Clamoroso: Demare, dopo il traino, vince la Sanremo: nessun giudice ha visto

Il vincitore della Milano – Sanremo, Arnaud Demare, sarebbe rientrato tra Cipressa e Poggio al traino dell’ammiraglia. Questa è l’accusa che viene lanciata da Matteo Tosatto ed Eros Capecchi e che sembra essere confermata anche da altri corridori che avrebbero assistito alla scena e dai dati della telemetria del corridore. Dai dati pubblicati sul sito leravito.info e sul profilo Twitter dell’olandese Martin Hendrijks si evince che proprio nel tratto “incriminato” Demare non era in discesa, non ha pedalato, ma viaggiava a circa 80 Km/h.

Non potendo pensare che abbia scoperto un metodo di non pedalata rivoluzionario, non ci resta che trovare nei dati la conferma alle tante segnalazioni provenienti dal gruppo.

Il Presidente di Giuria ha riferito di non aver visto nulla e questo è assolutamente credibile dal momento che solitamente segue il gruppo principale. Chi avrebbe dovuto vedere l’infrazione sono i commissari in moto (Checchin, Passarelli e Gnata) deputati proprio a questo tipo di controlli. Va sottolineato che non si tratta di un traino, come spesso accade nelle corse a tappe, posto in essere da corridori attardati di mezz’ora solo per restare nel tempo massimo. Demare era a pochi secondi dalla coda del gruppo e in quella posizione doveva obbligatoriamente esserci un commissario. In particolare in una gara come la Sanremo che può essere vinta da “chiunque”.

Qualcuno, sui social network, ha lanciato dubbi che il presidente di giuria, francese come Demare, possa aver volutamente chiuso gli occhi per non sanzionare il connazionale. Questa ipotesi va categoricamente esclusa dal momento che non poteva e non doveva essere nel punto in cui è avvenuta l’infrazione. Va inoltre evidenziato che la giuria è un organo collegiale prima e dopo la gara, ma in corsa ogni commissario può espellere senza consultare gli altri componenti.

I commissari di gara sarebbero dovuti essere suddivisi nei gruppetti degli immediati inseguitori e in caso di infrazione, il giudice avrebbe dovuto immediatamente espellere Demare evitando il suo rientro sulla testa e una vittoria immeritata.

Così non è avvenuto e si è compiuto uno dei più grossi errori da parte dei commissari di una gara ciclistica. Queste sono le falle del “modello Italia”, tanto sbandierato da Di Rocco, che vuole commissari dialoganti e sorridenti, a cui a volte sfuggono però violazioni regolamentari anche mastodontiche.

A nostro avviso i commissari non devono essere troppo dialoganti, troppo accondiscendenti nei confronti delle altre componenti o troppo sorridenti. Devono essere attenti ed inflessibili e se sono “antipatici” alle altre componenti significa che stanno facendo bene il loro compito.

Purtroppo a forza di volere che facciano poco più che i turisti, a Sanremo, rovinando una corsa, turisti lo sono stati davvero.

1 Commento


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  1. La stagione 2016 comincia bene per i giudici prescelti e guidati da Pagliara.
    Il sistema Italia è un fallimento e ne vedremo ancora delle belle. Chissà cosa avrà da dire il bell’Antoine a difesa dei sui soldatini.

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