’erano Davide D’Alto (più anni in Consiglio Federale e da Vice Presidente), Rocco Marchegiano (Tre mandati da Presidente di Comitato Regionale), Claudio Santi (Già consigliere UEC e presidente del CCP), Gianni Sommariva (Più mandati da Presidente di Comitato e Consigliere Federale) e Salvatore Bianco (Più mandati da Presidente di Comitato), quest’anno così non è: a sfidare Di Rocco è una che non ha mai fatto (con successo) nulla  di ciclistico e che ora vuole diventare presidente.

Certo, se la logica che si segue è quella di voler dare per forza addosso allo stra colpevole Di Rocco allora anche Topolino sarebbe un ottimo candidato da sostenere, se però la ratio è quella di scegliere un candidato preparato per migliorare il ciclismo italiano allora una riflessione va fatta.

Ha più senso appoggiare un candidato solo per dare contro a Di Rocco, oppure sarebbe meglio puntare ad avere un Consiglio in grado di condizionare l’attuale presidente (tutto fuorché inesperto o incapace) nelle sue scelte ?

Ai delegati l’ardua (mica troppo) sentenza.

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow