Alla Vuelta i Giudici ne salvano 90: Vuelta falsata

Il ciclismo di oggi a livello politico ha ormai pochissime regole certe, ma ciò che ci sorprende di più è che questa mancanza di regole sembra interessare anche il ciclismo pedalato. Come abbiamo visto al Tour de France nell’ormai famosissimo caso Froome le regole vanno e vengono, sia applicano, si interpretano o addirittura si inventano.

Ieri alla Vuelta i commissari hanno colpito ancora. In 90 sono andati fuori tempo massimo arrivando a oltre 50 minuti dai primi. Regola applicata e tutti fuori corsa ? No, neanche per sogno. Sarebbe stato troppo molto meglio ammettere tutti e non prendere decisioni impopolari.

Guarda caso la Sky sarebbe rimasta in corsa con il solo Froome e così ecco un altro regalo agli amici del presidente Uci Cookson. Regalo a loro, ma non solo.

Da domani fare fatica per restare nel tempo massimo sarà un optional. Anziché andare a casa, i gregari continueranno a fare il loro lavoro influenzando la lotta per la classifica e i velocisti sprinteranno nell’ultima tappa. Insomma, la Vuelta 2016 è falsata.

Questo è il “metodo Italia” più volte sbandierato da Renato Di Rocco, presidente della commissione internazionale giudici di gara. Questo “metodo” ha trovato terreno fertile in una categoria, i giudici, troppo spesso fuggono dalle loro responsabilità per non dovrer prendere decisioni impopolari o che comunque possono creare malcontento.

Fino a che devono dare un’ammenda per uno slancio (giustamente) non esitano, ma quando devono applicare le regole e creare malcontento si chiamano fuori. Il tutto con il beneplacito della forza politica che meno scontenti ci sono e meglio sta.

Comprendiamo che chi segue anche altri sport possa non capire questo modus operandi, ma il ciclismo è questo. L’importante è che nessuno si lamenti e delle regole chissenefrega.

1 Commento


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  1. angelo francini

    Parliamo di sport o di spettacolo?
    Mi chiedo perché per lo spettacolo bisogna riammettere questi 90 corridori?
    Quale RISPETTO hanno avuto loro, accumulando quel ritardo ingiustificato, per quello spettacolo nel nome e per la difesa del quale sono stati poi riammessi? NESSUNO, se ne sono fregati di tutelare lo spettacolo, e gli sportivi, andando a spasso: quindi DOVEVANO essere mandati a spasso anche nel fine settimana….
    Ormai il ciclismo di alto livello é in mano a dei burocrati che pensano solo al business e a dei Giudici, che rispondono solo ai padroni ed ai burocrati e non ai regolamenti…
    Allungare il tempo massimo: la regola lo permette alla Giuria, ma comunque una tale decisione DOVREBBE essere motivata, come lo era una volta, da fatti straordinari che hanno determinato l’accumulo di un ritardo straordinario (blocchi o ingorghi stradali, indicenti, ecc.).
    Quindi é giusto, se non invertiamo la rotta, che questo sport cada sempre più in basso: RICORDATEVELO a novembre.

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