Trentino: il vero problema delle produzioni è solo la qualità

Non è passata inosservata la produzione del Giro del Trentino duramente criticata dagli spettatori, attraverso i social, dalla Rai e anche dalla Lega.

Andiamo con ordine. La Rai, nell’ultimi due anni ha deciso di razionalizzare le spese per le produzioni del ciclismo andando dunque a tagliare tanto a chiedere agli organizzatori delle gare poi trasmesse in differita di farsi carico della produzione delle immagini. Nessun altro operatore televisivo è disposto a farsi carico della produzione televisiva di una gara ciclistica, decisamente più dispendiosa rispetto a qualsiasi altra disciplina sportiva.

Per gli organizzatori non c’è dunque molta scelta. Il Gs Alto Garda, organizzatore del Giro del Trentino, e la Lega Ciclismo hanno scelto di andare a prodursi in maniera autonoma le immagini in diretta, di girarle alla Rai e alle emittenti straniere che hanno acquistato i diritti.

Fino a qui tutto è chiaro: l’organizzatore è contento che va in diretta e la Rai può beneficiare di una diretta prodotta a costo zero.

Il vero problema però è quello della qualità della produzione. Da fonti vicine alle Lega pare che l’organizzazione del Giro del Trentino abbia speso 50.000 € per la produzione, praticamente 12.000 € al giorno solo 4.000 € in più rispetto alla differita. I costi per fare una diretta di buona qualità sono però decisamente superiori. I belgi di Alfacam, i migliori al mondo per questo tipo di produzioni, qualche anno fa per una gara in linea avevano chiesto 40.000 €. Per una produzione di più giorni il costo giornaliero scenderebbe di certo, ma difficilmente si potrebbe arrivare a meno di 20.000 €.

E’ del tutto evidente che occorra trovare il giusto compromesso qualità – prezzo. Una cifra troppo elevata non è alla portata dell’organizzatore, con una cifra troppo bassa la qualità non è accettabile.

E al Trentino la qualità della produzione è stata decisamente pessima. Nella seconda tappa i problemi tecnici sono stati evidenti, nelle seguenti tanti, troppi errori degli operatori di ripresa hanno condizionato la trasmissione.

Decisamente dura la nota del CdR della Rai di Milano che ha scritto:« La gara di ciclismo “Giro del Trentino Melinda”  è stata percepita dal pubblico come una produzione Rai, ma in realtà è stata prodotta con una scarsa qualità del segnale televisivo, ben al di sotto degli standard minimi, da una società di produzione già nota e contestata in passato dalla nostra Azienda proprio per la cattiva qualità del servizio offerto in occasione del Giro d’Italia 2014. Non si comprende perché l’Azienda abbia accettato che la produzione in carico alla Lega Ciclismo venisse affidata ad un service già giudicato inadeguato in passato».

Insomma, se questo vuol dire migliorarsi.

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