Affaire Sicilia: Di Rocco e Santilli sapevano tutto da anni

Giovanni Duci è stato rinviato a giudizio dalla Procura Federale per la vicenda delle affiliazioni in particolare per ciò che concerne l’organizzazione di gare promozionali. Come dicevamo nel precedente articolo è quantomeno strano che la Procura della FCI se ne sia accorta solo oggi dato che tutti all’interno del “palazzo” erano da tempo informati.

Prendiamo il caso di Renato Di Rocco che nel 2013, in campagna elettorale, a Marco Grassi di Cicloweb ha dichiarato

« Se io oggi dovessi fare una squadra per il Tour, la farei coi corridori professionisti siciliani: Nibali, Visconti, Tiralongo, i due fratelli Caruso, Mancuso, sarei anche competitivo al Tour de France. Questa è la risposta per chiunque continua a denigrare la Sicilia, che comunque fa ciclismo, compreso il campionato Esordienti femminile di Mountain Bike a Siracusa. Parliamo delle società di Monterosso Aimo? Sono società che hanno minimo 22 anni di anzianità: in quel paese magari c’è una ricorrenza dei cognomi, ma è anche possibile che in più società ci siano parenti e amici. E comunque quelle società organizzano gare vere, con bambini che vincono delle corse; la parte orientale della Sicilia è quella che ha sempre prodotto grande ciclismo».

Però è un dato di fatto che ci siano queste società fittizie, alcune delle quali hanno acquisito il diritto al voto. «Lo Statuto glielo permette, come gli permette di accedere ai bandi pubblici della Regione. La Regione predispone dei fondi per lo sport, destinati al ciclismo come alla pallamano, all’atletica, alla scherma…». Una volta appurato che c’è stata questa concentrazione non realistica di società nella stessa località… «Perché non realistica? Sono società che organizzano eventi come in tutte le parti d’Italia…». Ma sono eventi fittizi, per la maggior parte!
«Lo dice lei!».
Lo dicono i fatti! Non ci sono classifiche di queste gare… «Ma scusi, la stessa cosa succede a Lecce, dài, lo sa benissimo che 10­12 società sono state affiliate negli ultimi due mesi per avere il diritto di voto, dài, per favore, siamo maturi tutti quanti, grandicelli per cadere in queste provocazioni. Lo Statuto deve rispondere a dei principi statutari del CONI uguali per tutte le federazioni: dice che comunque si deve riconoscere una società se viene affiliata; una società può svolgere attività tramite organizzazione di eventi e tesseramento di atleti; chi risponde a queste caratteristiche, e fino a prova contraria (se non vengono denunciati dei fatti, dagli organi di polizia o dai giudici di gara, laddove presenti) maturano il diritto al voto. Io non credo che nove province in Sicilia, dove non è molto facile andare d’accordo, oriente e occidente, Palermo e Catania, portino alla presidenza del Comitato Regionale uno che non sa lavorare e fare ciclismo, e che questo passi pure per politica “bulgara”. Allora che dovremmo dire della Puglia?».

Anche l’ex Procuratore Federale Gianluca Santilli era stato informato della vicenda da Marco Bonarrigo nel corso di un’intervista a Cycling Pro

La Sicilia, terzo o quarto serbatoio di voti della FCI in Italia, basa la sua forza su un numero spropositato di società e tecnici. Le società sono composte da uno o nessun atleta, i tecnici non fanno i tecnici, le gare non esistono, molte sedi sono di comodo, presidenti e dirigenti di team sono tra loro mariti, mogli, figli e nipoti. Alcune società giovanili sarebbero ottenute con un “copia & incolla” di registri scolastici. Questi sono stati raccontati anche da Rosario Fina, ex CT delle donne, silurato poco dopo la pubblicazione del suo “rapporto”. Le risulta ?
«No, ma mi interessa molto perché mi sembra una cosa clamorosa. A che scopo tutto questo ? »Ricevere i contributi regionali per il turismo e l’attività sportiva e comunque costruire gruppi di potere. Francamente lo scopo preciso vorremmo ce lo spiegasse lei, che di sicuro è più attrezzato di noi per indagare.
«Lo farò velocemente e senza remore. Trasmettemi il materiale e vi farò avere una risposta presto ».
Fosse tutto vero sarebbe grave ?
«Costruire società di comodo simulando tesserati e attività per acquisire voti è una cosa molto grave. Devo verificare se è vero, naturalmente, e in che misura. Se lo è, è grave».

Insomma, il presidente e l’ex Procuratore Federale sono stati abbondantemente informati sulla problematica che però solo oggi, sei anni dopo l’intervista di Santilli e tre dopo quella di Di Rocco, qualcuno si sta occupando delle affiliazioni e soprattutto delle gare promozionali in Sicilia.

Perché dopo anni di silenzio in cui tutto questo era stato tollerato, questa vicenda ritorna d’attualità con il deferimento di Duci ? Certo che è sempre più difficile escludere che dietro a questo deferimento ci siano motivazioni che non riguardano la politica sportiva.

5 commenti


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  1. angelo francini

    Di Rocco tramite i suoi Procuratori (nell’ordine Santilli, Grauso, De Arcangelis) ha fatto si che operassero solamente per eliminare i nemici, mai per far trionfare la Giustizia, quella con la G maiuscola.
    Quante pratiche insabbiate: quella sul commissariamento del CR Puglia di Bianco, dove il Commissario straordinario sig. Gabriotti ha ammesso al voto per l’assemblea di Levico un soggetto che stava scontando (lapsus) una squalifica di quattro anni dei quali non ha scontato un solo giorno.
    Si é tenuto per due anni un Procuratore federale, il dott. Grauso, che non possedeva i titoli previsti dallo Statuto per ricoprire quell’incarico e che aveva falsato, nell’epoca in cui era a capo della Commissione Elettorale inventata da Di Rocco, la composizione delle Assemblee di Bologna e di Levico.
    Oppure della Lega Ciclismo Professionistico, che vive su uno Statuto nato 18 mesi che venisse deliberata la sua costituzione, perchè il padre padrone ha chiamato quattro dei suoi giannizzeri a Roma per stendere l’atto notarile……
    Oppure con l’affaire Mondiali 2013: ove i bugiardi eravamo (secondo lui) noi: ma poi nel bilancio federale certifica che avevamo ragione noi a dire che erano tutte palle quelle che raccontava.
    In mezzo l’inchiappettata a Bernardelli, il “Tenerone”, usando i suoi “bravi” lombardi per incastrarlo: ma anche in questo caso ha commesso degli errori macroscopici dovuti alla sua arroganza.
    Ora la Sicilia: a Duci nulla capiterà e l’inchiesta starà in letargo per mesi: vuoi che Di Rocco che si tagli le palle (voti siculi) per far un dispetto alla moglie che lo tradisce?
    Nulla succederà e così i voti saranno gestiti da lui, come sempre…….

    Sull’argomento Sicilia: é vero che non é un reato costituire società, quando si paga la tassa stabilita e si fa quello che dice lo Statuto e la Legge del Coni.
    Il reato, parlo in campo sportivo, si consuma quando queste società per acquisire il DIRITTO DI VOTO (che portò a 25 i delegati della Sicilia all’ultima Assemblea Nazionale) fanno apparire di aver disputato gare che viceversa non si sono mai disputate, coinvolgendo apparati federali che dovrebbero essere sopra questi giochini …… Ecco, caro Renato e caro Santilli, ove stà il reato sportivo:: senza entrare nel merito che grazie a queste gare fasulle poi la regione Sicilia ha erogata qualche centinaio di migliaia di euro di contributi per l’organizzazione delle stesse (ma questo semmai é un reato non sportivo).

  2. Francini taci che è meglio che se sei il primo che in privato chiama Di Rocco per leccargli il c ….

  3. angelo francini

    Caro Fanny parlo e scrivo senza alcun timore, perché dico sempre cose che non possono essere smentite, nemmeno dagli interessati.
    Tu invece puoi solo esprimere il tuo parere solo su quello che leggi per non sai e non sei nulla, ma solo un c…o!
    Prova a chiedergli a lui quanti anni sono che non ci sentiamo.
    Comunque questa é la sua tattica, che vedo che tu ben conosci: mai rispondere nel merito, ma solo denigrare l’avversario.
    Ma il suo ed il vostro tempo sta scadendo….: Big-Ben ha detto STOP.

  4. Aggiungerei il fatto che il Comitato Regionale della Sicilia é stato Commissariato, sembrerebbe per mancata approvazione del bilancio da parte del Comitato regionale (in questo caso il Presidente Regionale non gradito al Pres. e Vice inchiappettato dai loro”picciotti” siculi) Sarà per caso stato commissariato per aver aperto il vaso di pandora delle affiliazioni siciliane ? Si profila una guerra di bande nel regno delle sicilie.

  5. Ex appassionato

    Bravo Angelo, demolisci loro ed il loro sistema di C.sa Nostra. Il vero sistema Italia più volte decantato.

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