La storia potrebbe ripetersi. Dopo che nel 2009 Di Rocco ha scaricato il suo ex vicepresidente vicario, Davide D’Alto, dopo che nel 2013 ha fatto la stessa cosa con Flavio Milani ora potrebbe toccare a Daniela Isetti.

Tutto è cominciato quando il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha consigliato a Di Rocco di candidare Daniela Isetti. Oltre al messaggio di stima per Danielona, l’implicito messaggio a Di Rocco di farsi da parte.

Pronta la reazione dell’attuale numero uno del ciclismo italiano che in un’intervista dice di temere il maschilismo del ciclismo, bocciando la possibile candidatura di Daniela Isetti. Questo timore, non suffragato da elementi reali, avrebbe voluto stoppare le velleità politiche di Danielona che però non si è lasciata intimidire iniziando una vera e propria campagna elettorale parallela.

Per chi conosce Di Rocco non è difficile immaginare che non abbia preso bene tutto questo. In Lombardia ha detto di sostenere Michele Gamba quale vicepresidente vicario e ha proposto la candidatura al presidente della Sardegna, Salvatore Meloni. Per il terzo e ultimo posto da vicepresidente sono in corsa il sempreverde Duci, Giuseppe Cutolo,  Rocco Marchegiano senza dimenticare il sacrificio fatto da Carlo Roscini nel 2013 con il ritiro della candidatura per ragion di Stato.

Daniela Isetti non sembra però disposta a farsi da parte o a proporre una sua candidatura (autonoma) alla vice presidenza. L’attuale vicaria punta molto in alto, punta a spodestare l’ex capo e a diventare la prima donna presidente della Federazione Ciclistica.

Da un lato questo scenario ci suggerisce una Daniela Isetti ambiziosa  dall’altro si capisce che la fiducia in un successo di Di Rocco non è più così elevata.

Comprendiamo le ambizioni politiche, ma la coerenza suggerirebbe un altro comportamento.

La situazione si farebbe interessante da un punto di vista politico se ci fosse un terzo candidato di livello riconducibile all’opposizione (Martinello ???). Chissà se in quel caso, di fronte al rischio di disperdere i loro voti e quindi perdere ritroverebbero nuovamente l’intesa perduta ?