La morte di Demoitie riaccende la discussione sulla sicurezza

All’indomani di un incidente tutti dicono la loro e il rischio di dire o scrivere cose dettate solo dal particolare stato emotivo è elevato.  Antoine Demoitie è morto dopo essere stato investito da una moto dell’organizzazione nel corso della Gand – Wevelgem.

Da tempo accade che periodicamente auto e moto dell’organizzazione investono i corridori senza che gli organi preposti possano in qualche modo aver analizzato il problema.

Da un lato ci sono troppe moto in corsa, soprattutto nelle gare World Tour laddove la chiusura delle strade è garantita e totale. Diverso il discorso delle cosiddette gare minori in cui spesso la moto serve proprio per garantire la sicurezza dei corridori quando la chiusura delle strade non è ermetica come dovrebbe essere.

Qualcuno ha puntato l’indice sulla formazione: totalmente assente all’estero, all’acqua di rosa in Italia. Chi ha presenziato, infatti, all’ultimo corso indetto dalla Federazione Ciclistica Italiana non ha esitato a definirlo “ridicolo”. Il problema del ciclismo è sempre questo: maglie troppo larghe e poca sicurezza o maglie troppo strette e più scontenti ?

Sicuramente ciò che non aiuta è l’atteggiamento di tanti conducenti di moto o auto che in corsa si sentono dei provetti Hamilton (Non Tyler, ma Luis) e in particolare quelli che ospitano la giuria si sentono autorizzati a fare di tutto di più senza dover rendere conto a nessuno, volendo passare sempre e comunque pur di fare una bella figura con il commissario a bordo.

I visitatori più attenti ricorderanno quanto accaduto a Cittiglio 2015 con un autista del Team Casolari strinse alle transenne una moto tv che l’aveva affiancata. Quella manovra assassina, che avrebbe potuto causare conseguenze analoghe a quelle subite dal povero  Demoitie è passata sotto silenzio. Bisogna sempre aspettare il morto per porsi il problema ?

cittiglio1

Iniziamo a riportare sulla terra quelli che si considerano sulla luna, iniziamo ad avere sempre presente che la corsa la fanno i corridori e che la sicurezza va sempre tutelata. La tensione, l’adrenalina, la voglia di competizione lasciamola ai corridori perché è vero che in corsa non vale il Codice della Strada, ma la prudenza vale sempre. Meglio aspettare a fare un sorpasso, meglio attendere un attimo per fare una manovra pericolosa, meglio non prendere rischi e arrivare qualche secondo dopo che essere a ridosso dei corridori e rischiare l’altrui vita. Davanti al Pc tutti saranno d’accordo con questa affermazione, già ma poi in corsa ?!?

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow