Anche senza il Giro sarà la Androni combattiva di sempre

E’ stata presentata oggi ad Arona la nuova Androni – Sidermec  guidata per il trentesimo anno da Gianni Savio. L’atteggiamento è quello combattivo di sempre anche se il mancato invito al Giro d’Italia non è una cosa che passa inosservata né per il Team Manager, bravissimo comunque a guardare avanti, né per i corridori né tanto meno per gli sponsor.

La squadra non è certamente tra le più forti avute da Savio, ci sono corridori in cerca di riscatto dopo annate non esaltanti che in questa squadra potranno trovare il giusto clima per risorgere. Non facendo il Giro non servono grandi uomini classifica, Pellizotti nelle piccole corse a tappe può dire ancora la sua e Rodolfo Torres dopo la bella stagione nel Team Colombia cerca conferme in salita. Tante le ruote veloci come Chicchi, Dall’Antonia, Viganò, Ratto e Gavazzi che si potranno giocarsi le gare di classe 1 del calendario mondiale. Il roster del team è poi completato da Bernal, 19 enne venezuelano autentica scommessa di Gianni Savio, Baniera, l’uomo delle fughe, Benfatto, Cecchinel, Frapporti, Nardin, Taliani, Salvaggi e dal rumeno Tvetcov.

Non ci sarebbe da sorprenderci se nell’anno sulla carta più negativo, il team torinese dovesse sorprendere tutti e centrare una serie di importanti risultati.  Come nel calcio lo scudetto d’agosto non conta nulla, e spesso chi lo vince non vincerà poi quello reale, anche nel ciclismo dare giudizi a febbraio è assolutamente prematuro. Dovessimo lanciarci in questo difficilissimo esercizio valutativo dovremmo rilevare che la squadra sembra composta da tanti doppioni e presenta delle carenze in altri ruoli, ma sicuramente conoscendo Savio e Giovanni Ellena siamo certi che sapranno tirare fuori il meglio da questo gruppo come ormai da consolidata tradizione.

Dopo la notizia del mancato invito al Giro d’Italia, Gianni Savio aveva ipotizzato anche la chiusura della squadra a fine anno. Oggi, ovviamente, anche per il clima festoso dell’argomento non si è parlato anche se la situazione per il team Androni come ha testimoniato il Team Manager Gianni Savio non è certamente rosea. Venezuela è risultato inadempiente per l’anno 2014 e la squadra è stata salvata da alcuni sponsor che hanno anticipato le somme dell’anno successivo per consentire al team di terminare la stagione onorando gli impegni presi. L’assenza dalla corsa rosa non va certo ad avvantaggiare l’arrivo di sponsor.

Savio è un combattivo e non si arrenderà di certo, ma le difficoltà di una squadra storica come il Team Androni evidenziano la difficoltà del ciclismo in particolare quello italiano. Se è vero che è uno degli sport più popolari, se è vero che la Androni è il Sassuolo del ciclismo non si può nemmeno ipotizzare che tutto possa finire quest’anno.

Se poi pensiamo a tutti i talenti che Savio ha lanciato o rilanciato, capiamo che qualcosa nel ciclismo non va. Lui ha investito, ha rischiato, ha speso tempo e fatica a lanciare i giovani e alla fine del contratto resta con un pugno di mosche in mano sempre all’inseguimento dello sponsor. Se anche nel ciclismo valessero le regole di mercato del calcio Savio potrebbe fare la squadra senza sponsor ancora per un paio di stagioni e invece no. Nel ciclismo la vita del Team Manager è una vita da eterno precario. Non può programmare nulla: deve dimostrare sempre il massimo per avere magari il minimo per mandare avanti la baracca.

Oleg Tinkof ha lanciato l’allarme qualche tempo fa e a fine anno abbandonerà il ciclismo. Gli effetti di ciò che ha descritto l’oligarca russo non si ripercuotono solo sui grandi team, ma anche e soprattutto su quei team professional di grande storia come quello di Gianni Savio.

Facciamo quindi il tifo per l’Androni, non tanto sulle strade dove il ruolo ci impone di essere imparziali, quanto più per il futuro di questa storica formazione autentico patrimonio del ciclismo italiano.

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