“Mea culpa, mea maxima culpa”, chi ammetterà le proprie responsabilità

Non sarà sfuggita la pubblicazione, sul sito della FCI- Sezione dei Giudici di Gara-documentazione-   del  nuovo Regolamento Operativo della Categoria approvato dalla Giunta Nazionale del CONI il 27 Aprile 2016.

Così come non sarà sfuggito l’art.29 che consente “per esigenze di organico”  lo scambio interregionale di soli Giudici di categoria Regionale.

Pur prescindendo dalle Regioni interessate ( che poco importano rispetto alle valutazioni che vorrei svolgere)  risulta che tale facoltà sia già stata concessa dalla CNGG.

Ciò che sorprende  è che la ragione di tali “scambi” non sia finalizzata, come era un tempo, ad un proficuo arricchimento di esperienze,  ma derivi solo dall’esigenza di  colmare carenze di Giudici rispetto alle necessità connesse alle varie gare e nelle diverse Regioni.

Insomma una situazione deficitaria che comporterà, suppongo, anche maggiori spese di trasferta e che non so quanto e come sarà accettata, all’occorrenza,  dai vari Comitati interessati.

Non voglio entrare nel dettaglio di questa concessione “congiunta” tra CNGG e Comitati Regionali, ( come previsto dal citato art. 29 del R.O.), bensì mi preme, in questa sede, analizzare uno stato di fatto che non può che essere preoccupante.

Stato di fatto ( “esigenze di organico” ) che, soltanto apparentemente,  può essere addebitato SOLO alle  Commissioni Regionali.

Certamente esse dovrebbero correre ai ripari e con l’aiuto dei loro Comitati “nominanti”  sensibilizzare quante più realtà  possibili alla ricerca di nuovi ingressi nella  Categoria dei Giudici e, conseguentemente, organizzare i relativi Corsi.

Di sicuro, però, vi è  nella fattispecie un concorso di colpe!

E per tutto ciò  c’è da chiedersi chi avrà l’onestà di recitare il  “mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa??

I Comitati Regionali, le Commissioni Regionali, il Consiglio Federale, il Presidente FCI,  Pagliara e la CNGG?

Per quanto mi riguarda, come detto, benché a prima vista la questione sembri  porsi  su “base regionale”  (e  limitata ai soli Giudici Regionali),  in realtà  va a toccare il nervo scoperto della politica fallimentare della CNGG.

Infatti, tale situazione di penuria di Giudici in alcune Regioni, evidenzia in primis la negativa  “regia nazionale” che, pur disponendo al proprio interno di responsabili di aree geografiche  pluri-regionali, non ha saputo monitorare le variegate situazioni locali.

Una politica fallimentare diversificata: poca responsabilizzazione dei Comitati Regionali sul tema dei  Giudici, poca “vigilanza” sulle attività delle Commissioni Regionali, una visione miope dell’insieme del “parco Giudici” nelle varie Categorie e per il futuro.

Così come, va da sé, che se corrispondessero al vero le richieste di aspettativa di “nazionali” e/o di mancati rinnovi della Tessera 2016 , sarebbe  obbligo ineludibile della Commissione Nazionale il dover  prendere atto di un “malessere” che da tempo serpeggia tra i Giudici a tutti i livelli.

Arrivo ad affermare ( per mero paradosso) che la CNGG potrebbe anche stra-fregarsene ( come ritengo abbia fatto) dei “mal di pancia” dei singoli, ma certamente avrebbe dovuto, in ottica futura, farsi carico di questo semplice assioma : meno Giudici Regionali uguale meno “materiale umano” atto ad implementare il bacino nazionale ed internazionale.

Sull’argomento giova ricordare che soltanto 3 anni or sono il Presidente Di Rocco, in risposta ad una lettera che molti Internazionali gli inviarono per esprimere qualche considerazione sull’intero movimento, anche di base, della Categoria, rispose che nessuna negatività o problematica particolare era pervenuta dalle diverse Commissioni Regionali.

Delle ..….quattro , una :  o 3 anni fa la “verità vera” della base era sconosciuta ai vertici federali  o dalle Regioni la sottacevano o le problematiche sono state celate sotto il tappeto di casa o la deriva  promana solo e soltanto  dalla recente gestione  Pagliara.

Comunque, poi, se si vogliono fare le nozze con i fichi secchi, i risultati sono quelli sotto gli occhi di tutti:  per evitare debacle si fa ricorso, come al Giro, all’usato garantito ( senza offesa per nessuno, anzi è un complimento), cioè  senza il coraggio di far scendere in campo elementi  della nouvelle vague emersa dal Corso per Nazionali Elite dello scorso anno.

Pagliara ha voluto dare all’esterno più l’impressione di essere un  “public relations man”  (RCS e le sue gare “arabe” ,  le deficitarie “apparizioni” televisive”, i Convegni Nazionali che, al di là qualche argomentazione tecnica,  sono sembrati  “adunate” per magnificare questo o quel personaggio o per propagandare come  “eccezionale”  quella che dovrebbe essere la “routine” dell’attività) che non, appunto,  di essere  “sul pezzo” rispetto alle carenze della Categoria sul  territorio.

In definitiva si ha l’impressione di non essere riusciti a liberarci da  quella “subalternità” dei Giudici rispetto alla Dirigenza Federale ( genericamente intesa ed a tutti i livelli), che tutti – dico tutti, caro Pagliara, Tu compreso- abbiamo per anni cercato di contrastare  (oserei dire combattere, dieci anni fa)!

Come puoi vedere c’è chi è rimasto in trincea e chi è passato, metaforicamente, “nel campo avverso”!

Come perfettamente sai  i pochi  “non disertori”  continuano, da Te, ad essere  ignorati e penalizzati quasi come se fossero gli unici “appestati”  responsabili delle  “rivendicazioni” per le quali, negli anni, sembravamo- a questo punto devo declinare così  questo verbo-  “quasi tutti” d’accordo!

Se c’erano “appestati” da epurare per queste motivazioni, caro Presidente, anche Tu ed il “cerchio magico” che ti attornia avreste dovuto esserlo, a meno che…… a meno che  …..già all’epoca non vi fu chi si diede un “tono partecipativo di facciata”  con la mente, però, già proiettata al di là della barricata!

Rimane da chiedersi se queste epurazioni siano solo  farina del tuo sacco o se, invece, non rappresentino l’iceberg della “subalternità” , magari e peggio ad  personam, cui mi riferivo sopra.

Rimane da chiedersi se,  per restare  in tema di Regolamento Operativo, siano  rispettati gli art.5-6 sul divieto, per i Giudici,  di svolgere  “attività in seno ad un evento ciclistico che possa mettere in discussione e/o in dubbio  il ruolo di terzietà od imparzialità”  o  più genericamente di   “incompatibilità” ( a partire da Dirigente Federale giù giù …sino perfino a  speaker, tecnico video..ecc,  in pratica pressoché qualsiasi funzione “extra”  rispetto  a quella di  Giudice di Gara).

Rimane anche da chiedersi se è rispettato  l’ultimo comma dell’art.6 che recita  :  ” Coloro che si trovino nelle condizioni di incompatibilità di cui al presente articolo “sono posti d’ufficio nella posizione di aspettativa”……  (altro che, mi pare, essere designati….).

Misteri o appunto,  la “subalternità” continua ad avere  la meglio sul rispetto delle “regole”, rispetto che noi “pretendiamo” dagli altri ma che “interpretiamo”..…. in casa nostra?

Almeno sul piano etico se non solamente regolamentare…..( qualche cavillo se si vuole lo si trova sempre…) c’è o ci sarà un Giudice a Berlino?

Non so se la mia è  una  visione troppo “catastrofica” ( e per certi versi  me lo auguro),  certo è che se fossi un Consigliere Federale o un Presidente di Comitato, proverei a “spulciare” qualche dato in modo più approfondito ed a condurre una analisi seria sullo “stato di salute” dei Giudici italiani.

E non solo per quanto attiene alle situazioni regionali ma in una prospettiva più allargata di quanto sta avvenendo nella Categoria dei Giudici.

Chissà se per le prossime Elezioni per il rinnovo del Consiglio Federale ci sarà qualche Consigliere uscente o  qualche neo-candidato  che si prenderà a cuore la Categoria dei Giudici?

Categoria che, lo si voglia o meno, rappresenta il  motore del nostro sport a garanzia del rispetto delle Norme.

E magari impegnandosi a  ripristinare la possibilità delle “indicazioni” elettive che i Giudici potevano esprimere per la nomina delle rispettive Commissioni regionali e di quella Nazionale.

Metodo non separatista che consentiva, però, a tutti i Giudici ed a tutti i livelli,  un “controllo”  del rapporto fiduciario instauratosi  con il voto,  via  via verificando nel tempo l’attuazione  delle aspettative della Categoria ( e non, appunto, quelle  della “Dirigenza”).

Attendiamo il futuro con fiducia!

Francesco Cenere ………….più preoccupato che ironico…..

p.s.: Ricordo a qualcuno che si ostina a dire che con i miei interventi “faccio ridere” che ho pagato caro il prezzo della mia libertà di parola (ad iniziare dalla rinuncia alla  designazione al Giro 2016 – ….e che Giro!-)

Comunque sempre meglio far ridere che far piangere!

1 Commento


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  1. triste momento della categoria

    Andare ad una corsa; essere insultato e non poter prendere provvedimenti perchè il colpevole è amico del potere o perchè si toccano società “importanti” è una triste realtà della categoria. Vero renato e antonio ? Così è il vostro progetto italia.

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