Il presunto o presuntuoso “metodo Italia” dei Giudici

Prima di alcune  considerazioni su  Milano-Sanremo e Designazioni  Giro d’Italia, per l’ultima volta, lo giuro, vi chiedo un po’ di pazienza …e, se avete voglia e tempo,  mi permetto chiedervi di leggere qualche riflessione,  per me d’obbligo in questo momento.

Se ci saranno altre occasioni sarò di sicuro più sintetico!….Lo ri-giuro!

In questo lungo periodo, dopo l’articolo ironico sul Family Day dei Giudici,  molti sono stati gli Amici Veri, gli amici finti, gli amici “semplici”, che mi hanno contattato o fatto contattare per esprimere il loro disappunto circa il mio persistere  nello  scrivere sulla mia ex-categoria.

Stando ad alcuni  di loro,  se erano condivisibili le ragioni contenute nella mia lettera aperta con la quale spiegavo i motivi per i  quali non rinnovavo più la tessera dopo 44 anni di Giudice di Gara, altrettanto disapprovavano la linea che sembrava volessi prendere.

Ti  “sputtani”, diventi “ridicolo”, getti al vento anni di “onorata” carriera, ti “fai ridere dietro”, ti fai “strumentalizzare in una guerra senza  futuro”, sembra che tu faccia tutto questo perché “non più designato in Italia”, ecc.ecc.

Li ringrazio tutti per le loro premure nei miei confronti, ma, vedete, ho pagato molto cara ( dalla rinuncia al Giro Italia 2016  allo  stop alla mia attività)  la libertà di esprimere il mio pensiero.

Il  prezzo, devo ammetterlo, è stato salato anche dal punto di vista psicologico-umorale…..!

Però,  se pago il biglietto per il cinema rivendico il diritto di ridere, di piangere o di fregarmene via via  che le immagini scorrono sullo schermo ( da “semplice osservatore”, appunto) .

Che dovrei fare: pagare caro il biglietto e stare fuori dalla sala?

 

E neppure, sia chiaro, “sputo nel piatto dove ho mangiato” ( scusate l’espressione): è verissimo, grazie al Ciclismo ho avuto soddisfazioni che mai nella mia vita mi sarei aspettato e per certi aspetti potuto permettere.      E non ho parole per esprimere per intero il mio grazie!

Parimenti, però, credo di aver sempre dato una disponibilità alla Federazione, a tutti i livelli e per qualsiasi esigenza si fosse palesata ( Istruttore a Corsi, esami vari livelli , viaggi a tutte le ore e con tutte le condizioni climatiche, gare,garette, garettine….-con il max rispetto si intende!!-…ecc.ecc.).

Insomma non è mai esistito, nel mio modo di vivere la mia Tessera FCI, solo il Giro o il Tour o la Vuelta, credo di essere stato fedele- quasi sempre a scapito della Famiglia e delle “ferie”- a qualsiasi impegno al quale ero chiamato ( financo quelli cosidetti “incompatibili” come l’essere a fianco di Società ed Organizzatori anche per trovare sedi di tappa o sponsor per gare ciclistiche a tutti i livelli).   Non ho “schifato” mai nulla o nessuno!

NULLA  di straordinario, lo so, molti di noi hanno dedicato e continuano a dedicare al Ciclismo, anche in modo silente, ore ed ore di lavoro e di passione.

Comunque,  vuoi perché ho pagato caro il prezzo del biglietto,  vuoi perché negli anni sono stato-anche- un  fedele servitore della “causa”, credo di avere  il diritto  di osservare e di esprimere il mio pensiero.    Se qualcuno mi giudicherà ridicolo, pazienza! La mia coscienza è tranquilla.

 

Infine, chi mi conosce sa che ho fatto il Sindaco per 5 mandati totali  in due Comuni diversi.

So perfettamente che le “opposizioni” sovente sono strumentali, inutili e “rompi”, ma in una Democrazia elettiva esse sono indispensabili  soprattutto se, fosse anche per una sola volta su mille, possono essere utili a migliorare l’attività della “maggioranza”.

Se alle opposizioni ( anche mediatiche)  si cerca di  mettere  il bavaglio anche con denunce penali, la Democrazia è imperfetta e si scivola negli “uomini soli al comando” che, ne ho piena fiducia, prima o poi sono destinati a cadere!

 

OGGI come OGGI non ho ambizioni “politiche” ( non mi interessa il ….“posto” di nessuno),  ma ho il solo desiderio di esprimere il mio pensiero, qualche volta ironico, qualche volta più “cattivo”, magari pure polemico,  non lo so, ma di certo senza dimenticare le mie radici ciclistiche e la volontà, almeno virtuale , di  poter trasmettere qualche esperienza , cosa che- nella pratica- non è stata giudicata utile e proficua.

Anzi direi, totalmente…… non “pervenuta”  dall’uomo solo al comando delle designazioni dei Giudici  e dalla sua corte.

 

Tenterò, quindi, di dire la mia opinione  nel modo più educato e sereno possibile, senza di certo essere offensivo (sul punto  vorrei non essere travisato).

Ecco spiegato perché il mio “silenzio” è stato così lungo……

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Ed allora proviamo a fare qualche considerazione sulla recente Milano-Sanremo, sulle polemiche sul “rientro” di Demare….e sulle Designazioni per il Giro 2016.

 

Durante tutto l’inverno abbiamo sentito ripetere questo ritornello : ricambio generazionale,

giudici giovani e tecnologici, laureati, con conoscenza delle  lingue…ecc.ecc..

Che “sappiano” di corse….poco importa…, a quanto pare!!

Un vero e proprio PUD : Pensiero Unico Dominante,  in ogni Convegno Regionale,intervista ecc.

 

Tutto giusto, tutto sacrosanto ma allora sarebbe bello che l’uomo solo al comando delle designazioni dei Giudici spiegasse come mai al Giro 2016 ha designato  Commissari in moto- quasi per intero-  della “vecchia guardia”,  laureati – sicuramente con lode-   “solo” all’università della strada .

 

Insomma ci si vanta del  “nuovo”e poi si ricorre al  più tranquillizzante “vecchio”.

L’usato garantito, con il massimo rispetto per gli interessati,  funziona sempre  ( se fa comodo, si intende……intanto le “sfilate” ai Convegni sono finite….).

 

O, molto più realisticamente, la ragione sarà mica  perché tra i giovani neo Commissari Elite ( a parte chi so avere “liete” problematiche famigliari)  non si è avuto il coraggio di individuarne almeno uno da inserire in un gruppo di esperienza per fare appunto pratica sul campo?

Mancanza di fiducia, di garanzie tecniche, di personalità, di autorevolezza??

 

Ed allora la tanto sbandierata rottamazione , il PUD  fatto circolare come fosse una “velina” da TG  è stato solo fumo negli occhi?

Si dirà: mancavano di esperienza !  Ah, ecco…..ma davvero?

Oppure,oppure, oppure …… non sarà che l’uomo solo al comando delle designazioni dei Giudici, conoscendo  i suoi giovani  polli  (sorry è …ironia),   temeva che al Giro potessero succedere  episodi  come quello della  Sanremo….per non parlare della “brillante” prestazione al Giro 2015 nel frangente del cambio di ruota di Richie Porte con altro corridore di altra  squadra…?

Domanda: chi se ne doveva accorgere, chi  secondo voi  se ne è accorto?

 

Si sa il Giro è lungo……e molto più “concitato” di un solo arrivo ed allora, benché la fortuna aiuta gli audaci ( ma non è sufficiente per dare autorevolezza e “palle”),  è meglio evitare……non si sa mai!!

 

Mi domando :  se un velocista ha un incidente quasi alla fine di una Sanremo e con lui restano  i suoi compagni di squadra,  ci vorrà la Laurea a Cambridge o una specializzazione al  CERN di Ginevra  per capire che occorre che un Giudice in moto debba fermarsi su di lui/loro?

Chi c’era? Chi si è occupato di Demare?  Qualcuno lo ha riconosciuto a terra? Chi lo ha atteso ed accompagnato lungo le rampe della Cipressa?  Chi lo doveva fare?

Per non aggiungere che nello stesso frangente oltre a Demare è rimasto coinvolto anche Matthews (ed alcuni suoi compagni di squadra si sono fermati ad attenderlo)….ma Matthews chi?…chi sarà mai costui? (ironia, Amici, ironia”!!….).

Domande che difficilmente avranno risposta ….. dall’alto,  ma che  mi permetto di supporre: imperizia, impreparazione, non conoscenza dei corridori e della “corsa”….?

 

E che nessuno si azzardi, come il PUD ha già  fatto, a fare paragoni con Bouhanni alla Vuelta 2015, per il  quale, nel tratto di corsa interessato,  al tentativo di reiterare l’infrazione un Giudice in Moto ne ha interrotto la volontà  “fraudolenta”.

Non dico che, per diversi  metri  ( 9 secondi ),  il corridore non abbia  fatto fesso il Giudice (come purtroppo a volte accade), però  poi l’intervento dello stesso c’è stato, eccome se c’è stato …..così come c’è stato  il rispetto della Tabella Punizioni che, per  chi sa di ciclismo, è  la nostra Bibbia nel comminare le sanzioni ( e nella fattispecie  è previsto  “solo” 100 FS di multa e sai quanto  gliene può fregare ad un velocista di ……aprire il portafoglio ma di vincere una tappa!!!  Ma qui sconfineremmo in altra materia..).

C’è stato un Comunicato della Giuria a fine Sanremo almeno in questi termini sanzionatori?

 

Così come, detto per inciso, affermo che alla Vuelta 2015, anche nel famoso caso……. più                “ eclatante” ,  ci sono stati avvertimenti, ammonizioni ed ogni quant’altro ( persino …troppo) prima della…… drastica decisione poi assunta  (ed   anche in questo caso la “macchina del fango”  del  PUD  “invernale”  è stata vergognosa….., senza che a nessuno di chi ne ha parlato venisse un piccolo  rigurgito di “onestà intellettuale”, magari  chiedendo  lumi a chi era presente)!

 

Chi ha voluto a tutti i costi  paragonare il caso dell’”italiano” a quello del “francese”  lo ha fatto non conoscendo i fatti e solo per screditare ciò che non è screditabile!!  ( basterebbe comparare  le “velocità” – ed i “tempi”- delle due Ammiraglie interessate nei due differenti frangenti !).

 

Sia chiaro: TUTTI abbiamo commesso errori (io per primo),  NESSUNO ne è immune, TANTI  se ne verificheranno ancora, NESSUNO è perfetto, ma per anni, credo, abbiamo cercato  di svolgere il nostro lavoro senza la PRESUNTUOSA boria di essere i “primi della classe”  (a parole si intende), senza vantare la “novità”  del  PRESUNTO  “metodo Italia” dei Giudici, tanto sbandierato  dal PUD dei due uomini  al comando della FCI e della CNGG.

 

Più umiltà, meno boria, più rispetto delle persone, più rispetto degli Organizzatori ( me ne giungono di ogni tipo……),   più rispetto delle esperienze di tutti, e forse allora, solo allora, la nostra Categoria potrà pretendere di recuperare  ruolo e dignità.

 

Va da sé che tale atteggiamento di rispetto dei ruoli non può e non deve sconfinare nella “sudditanza psicologica”  nei confronti di corridori, Direttori Sportivi  e, appunto, Organizzatori, status  incompatibile  con l’autorevolezza, la neutralità ed il decisionismo propri dell’Arbitro.

 

Ma questo NOSTRO ruolo di Arbitro, a volte, è molto più semplice “delegarlo” ad altri ( regolatore,organizzazione,ecc.) così non abbiamo….grane e responsabilità.

Ma è qui che si vedono i Commissari in moto ( e non solo)  che hanno l’autorevolezza per svolgere il proprio compito….e non soltanto in virtù di una  Laurea a Cambridge ( ironia,sempre ironia!) o della Carta di identità!

 

Comunque, se questi sono i risultati del  “super-rapido-indifferibile”   ricambio generazionale , comunque se oggi c’è un vincitore della Sanremo  forse “sporcata” dal nostro “ lavoro”,  credo che, per dignità, l’uomo solo  al comando delle designazioni dei  Giudici, per manifesto fallimento della sua politica ( sul piano tecnico ed umano), dovrebbe DIMETTERSI e chi lo ha nominato dovrebbe fare qualche riflessione ( magari già che c’è anche sulle numerose richieste di aspettativa e/o non rinnovo della  tessera di Giudice di Gara,  che mi dicono essere piovute da tutta Italia).

D’altro canto che cosa dovrebbe  fare di diverso un uomo solo al comando delle designazioni che all’alba del 21 Marzo ( dopo quasi 2 mesi di stagione) è obbligato a “richiamare all’ordine”  i Giudici ( comunicato nr. 13)  circa il   “rispetto delle posizioni da assumere in corsa”.

Guarda caso due giorni dopo la Sanremo…..non è che sulle strade della mia Riviera ognuno abbia fatto quello che ha voluto ( impippandosene delle volontà- almeno quelle  previste dal Comunicato con la designazione per la Sanremo- dell’uomo solo al comando delle designazioni), con le conseguenze a tutti note?

Le avranno ritenute inadeguate per una corsa come la Sanremo? Le hanno cambiate?

 

A prescindere dalla correttezza  o meno che queste posizioni in corsa vengano stabilite  a tavolino ( e non dal Presidente di Giuria sul posto della gara), può restare in sella un uomo solo al comando delle designazioni se le sue “scelte”  vengono ignorate dai suoi “sottoposti”? (ne è prova il Comunicato nr.13, non lo affermo io!).
Quale autorevolezza ne traspare? Quale dignità della Categoria?

 

Io ho rotto il silenzio ( e magari non solo quello….), ci sarà chi ascolterà?

 

Francesco Cenere semplice osservatore e  per l’occasione ex silente, ma sempre con ironia…..

1 Commento


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  1. Comunicato 13: …Si richiama l’attenzione a un maggior rispetto per quanto riguarda le posizioni da assumere in corsa dove indicato… Un evidente segno di fallimento del “sistema Italia”. Infatti l’indicazione data dal PUD si riferisce esclusivamente a gare professionistiche e gare a tappe con la presenza di tre motociclisti. Stando ai fatti tali tipo gare sono assegnate solo a commissari “elite” e commissari di prima fascia adepti e amici del PUD pertanto dal richiamo casuale del dopo San Remo sono da escludersi quei commissari definiti dall’Antonio di 2^ fascia. Insomma proprio quelli più “bravi” non sanno dove stare in corsa. Antonio bella figura di m…a. Auguri

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