Caso Froome, dalla giuria un altro regalo a Cookson

Da anni diciamo che nel ciclismo non ci sono più regole. Che ogni decisione regolamentare viene presa in base a chi sono i protagonisti e non,  come dovrebbe invece essere, solo della regola, ma che addirittura nella corsa più importante del mondo davanti agli occhi di decine di milioni di appassionati sparsi nel pianeta non ce lo saremmo proprio aspettati.

Chris Froome è stato coinvolto in un incidente meccanico causato dalla collisione con una moto tv, non avendo alle spalle la propria ammiraglia, il corridore britannico ha iniziato a correre senza bicicletta verso il traguardo per poi ricevere una bicicletta con cui ha terminato la prova.

Va precisato che la neutralizzazione che solitamente si applica negli ultimi 3 chilometri per chi è vittima di incidente meccanico oggi non si poteva applicare dato che l’arrivo era in salita. Sempre il regolamento punisce senza appello chi percorre un tratto di strada senza la bicicletta. A termini di regolamento dunque nessuna neutralizzazione era possibile e Froome andava espulso per non aver percorso l’intero percorso in bicicletta.

La Giuria ha deciso di neutralizzare il finale assegnando a Froome il tempo del gruppetto in cui era al momento dell’incidente. Insomma, un obbrobrio regolamentare per salvare, ancora una volta Froome, britannico come il presidente Uci Bryan Cookson e portacolori della Sky da anni vicina al numero uno del ciclismo mondiale. Il distacco di oltre 7 minuti si annulla e lui è di nuovo in corsa. Per la seconda volta in questo Tour il britannico viene graziato.

Come abbiamo più volte detto, i giudici devono solo ed esclusivamente applicare le regole. Belle o brutte che siano. Con il sistema Italia, sbandierato da Di Rocco e preso a piene mani dall’UCI, non esistono più regole certe e tutto può essere sconvolto da interpretazioni tanto personali quanto bizzarre. Se Froome mi è simpatico invento la neutralizzazione, se mi è antipatico applico la regola e va a casa. Questo ciclismo mafioso deve finire.

I commissari devono essere totalmente indipendenti dal potere politico ed essere sanzionati anche pesantemente se non applicano le regole scritte. Chi non ha il coraggio di prendere decisioni impopolari se ne stia a casa, vada a pescare e comunque la smetta di rovinare uno degli sport più belli.

Concludiamo con una riflessione di Francesco Cenere, giudice internazionale UCI che non ha più rinnovato la tessera con nel curriculum tutte le più importanti corse del mondo:«  LO SCRIVO A CALDO (SOLO DOPO AVER VISTO COME TUTTI LE IMMAGINI IN TV) : SE OGGI I Commissari al TOUR trovano una soluzione di compromesso ( che non saprei neppure immaginare) è la fine della “nostra” categoria ARBITRALE. …. Già L’ALTRO GIORNO ( ARCO ULTIMO KM) SI è TROVATA LA STRADA PIU’ AGEVOLE PER USCIRNE FUORI! OGGI, per favore: NO, NON CI SONO VIE DI USCITA! LE REGOLE SONO CHIARE…e le responsabilità anche: degli Organizzatori che con la loro superbia di essere i “padroni” del Ciclismo mondiale lo stanno distruggendo! E dell’UCI che glielo consente ( vi lascio immaginare per quale ragione di tipo esclusivamente ….. “sportivo” , of course!!).. PER I CORRIDORI mi dispiace molto ma si tratta di UN INCIDENTE di percorso, anomalo quanto volete, ma incidente di percorso! Se si decidono altre strade si rischia di falsare ancora di più la regolarità della corsa. Ed anche METTERE IN DISCUSSIONE, nel futuro, OGNI ORDINE DI ARRIVO!! Mi dispiace, è INGIUSTO, ANTISPORTIVO, ma sono le regole del gioco! Se si cambiano è finita, anche a fronte di eventuali RICATTI di abbandonare il Tour da parte di qualche squadra! Gli Organizzatori ed i “ricchi” GS hanno il potere di fare cambiare le regole all’UCI. Ai Commissari, Giudici, Arbitri, chiamateli come volete, spetta SOLO farle applicare!!!»

3 commenti


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  1. quando le regole sono demenziali, bisogna usare la ragione e disattenderle.

    • E chi decide se una regola, o la sua applicazione, è demenziale? Se una regola è demenziale non deve mai far parte di un regolamento! Se, per ipotesi, dovesse non essere adeguatamente valutata prima di essere scritta, quando capita il caso, la si applica e poi si discute su una eventuale modifica o abrogazione. Altrimenti, a seconda del caso (leggasi convenienza!), la si applica o la si interpreta. Il libero arbitrio è caos ovvero la sublimazione dell’anarchia. Affermare che è corretto disattendere una norma, in qualsiasi ambito, è quanto di meglio si possa offrire ai “potenti” di turno. Nel caso di Froome, pur riconoscendo l’equità sportiva della decisione delle Giuria, non è possibile condividerla perché è la quint’essenza del libero arbitrio: Dura Lex Sed Lex……

  2. Ha ragione Remigio. Regole demenziali scritte da demenziali

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