Malagò scarica Di Rocco che lancia la Isetti. Già, ma dove la lancia?

In un’intervista ad Andrea Fin di Ciclismoweb, Renato Di Rocco ha riferito che Malagò gli avrebbe indicato Daniela Isetti quale candidata ideale alle prossime elezioni federali. Nostre fonti vicinissime agli ambienti Coni ci confermano la veridicità di questa frase proferita da Malagò che però ne nasconde un’altra. Malagò “sponsorizzando” la candidatura di Daniela Isetti ha di fatto stoppato quella di Renato DI Rocco. Da tempo all’interno degli ambienti Coni Di Rocco non gode più della stima di un tempo e dunque, pur non attaccandolo pubblicamente (è una delle regole non scritte del Coni), gli hanno detto senza troppi giri di parole di farsi da parte.

Di Rocco però non ama troppo farsi da parte e così nel lanciare colei che, ad oggi, è candidata del Coni (ammesso che sia giusto che il Coni non sia solo arbitro, ma anche parte in causa) ha voluto metterci una frase di troppo. Una frase che per un politico del suo rango non è assolutamente casuale. Di Rocco ha infatti parlato del maschilismo del mondo del ciclismo che potrebbe costare caro a Daniela Isetti. In pratica, con una mano la esalta, con l’altra la butta nel fiume.

Va ricordato che Daniela Isetti a Levico è stata votata come vicepresidente vicario (il più votato tra i candidati presidenti) ed è spesso stata un punti di riferimento all’interno del consiglio per la categoria dei Direttori Sportivi, categoria composta quasi esclusivamente da uomini.  Perché Di Rocco ha deciso di sollevare proprio lui una obiezione facilmente smentita dai fatti ?

Non solo, all’interno della stessa intervista Di Rocco ha stoppato pure la candidatura (già di per sé in calo) di Santilli dicendo che il lavoro lascia poco spazio all’avvocato romano . Nella realtà chi lo conosce sa bene quanto tempo abbia dedicato alla Federazione in questi anni: prima da Procuratore, poi da responsabile dell’attività amatoriale oltre che da semplice amatore.

Di Rocco si è poi spinto ancora più in là. Ha bocciato l’eventuale candidatura di Silvio Martinello, che non sarebbe comunque un “suo” candidato, ma sarebbe eventualmente un suo antagonista.

Insomma, l’aria attorno a Di Rocco non è delle migliori e lui lo ha capito. Ha capito che la sua candidatura è tutt’altro che scontata. Per questo non utilizza più la tecnica usata quatto anni fa e cioè di autoproclamarsi candidato quasi per assenza di alternative. Ora è lui a fare i nomi dei possibili candidati, ma stoppandoli lui stesso con scuse, a volte, ai limiti dell’incredibile.

Così come a luglio prevedemmo l’attuale scenario (clicca qui), oggi prevediamo che l’attuale presidente le provi veramente tutte per evitare di cedere la poltrona di numero uno della FCI. Anche a costo di bloccare le ambizioni personali dei suoi più fedeli collaboratori.

Solo due cose potrebbero convincerlo a farsi da parte senza problemi: un competitor forte con il conseguente rischio di perdere e una situazione di bilancio molto più grave di ciò che attualmente viene fatto trapelare.

Insomma, come avrete capito la corsa alla presidenza è appena iniziata.

1 Commento


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  1. Il Presidente Malagò, stufo di questi jurassici ed immarcescibili presidenti, ha sbottato ed ha fatto capire a Di Rocco l’inopportunità di una sua nuova candidatura .
    La storia della Isetti è vera in parte, in quanto è stato il primo nome che gli è venuto in mente, buttato quasi a casaccio per rabbonire l’ottuagenario baffuto monarca.
    La Signora Isetti è praticamente fuori dai giochi, non contando quasi nulla a livello di voti, soprattutto perchè rappresenta il vecchio sistema.
    Attualmente al Foro Italico, stanno combattendo contro la senilità del baffo che per ripicca non vuole abbandorare la Federazione che crede essere di sua proprietà.

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