Il “caso” Nizzolo, le regole e la (scarsa) personalità della giuria

Spesso abbiamo scritto di giurie timorose di applicare il regolamento pensando alle conseguenze delle loro decisioni. L’esempio classico di questo cancro della categoria che dovrebbe far rispettare il regolamento possiamo trovarlo nell’ultima tappa del Giro d’Italia.

La dinamica della volata vede Nizzolo deviare dalla propria linea chiudendo Modolo. Poi c’è chi sostiene che questo non sia un comportamento da sanzionare chi invece ritiene che debba essere sanzionato. In quest’analisi non vogliamo entrare nel merito della retrocessione di Nizzolo, ma solamente analizzare come la giuria ha applicato la regola.

Vediamo cosa dice il regolamento:

Art 10.1 Deviazione dalla linea scelta mettendo in pericolo altri corridori. La sanzione prevista è di: retrocessione all’ultimo posto del proprio gruppo, penalità nella classifica a punti pari ai punti assegnati per la prima posizione, 200 CHF di ammenda e 30’’ di penalità in classifica generale.

Se i commissari avessero applicato questo articolo Nizzolo avrebbe dovuto essere penalizzato anche di 50 punti nella classifica a punti che avrebbe consegnato la vittoria a Matteo Trentin.

I commissari hanno invece deciso di applicare l’articolo seguente, il 10.2, il molto più generico “sprint irregolare” che non prevede la decurtazione di punti.

Si può discutere se la volata di Nizzolo fosse o meno da sanzionare, ma certamente in caso di sanzione l’articolo da applicare era il 10.1 .

Questo  è di gran lunga più grave che una errata interpretazione della volata. Se una valutazione errata ci può stare, perché errare è umano, una volta presa una decisione deve essere portata avanti con coraggio senza curarsi di nulla. Andando invece ad arrampicarsi sugli specchi solo per evitare che la propria decisione potesse causare conseguenze “eccessive” si denota solo una scarsa personalità.

Per un arbitro di calcio questo tipo di atteggiamento sarebbe considerato un errore gravissimo. Pensiamo ad esempio quando un arbitro concede un rigore, magari nei primi minuti, che comporta l’espulsione del giocatore. Tutti, arbitri compresi, sono concordi nel dire che sia una regola troppo severa, ma non applicarla è una grave violazione. Nel ciclismo viene probabilmente considerata una decisione intelligente perché da un lato punisce Nizzolo (togliendogli la vittoria) e dall’altro non lo punisce troppo (lasciandogli la maglia rossa).

Questo è il “metodo Italia” tanto voluto e sponsorizzato da Renato Di Rocco e da Antonio Pagliara. Un metodo in cui i commissari siano dei comprimari attenti alle esigenze di tutti anche a discapito del regolamento.

Ne prendiamo atto, questo è il ciclismo, questa è la categoria dei commissari di gara.

2 commenti


Strict Standards: Only variables should be assigned by reference in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/comments.php on line 21
  1. Personaggi incapaci senza "biglie"

    Gran bell’articolo. Una categoria allo sbando ricattata e ricattabile a piacere dal politico di turno. Vuoi fare il turista alle gare ? Allora non rompere le scatole e soprattutto non romperle agli amici.

  2. anngelo francini

    Con questa decisione, quella di applicare la sanzione per sprint irregolare prevista dalla tabella sanzioni UCI, la Giuria del Giro ha commesso un’altra cavolata che deve pesare sul giudizio sulla correttezza regolamentare del loro operato.

    Il vero motivo del declassamento di Nizzolo adottato dalla Giuria é riportato al solo fatto di aver deviato dalla linea di corsa costringendo Modolo alle transenne: altre scorrettezze non ve ne sono state.
    Quindi l’unica sanzione applicabile era quella prevista dal punto 10.1 che comportava anche la sanzione in punti sulla classifica generale a punti.

    Non applicando questa sanzione la Giuria ha fatto una scelta arbitraria non consentita dal regolamento.

    Se coloro che hanno scritto il regolamento avessero voluto lasciare alla decisione dell’arbitro la libertà di applicazione di una sanzione non avrebbero distinto, come invece hanno fatto regolamentando i punti 10.1 e 10.2, le sanzioni applicabili.

    Ed allora si palesano due situazioni diverse:
    a) Nizzolo non ha commesso alcuna deviazione di traiettoria,
    b) La Giuria deve dire quale infrazione ha commesso per subire il declassamento.

    Quindi il declassamento di Nizzolo all’ultimo posto del gruppo di cui faceva parte non é corretto poiché l’articolo usato per declassarlo prevede che il declassato debba essere posizionato all’ULTIMNO POSTO DELLA TAPPA.
    Ed inoltre tale declassamento non può essere motivato con la deviazione di traiettoria che ha messo in pericolo Modolo, ma con altro motivazione non generica.
    Ne deriva che Nizzolo poteva essere punito solo in applicazione della sanzione stabilita dal punto 10.1.2: deviazione dalla traiettoria che ha messo in pericolo un altro concorrente.

    Non avendolo adottato questa sanzione la Giuria ha assunto una decisione che viola quattro volte il regolamento:
    – ha applicato una sanzione (sprint irregolare) un fatto non commesso dall’atleta Nizzolo,
    – ha deciso di porlo all’ultimo posto (mi pare il 12°) del gruppo di cui faceva parte, quando invece doveva classificarlo all’ultimo posto della tappa
    – ha omesso di applicare la sanzione prevista dal regolamento per l’infrazione effettivamente commessa da Nizzolo.
    – ha danneggiato il diritto di Trentin di essere dichiarato di conseguenza il vincitore della classifica finale a punti del 99° Giro d’Italia.

    Le regole nel ciclismo non si applicano come avviene nel calcio, ove la decisione é lasciata all’interpretazione del solo arbitro!
    Speriamo declassino questi giudici: ma anche qui poiché chi deve essere giudicato fa parte della Coorte che deve giudicare ……….

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow