Lelli e Sgarbozza: dalle critiche alla solidarietà. Dov’è la coerenza ?

Dopo la comunicazione dell’allontanamento di Max Lelli da Rai Sport sui Social si è scatenata la solidarietà e la vicinanza del popolo del ciclismo che ha gridato allo scandalo per la presunta “epurazione” dell’ex corridore toscano.

Nella realtà questo allontanamento non ci tocca più di tanto, ci stupisce invece la levata di scudi del popolo del web che solo un anno fa ironizzava sulle scarse doti televisive di Lelli. Forse nessuno si ricorda cosa diceva il popolo del web di Max Lelli. Pur, con il massimo rispetto alla persona, ci saremmo aspettati da parte degli appassionati solo l’augurio che il suo sostituto fosse meglio.

Invece a Lelli è stato sufficiente utilizzare Facebook ed essere vicino agli appassionati perché questi lo considerassero immediatamente bravo e dunque meritevole di lavorare per la TV di Stato.

A noi che Max Lelli non sia al Giro importa veramente poco, ci importa decisamente di più delle competenze del suo sostituto che sarà Gianfranco Benincasa, giornalista Rai.

Discorso analogo per Gigi Sgarbozza a cui va riconosciuto il grandissimo impegno che ci ha messo in questi anni di collaborazione con la Rai, ma che è stato tra i più vituperati dal popolo ciclistico. Lo stesso popolo social che lo ha deriso (sicuramente in maniera eccessiva) per anni oggi protesta per la sua cacciata dalla Rai.

Comprendiamo che sia facile essere sempre bastian contrario, ma suvvia … un po’ di coerenza.

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