Abbiamo più volte denunciato che all’interno della Federazione Ciclistica Italiana le regole hanno un valore relativo: che talvolta vengono applicate in maniera ferrea mentre altre vengono bellamente calpestate.  Oggi vogliamo parlare della Delibera Presidenziale n° 45 che ha concesso la grazia al siciliano Francesco Pizzo.

Per capire che questa grazia è decisamente strana è indispensabile tornare indietro nel tempo quando Francesco Pizzo era tesserato per la Federazione.

Nel 2009, Pizzo è stato indagato dalla Procura Federale e con un mese di anticipo sulla scadenza della tessera si è dimesso dalla FCI manifestando l’intenzione di non più tesserarsi per la Federazione Ciclistica. Questa mossa, secondo la Commissione Disciplinare allora presieduta da Vincenzo Ioffredi, non rappresentava altro che la volontà di sfuggire ad un giudizio. Proprio per questo la Disciplinare ha inflitto a Pizzo ha utilizzato la misura cautelare prevista in questi casi dal CONI e cioè il divieto di tesseramento. Il Codice di Giustizia  stabilisce che il procedimento vada congelato e che debba riprendere quando il tesserato dimissionario decida di richiedere un nuovo tesseramento. Tutto chiaro e tutto equo. Prima di ritesserarti vieni giudicato, sconti l’eventuale squalifica e poi torni a correre.

Pizzo nel maggio 2015 presenta richiesta alla Corte Federale di revisione che la Corte, in applicazione del regolamento, rigetta per la mancanza dei presupposti.  Ma a Di Rocco non sta bene e così con la Delibera Presidenziale n° 45 va a concedere la grazia a Pizzo, che però non è mai stato condannato.

Di Rocco può concedere la grazia agli squalificati, ma non può in nessun modo mandare in archiviazione un procedimento a carico di un tesserato che è di competenza esclusiva degli organi di giustizia. Ed è esattamente ciò che ha tentato di fare in questo caso dato che, con il nuovo tesseramento, il procedimento sarebbe dovuto tornare alla Procura per giudicare Francesco Pizzo.

Tutto questo sarebbe accaduto se la Delibera numero 45 fosse stata approvata dal Consiglio Federale cosa che a quanto si apprende non sarebbe avvenuta nell’ultimo Consiglio ed è dunque decaduta  e Pizzo è sempre “non tesserabile”.

Se vorrà ritornare a correre per la FCI Pizzo dovrà richiedere il tesseramento, sottoporsi al giudizio della Disciplinare e poi, dopo aver scontato l’eventuale squalifica, tornare a correre.

Questo è ciò che stabiliscono le regole che il presidente (e non solo, purtroppo) o non conosce o vi è particolarmente allergico.