Giudici, il commiato a Cenere e lo scarso coraggio della categoria

Sui social network ci sono stati moltissimi commenti alla lettera aperta di Francesco Cenere con cui ha voluto annunciare di non avere rinnovato la tessera. Precisiamo sin da subito che Cenere è vivo e vegeto. Dal tono dei commenti questo non era del tutto chiaro dato che la stragrande maggioranza di chi ha deciso di commentare lo ha fatto come se si trattasse di un morto:  ricordando aneddoti, dicendo che si è perso un grande commissario e tanto altro dal tono malinconico-smielato.

Pochi hanno voluto cogliere il senso di ciò che Cenere ha scritto. Il commissario ligure non ha lasciato né per sopraggiunti limiti di età, né per velleità personali non soddisfatte, né per un castigo divino. La lettera di Cenere è un attacco duro e diretto alla presidenza della Fci e della commissione dei Giudici di Gara.

Essere tristi e rammaricati per la decisione di Cenere senza entrare nel merito delle azioni che lo hanno portato a questa decisione è un po’ come quel detto che dice che quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito. Tanti, sicuramente troppi, stanno guardando solo il dito.

Nel suo scritto Cenere ha parlato di coerenza e dignità, ha posto l’accento sul fatto che Rcs l’abbia fatta da padrona al convegno nazionale dei Giudici (cosa che di per sé basterebbe per indignare) ha evidenziato l’atteggiamento della commissione nei suoi (e non solo) confronti e messo a nudo i limiti del “sistema Italia” che ha annullato la categoria dei Giudici italiani e che Di Rocco desidera esportare anche a livello internazionale.

Tutti temi che non toccavano direttamente Cenere che avrebbe potuto infischiarsene di tutto, fare le gare per cui era già stato designato dall’UCI (Freccia Vallone e Giro d’Italia) e continuare come tanti altri stanno facendo. Lamentandosi in privato, ma stando bene attenti a non andare oltre in pubblico. Non ha neppure deciso di lasciare per la scarsa considerazione: altri lasciano se non hanno le grandi corse, lui le aveva e ha lasciato per coerenza e dignità.

Massima ammirazione per Cenere che ha scelto, dopo 44 anni, di fare altro per non piegarsi ad una volontà dittatoriale che dopo aver perso tutta la coerenza ha fatto perdere dignità all’intera categoria consegnandola in toto al potere politico e ai grandi organizzatori.

Il vero male del ciclismo e della categoria dei giudici di gara non sono Pagliara o la sua diroccata commissione (la peggiore di sempre), ma sono quei tanti commissari dalla scarsissima personalità che, anche in un momento come questo, hanno dovuto manifestare vicinanza a Cenere (è una persona benvoluta da tutti per cui è impossibile non manifestare stima), ma senza voler scrivere mezza parola in più per non disturbare il conducente. Già, coerenza e dignità.

3 commenti


Strict Standards: Only variables should be assigned by reference in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/comments.php on line 21
  1. Ha ragione Cenere a dire che Ciclismo Online è una delle poche voci fuori dal coro, ma non comprendo perché si debba attaccare una intera categoria quando tutte quante le categorie sono zittite dalla dittatura.
    Per quale motivo uno dovrebbe esporsi?

    Se uno di noi desse ragione pubblicamente a Francesco, come in tanti vorremmo fare, il signor Pagliara e la “grande sorella” si dimenticherebbe di lui nelle future designazioni.
    Inutile farsi delle illusioni, le cose stanno così.
    Poi capisco il punto di vista dei giornalisti e massimo rispetto per lei Matteo Romano, che infatti si è beccato la querela della federciclo, che non permette a nessuno di criticarla.

    Purtroppo non si può pretendere che tutti siano coraggiosi come Romano o Cenere, ma non si pensi che noi giudici non capiamo le cose o non sappiamo come stanno.
    Sono in tanti che avrebbero voglia di chiudere qua, e per questo credo che qualcosa cambierà. O almeno lo spero.

    Se l’anno prossimo resta anche solo uno fra Di Rocco e Pagliara anche io non rinnoverò.

  2. angelo francini

    Caro Lamb,
    un motivo per cui le altre categorie debbono tacere esiste ed é comprensibile. Non é comprensibile che i Giudici di Gara, ossia le Forze dell’Ordine della FCI, che dovrebbero essere coloro che applicano la Legge, siano invece diventati coloro che prestano la loro opera in modo vergognoso all’applicazione distorta di quelle stesse Leggi federali.
    Il compito dei giudici non é quello di permettere al potere politico di fare i c…i suoi, ma quello di far rispettare anche a quel potere le regole del gioco che sono solo quelle contenute nei REGOLAMENTI (quelli approvati dal CONI).
    Ciò dall’avvento di Pagliara é garantito? No, E non é nemmeno garantita quell’ETICA, termine il cui uso é abusato in ambito FCI.
    Non esistono le porcate che PAGLIARA ha inserito e presentato nelle slide al Congresso di Salsomaggiore: sono solo autentiche nefandezze presentate da uno che oltre la DIGNITA’ (già venduta nel caso Bernardelli ove semmai era solo una sua responsabilità), ha barattato anche quei principi di lealtà, terzietà che sono la base di chi si vuole ergere a GIUDICE.
    Il governo può essere ladro, la Forza dell’Ordine no: altrimenti come ho scritto un paio di mesi orsono si pone sulla stessa linea di quelli della UNO BIANCA.
    Per questo motivo ha ragione Matteo Romano a chiamare in causa la categoria dei Giudici: dove avete lasciato il coraggio di rifiutarvi di applicare quelle vessatorie norme, che sapete benissimo che sono non regolamentari ed contro lo statuto.
    Voi, come categoria, dovete farvi un GRANDE ESAME di coscienza e rifiutare i servizi se siete obbligati ad applicare queste inique norme.

  3. Chiara Blardone

    Signor Lamb, sono cresciuta nelle società ciclistiche, a casa mia si mangia pane e ciclismo, cinque anni fa ho voluto conoscere l’ambiente dei giudici di gara, capire da dentro….tutto bello all’inizio…voglia di imparare, di conoscere, 92 giorni di gare in 4 anni…. Ma gara dopo gara ho iniziato a pormi delle domande su cosa andavo a fare, ero delusa, colleghi che venivano alle gare impreparati soprattutto per mancanza di aggiornamenti, non potevo più avere servizi nazionali ( a 41 anni in fci ti considerano vecchia) anche se alcune coetanee hanno cambiato la carta d’identità perché nazionali ne hanno fatte, e poi i dirigenti che dicono che tutto va bene, che bisogna seguire le direttive di Pagliara anche quando una norma attuativa va contro il rtaa e poi ti ritrovi all’ultima gara dell’anno categoria esordienti dove decidi di fare la prova rapporti a tutti e qualcuno ha il rapporto sbagliato e in tutta la stagione il metodo del “campione a caso” non si é mai accorto, viveremo di destino non di regole uguali per tutti…mi defilo dal parlare di sanzioni perché siamo incoraggiati a non darne …potrei raccontare tanti aneddoti come lo potrebbe fare Lei e sei Lei Signor Lamb, ancora per un anno le sta bene essere deriso e non rispettato come giudice e uomo faccia pure…io ho preso l’aspettativa sperando che qualcosa cambi, ma un altro anno cosi io non lo faccio

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow