FCI e Salsomaggiore: un grande (e costoso) conflitto d’interessi

I Giudici a Salsomaggiore. Le nazionali a Salsomaggiore. I corsi a Salsomaggiore. Tutto bene, se non ci fosse un enorme conflitto d’interessi tra il vicepresidente vicario della FCI, Daniela Isetti, e l’assessore al Comune di Salsomaggiore, Isetti Daniela.

Non solo per la trasparenza (imposta per legge o semplicemente dal buonsenso politico), ma anche per una reale convenienza la Federazione avrebbe dovuto agire con una manifestazione di interesse aperta a tutte le località turistiche italiane chiedendo la disponibilità ad ospitare la sorta di quartier generale azzurro.

In questo modo, oltre ad evitare ogni possibile conflitto di interesse, si sarebbe prodotto un risparmio oggettivo a vantaggio della Federazione. E’ infatti implicito che ciascuna località avrebbe formulato la sua miglior proposta e mettendo più località in concorrenza tra loro la Federazione avrebbe avuto un vantaggio economico.

Le Terme di Salsomaggiore, che non sono più sponsor della Federazione, hanno un debito di 41 milioni di debiti e circa un anno fa hanno affittato l’hotel in cui soggiorna solitamente la FCI ad una società londinese amministrata da italiani.

La Federazione Ciclistica Italiana non compare minimamente tra i partner dell’hotel tanto che alla voce “bike” non compare alcun riferimento a questa eventuale partnership, ma una fotografia generica priva di alcun riferimento.

Ma allora, se l’hotel non ha una partnership con la Federazione, e se le Terme di Salsomaggiore, con il bilancio pesantemente in rosso, non sono più sponsor della Federazione, perché la FCI continua a recarsi a Salsomaggiore pagando probabilmente cifra piena e riversando un sacco di quattrini sul territorio comunale in cui Daniela Isetti è anche assessore.

Certo che politicamente garantire un certo numero (elevato) di pernottamenti all’anno, riversare fior di quattrini sul proprio territorio crea un’ottima pubblicità politica, utilissima per chi fa l’amministratore. Se tutto questo è assolutamente lecito, decisamente meno opportuno che la stessa persona lo faccia con soldi di un ente di cui è vicepresidente vicario.

La colpa non è solo di Daniela Isetti, che in questa vicenda ha il doppio ruolo, ma anche e soprattutto del modus operandi delle Federazioni sportive che proprio non ne vogliono sapere di sposare quella più che doverosa trasparenza ed efficienza che, imposta o meno per legge, dovrebbe essere alla base di ogni buona gestione. Appunto, buona gestione.

2 commenti


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  1. Striscia la notizia

    Ma interessare il programma striscia la notizia no ? Magari potremmo capire ancor meglio certe cose.

  2. Bella la patatona nostra!!!

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