Quei consiglieri travestiti da fantocci

Di Renato Di Rocco ne abbiamo parlato a lungo e crediamo che basti, con un po’ di onestà intellettuale, mettere su un piatto della bilancia ciò che ha fatto in questi 11 anni e sull’altro l’involuzione subita dal ciclismo per trarre le doverose conclusioni.

Decisamente più nell’ombra sono i consiglieri. I visitatori più attenti ricorderanno quando, lo scorso febbraio, Gianluca Santilli diede loro in una mail degli “inetti”. In quella mail venivano informati, con tanto di prove, da Angelo Francini che a Laigueglia si era svolta una gran fondo organizzata da una società non affiliata.

Bene, difronte ad uno scenario così, cos’hanno fatto ? Assolutamente nulla.  Si sono arrabbiati molto con Santilli (per la definizione, mica per cosa è accaduto a Laigueglia) minacciando fuoco e fiamme in consiglio per avere la sua testa. Cosa è successo su quel fronte ? Assolutamente nulla.

In questi anni ne abbiamo lette e scritte di tutti i colori, visto bilanci allegri, acquisizioni societarie discutibili, scatole cinesi per sottrarsi all’evidenza pubblica e tanto altro. Cos’hanno fatto i consiglieri ? Assolutamente nulla.

Eppure loro per potere potrebbero fare quasi tutto. Potrebbero esercitare in toto l’azione di controllo, potrebbero presentare esposti al Coni, alla Corte dei Conti e addirittura alla Procura della Repubblica. Anche in questo caso però, il nulla. Quasi come se la cosa non riguardasse loro. Alcuni, a taccuino chiuso hanno detto:« Si occupa di tutto Renato». Altri hanno aggiunto:« Sai, è grazie ai suoi voti se siamo stati eletti» e ancora:« In consiglio puoi anche dire che non sei d’accordo, ma tanto poi la maggioranza è con lui e così ti esponi, te lo fai nemico per nulla». Uno un po’ più evoluto degli altri, che ha evidentemente capito le responsabilità personali dei consiglieri ci ha poi detto:« Io quando si vota il bilancio me ne sto a casa, mica glielo voto».

Il problema non è Renato Di Rocco, ma quei consiglieri che per menefreghismo vengono meno al loro ruolo. E non hanno neppure gli attributi per dirsi d’accordo con Di Rocco. Dicessero:«Di Rocco è il miglior presidente e fa solo cose giuste», pur non condividendo questa affermazione ne apprezzeremmo il loro coraggio. Invece nella migliore delle ipotesi si girano dall’altra parte, nella peggiore dicono che ha ragione chi lo critica, ma che … «tanto è così».

Non riusciamo umanamente a comprendere quale possa essere la soddisfazione di ricoprire un incarico non retribuito e non svolgerlo come andrebbe svolto. Non capiamo come si possa sottrarsi al proprio compito di controllo delegando tutto al presidente che in alcune occasioni ha dimostrato di non meritarsi deleghe in bianco.

Probabilmente DI Rocco prima di farli eleggere (quasi tutti) ha fatto scouting cercando coloro che avevano un profilo che potesse adattarsi alla situazione. Più o meno come quei detti che recitano:« molte persone sono come le pecore: seguono il gregge, ubbidiscono al pastore, hanno paura di tutto» o «I capi scelgono sempre i fedeli non i più bravi, perché i più bravi sono spesso anche rompicoglioni perché usano il cervello».

Comprendiamo lo scarso coraggio, la scarsa conoscenza delle leggi e delle regole e persino la poca voglia di lavorare (già, perché fare bene il consigliere non è cosa semplice), ma che questi consiglieri non considerino neppure che per la legge sono responsabili esattamente quanto Di Rocco di ciò che viene fatto non riusciamo proprio a capirlo. Un po’ come dare una serie di deleghe in bianco a cui però, in caso di problemi, si deve rispondere personalmente.

Fiducia totale ed assoluta o ignoranza ?

1 Commento


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  1. travestiti: termine errato e palesemente giustificativo delle loro manchevolezze.
    Il travestito tende a mascherare la propria realtà, loro invece tali sono.
    Fantocci

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