Di Rocco e quell’allergia al controllo e alla trasparenza

Dal 1 gennaio le Federazioni dovranno entrare nell’elenco Istat e saranno dunque assoggettati agli obblighi di bilancio delle pubbliche amministrazioni. Al di là degli obblighi di legge ci sarebbero tutta una serie di cose che una Federazione potrebbe attuare per andare ad aumentare la partecipazione e la trasparenza.

Operazioni non imposte, ma scelte. Come ad esempio la pubblicazione delle spese per viaggi e trasferte, la trasmissione in streaming delle riunioni del consiglio federale o di altre piccole grandi cose che aumenterebbero la trasparenza e la possibilità di controllo oppure la pubblicazione di tutti i documenti e le circolari emanate dalla Federazione.  Tutte cose non imposte, ma che farebbero un gran bene al ciclismo.

Invece, le spese per le trasferte lievitano e non possono essere controllate se non da colo di cui ne beneficiano. Di Rocco ha poi interrotto la trascrizione letterale dei verbali del Consiglio limitandosi ad un sunto che rende di fatto molto difficile la comprensione di ciò che avviene nel palazzo a chi dal palazzo è fuori.

Tutte cose, lo ripetiamo, non imposte, ma che andrebbero ad allontanare quei cattivi pensieri che troppe persone hanno sull’attuale gestione federale che invece di scacciare i dubbi li alimenta.

Se l’attuale governo federale operasse in maniera scrupolosa, attenta ai regolamenti e alle procedure, nell’interesse delle società e dei tesserati e senza ombre con una gestione economica oculata e non sperperatrice, potrebbe mai avere paura di controllo e trasparenza o sarebbero la certificazione in grado di legittimarlo agli occhi di tutti ?

Un vecchio detto diceva che chi ricopre incarichi pubblici oltre ad essere onesto deve anche apparire onesto. Secondo voi può apparire onesto chi gestisce la Federazione in questo modo, senza trasparenza e impedendo ogni azione di controllo ?

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