Evidentemente ci voleva un giornalista specializzato in questioni di mafia, Attilio Bolzoni, per spiegare (molto bene), in un docufilm prodotto da Repubblica, come l’antidoping delle federazioni internazionali sia assolutamente poco credibile e che spesso venga utilizzato come “randello del potere”. http://video.repubblica.it/sport/operazione-schwazer-le-trame-dei-signori-del-doping/248406/248538

Da tempo lo sosteniamo e il libro “bestie da vittoria” di Danilo Di Luca lo ha confermato senza troppi giri di parole. Nonostante questo, l’ipocrisia del mondo dello sport ha voluto chiudere gli occhi e continuare a credere che chi viene trovato positivo sia il cattivo e tutti gli altri i buoni.

SOLDI E ANTIDOPING UN “VECCHIO” BINOMIO – Da anni non è più così. Pensiamo al caso Armstrong vincitore di sette Tour de France, mai risultato positivo ad un solo controllo antidoping, ma in realtà dopato. Il texano non risultava positivo in virtù di un sistema di corruzione e protezione che gli consentiva di doparsi indisturbato e di vincere da pulito.

Dopo questo scandalo nel mondo dello sport è cambiato ben poco e il recente caso che ha coinvolto la Iaaf lo dimostra. Tanti i punti oscuri nella positività del marciatore, ma soprattutto alcuni particolari portati alla luce da una inchiesta della magistratura di Bolzano non fanno altro che alimentare i tanti dubbi sul sistema dell’antidoping.

FISCHETTO E FIORELLA, DA CONTROLLORI A IMPUTATI – Dalle dichiarazioni di Schwazer, la Procura di Bolzano decide di indagare Pierluigi Fiorella (Responsabile Medico Fidal) e Giuseppe Fischetto (Responsabile Medico Fidal e componente commissione antidoping IAAF). Qualche mese dopo vengono perquisiti i due medici unitamente a funzionari della Fidal e proprio l’indomani della perquisizione Fischetto intercettato afferma:« Sono venuti a sequestrarci i computer, di tutto di più sempre per la vicenda Schwazer. Hanno sequestrato tutto il materiale informatico che avevamo a casa, che avevamo in FIDAL. Ci sono anche tante cose confidenziali internazionali che spero non ci siano fughe di notizie perché succede un casino internazionale. Sai, metti che vengano fuori i dati dei russi, più che non dei turchi, più che non degli altri. Perché io sono nella commissione mondiale della IAAF».

NEI PC LE PROVE DELLE COPERTURE – Fischetto ha dunque paura che esca il contenuto del suo database con i valori degli atleti. E in effetti la preoccupazione è giustificata dal fatto che quando Sandro Donati (che all’epoca non è ancora l’allenatore di Schwazer) fa avere questo database alla Wada che grazie a questo e alle risultanze di un’analoga inchiesta francese fa emergere il doping di stato della Russia che porterà la squadra di atletica all’esclusione dalle olimpiadi. In questa inchiesta francese porta in manette numerosi dirigenti IAAF tra cui Gabriel Dollè, capo della commissione antidoping IAAF (e dunque capo di Fiaschetto). L’accusa è che sapessero delle positività degli atleti russi e che le coprissero in cambio di soldi e proprio nella lavatrice di Dollè vengono trovati 87.000 € in contanti. Nonostante questo scenario Fischetto mantiene il suo ruolo e nel marzo 2016 è il capo dell’antidoping ai mondiali di Roma (prima corsa di Schwazer dopo la squalifica).

TESTIMONI, CONTROLLORI, CORROTTI – Nel processo di Bolzano, dove Fischetto è imputato, il medico chiama a testimoniare in sua difesa Jane Boulter (coordinamento controlli antidoping IAAF fuori competizione) e Yves Garneir (capo dipartimento medico IAAF). Questi due, nel giugno 2016, vengono sospesi per 6 mesi dalla commissione etica della IAAF perché, nel 2013, avrebbero preso rispettivamente 30.000 € e 50.000 € per tacere le positività dei russi, ma sono gli stessi che hanno comandato e coordinato il controllo antidoping a capodanno in cui Schwazer è risultato positivo.

GIUDICI, OPPORTUNITA’ E CONFLITTI D’INTERESSE – Un’altra cosa decisamente strana avviene il 7 maggio del 2016 quando Nicola Maggio, un giudice internazionale di marcia chiama Donati e telefonicamente gli dice:« L’unica cosa, la prego, glielo dica ancora una volta, fino a prima della gara. Possibilmente lasci vincere Tallent. Mi capisce ?».

Perché un giudice chiama un tecnico per dirgli di dire al suo atleta di lasciar vincere un altro ?

Non è l’unica chiamata che Maggio fa a Donati che prima di una gara a La Coruna dice:« Gli dica di fare una gara bella tecnicamente, di non andare a cercare disgrazie con i due cinesi che sono da un’ora e diciassette perché non ha senso».

Perché un giudice internazionale si spinge in “consigli” tecnici ? Va detto che il capo dei giudici, e dunque di Maggio, è Maurizio Damilano, fratello di Sandro tecnico dei cinesi.

PERCHE’ SONO TUTTI CONTRO SCHWAZER ? – I medici Fischetto e Fiorella oltre all’intero sistema FIDAL e IAAF rischiano grosso nel processo di Bolzano. VIen da sè che meno è credibile il loro principale accusatore Schwazer e più hanno possibilità di uscirne bene. Uno Schwazer dopato per la seconda volta, con un disturbo della personalità (come lo ha descritto “La Gazzetta dello Sport”) e una campagna di stampa contraria (come ad esempio, ci dispiace dirlo, ha fatto anche Tuttobiciweb) non può che fare aumentare le loro probabilità di essere assolti.

In un quadro del genere, avere fiducia dell’antidoping e soprattutto delle istituzioni sportive mondiali non è facile.