Davide Parenti, deus ex machina de "Le Iene"

L’Accpi e un’altra querela annunciata. Ma che fine fanno tutte queste denunce ?

L’Accpi ha deciso, probabilmente a furor di popolo, di denunciare gli autori de “Le Iene” che hanno realizzato le interviste a Di Luca e Gasparre e i due corridori. Prima di entrare nel merito analizziamo letteralmente cosa hanno dichiarato i due corridori.

Di Luca, oltre a parlare del suo libro ha detto:«Il ciclista deve stare dentro certi schemi e non può dire certe cose» e «Si, PENSO ancora che chi arriva nei primi 10 al Giro non può andare a pane e acqua» e ancora «Nel ciclismo si è molto ipocriti quindi la menzogna conta parecchio».

Non serve essere Perry Mason per capire che in queste frasi non ci sono assolutamente gli estremi per la querela.

La frase «E’ impossibile non fare uso di doping e arrivare nei primi 10 al Giro d’Italia» attribuita, all’inizio del servizio di Gasparre, a Danilo Di Luca risale in realtà a due anni fa e lo si può facilmente capire dai capelli, più lunghi, di Di Luca.

Gasparre ha dichiarato:« I ciclisti di preparano in allenamento e con preparatori» poi, incalzato il giornalista gli chiede se si preparano ANCHE con il doping e lui risponde: « Si, perché finire un Giro d’Italia a pane e acqua, senza doping, è DIFFICILE» e poi ancora stimolato dall’intervistatore racconta cos’è l’epo, come si prende e che tipo di vantaggi dà: né più e né meno di un libro. E poi ancora dice dove si poteva (verbo al passato) comprare, quanto costava, ecc. . L’intervistatore gli chiede se ancora oggi tutti i ciclisti facciano uso di Epo e lui risponde: « PENSO di si». Poi prosegue a spiegare come faceva a non essere beccato. Passa poi a descrivere cosa prendeva: niente ormone della crescita, ma il testosterone si e poi via con la descrizione delle caratteristiche dei prodotti quali anfetamine, cocaina, nitroglicerina e insulina. Poi spiega cos’è l’ormone “stargate e dice che «si usa anche in palestra e ti dà potenza». Poi descrive il noto processo delle sacche di sangue,  il metodo utilizzato per i controlli, racconta di aver avuto un tumore e consiglia il libro di Di Luca. In conclusione di intervista alla precisa domanda su quanti saranno i dopati in gara al prossimo Giro d’Italia e Gasparre risponde: «Chi lo sa ?!? SECONDO ME molti e chi non è pieno si ritira».

Cos’avrà mai detto Gasparre di così diffamatorio ? Ha raccontato la sua esperienza ed espresso le sue personalissime opinioni. E soprattutto cos’avrebbero dovuto fare gli autori de “Le Iene” ? Verificare forse delle altrui opinioni ?!?Basta guardare una qualunque trasmissione televisiva per capire che la diffamazione è ben altra roba.

Del resto l’Accpi non è nuova ad annunciare querele o denunce che poi non si sa più come vanno a fine. Nel 2003 annunciò una querela nientemeno che al Tg2. Che fine ha fatto ? Nel 2014 una denuncia a Di Luca e Santambrogio. Chi ne sa qualcosa ? Passando, con la stessa sorte, anche dal pentito di Striscia la Notizia.

Crediamo che anche in questo caso sia una querela annunciata per essere data in pasto ai superficiali del web, quelli per cui una querela equivale già a condanna. Anzi, in questo caso crediamo che se venisse effettivamente formalizzata (un conto è annunciarla, un conto è farla) l’Accpi potrebbe anche rischiare di essere incriminata per lite temeraria talmente nullo è il materiale su cui poggiarla.

Certo, il servizio delle Iene non è stato un gran servizio giornalistico. Sono cose vecchie e conosciute ai più, ma se bastasse questo per essere querelati la giustizia sarebbe ancora più intasata di come è oggi.

1 Commento


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  1. angelo francini

    Queste querele sono solo di facciata, ma non portano mai al concreto.
    Le denunce andrebbero fatte contro i veri colpevoli del massacro dei ciclisti, che da parte loro hanno comunque molte responsabilità…..
    I veri colpevoli: il sistema ed i dirigenti, federali e societari, che non lavorano per risolvere il “problema”, ma a colpevolizzare solo gli atleti….
    Le responsabilità degli atleti: l’omertà e la paura nel denunciare pubblicamente la realtà…
    Il doping é un business che rende principalmente, sotto ogni aspetto, molto di più agli altri che all’atleta….

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