Dalla giuria un regalo a Cookson: Froome, secondo le regole, andava espulso

In occasione dell’ultima tappa del Giro d’Italia abbiamo dimostrato l’incapacità della giuria di applicare una regola giudicata probabilmente troppo penalizzante per Giacomo Nizzolo. La retrocessione per l’infrazione che avrebbe commesso avrebbe previsto anche una decurtazione di punti nella speciale classifica della maglia rossa. In quel caso la giuria ha deciso di declassarlo dall’arrivo della tappa facendo una forzatura regolamentare per evitare di penalizzarlo troppo e fargli perdere la maglia rossa.

Purtroppo questo non è un vizio delle giurie italiche. Ieri al Tour de France abbiamo potuto assistere ad una mancata applicazione regolamentare pur di salvare Chris Froome.

Il corridore britannico del Team Sky ha colpito con una gomitata assolutamente volontaria un tifoso che gli correva a fianco. Aldilà che abbiamo più volte posto l’accento su questi sedicenti tifosi invocando per loro addirittura il daspo, il regolamento parla chiaro:

viedifatto

In caso di vie di fatto, come quelle che ha utilizzato ieri Froome nei confronti dello spettatore colombiano si deve andare a casa. Non ci sono eccezioni. La disparità di punizione per vie di fatto tra corridori e nei confronti di qualsiasi altra persona ribadiscono lo spirito di chi ha scritto la regola.

Invece i giudici al Tour hanno deciso (non potendolo fare) di stravolgere la regola dando a Froome solo i 200 CHF di ammenda. Una multa soft proprio perché abbinata all’espulsione dalla corsa.

Così facendo, con il loro atteggiamento zerbinesco, i commissari hanno fatto un grosso piacere al presidente dell’UCI Bryan Cookson, britannico come Froome e da sempre molto vicino al Team Sky, alla ASO che non perde uno dei favoriti. In fondo, al fianco di questi due potenti chissenefrega delle regole, chissenefrega se sarà falsato il Tour con un corridore (probabile vincitore) che andava espulso. Questi sono i giudici del ciclismo.

Nel calcio viene considerato assai meno grave un rigore non dato, che l’arbitro potrebbe non avere visto, che una mancata ammonizione di un calciatore che si toglie la maglia. Nel ciclismo troppe volte abbiamo sentito la tiritera buonista che se un’infrazione non dà vantaggio non deve comportare una sanzione. Balle. Non avere in gara Froome sarebbe stato un grande vantaggio per tutti gli altri che, contrariamente a lui, si sono attenuti alle regole.

Questo è il “metodo Italia” esportato da Di Rocco in cui le regole sono sempre secondarie agli equilibrismi politici.

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