Di Rocco dice no alla critica e scattano le querele federali

Se l’Italia è al 73° posto mondiale per la libertà di informazione, dietro tra l’altro a Senegal, Guinea e Niger, e a pari merito con il Nicaragua non è perché giornalisti, blogger o opinionisti vengano trucidati per le strade, rinchiusi o torturati. Secondo l’associazione reporter senza frontiere, infatti, il motivo di questo continuo calo dell’Italia nelle classifiche della libertà di informazione (meno 24 posizioni solo nell’ultimo anno) dipende dall’elevato numero di querele per diffamazione “ingiustificate” intentate nella grande maggioranza  dei casi da politici con il solo scopo di intimidire e condizionare la missione di chi fa informazione. Questo è il sistema italiano in cui, secondo l’ordine dei giornalisti, solo in un caso su due si arriva a condanna. Purtroppo però, e qui che si consuma l’intimidazione descritta dagli organi internazionali di stampa, neanche colui che ha effettuato l’ingiusta querela (tranne in rarissimi casi) viene mai condannato. Da questo quadro da italietta poteva rimanere escluso il mondo del ciclismo ? Ovvio che no. Ed ecco che il Consiglio Federale di venerdì ha deciso di querelare il sottoscritto e Angelo Francini.

Ci saremmo aspettati che i consiglieri federali (che comunque non hanno votato la proposta, ma ne hanno solamente preso atto) fossero più attenti ai bilanci federali, alle acquisizioni societarie, alle incompatibilità in seno alla FCI, alla terzietà degli organi di giustizia, al calo dei tesserati, alla sicurezza nelle gare, alla fuga degli sponsor, ai professionisti ormai non più professionisti. Se così fosse  sicuramente il ciclismo italiano andrebbe meglio, ma loro sono fatti così. Sempre più spesso nel ciclismo, in questo ciclismo, la colpa è di chi denuncia le malefatte e non di chi le compie. Questa è la Federazione voluta da Renato Di Rocco.

Pare che qualcuno nel palazzo federale se la sia presa per una prima pagina di Cuore, passata alla storia, in cui il giornale satirico diretto da Michele Serra aveva titolato “Hanno la faccia come il culo”. Quella pagina è stata ripresa diverse centinaia volte, dal 1991 ad oggi. In quell’articolo abbiamo denunciato l’ennesima differenza di trattamento ricevuta da chi è “amico” della Federazione rispetto a chi è etichettato come “nemico”. Un argomento che al presidente, forse, avrebbe dovuto interessare più della citazione di un giornale satirico.

Un ringraziamento non può andare ai tantissimi, molto più di quanti ci aspettassimo, che in queste ore hanno manifestato solidarietà per il tentativo di delegittimazione della critica attuato con questo gesto che vorrebbe minare la libertà di espressione.

Nel 1991, come detto, il settimanale satirico Cuore titolò “hanno la faccia come il culo” riferito al Governo Andreotti VI e successivamente al Governo Andreotti VII (titolo “Hanno la faccia come il culo / 2” sottotiolo: rifanno lo stesso governo e noi rifacciamo lo stesso titolo). Inutile ricordare che fine hanno fatto, qualche mese dopo con l’inizio di “mani pulite”, tanti personaggi che di quel Governo facevano parte.

Noi andremo avanti come sempre (forse un po’ di più rispetto all’ultimo periodo) e chissà mai che tra qualche tempo le parti non si possano invertire …

18 commenti


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  1. Gentile Direttore, il mio invito è a continuare ad esporre le porcherie perpetrate da questi dirigenti nella speranza di un intervento della magistratura. Questo ultimo atto federale è la conferma di una dittatura che in tanti si auspicano abbia fine al più presto.

  2. Forza Matteo! Solidali con te.
    Questi prepotenti vanno a picchiare il muso.
    Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano.
    E MORDONO!

  3. Molto probabilmente avrete già i vostri consulenti per la tutela legale, ma io ed i miei colleghi di studio ci offriamo per il patrocinio gratuito.
    Se vi interessa avete l’indirizzo email di questo post.
    La vostra battaglia è anche la nostra.

  4. DI ROCCO A CASA A CALCI NEL CULO.
    Aumenta le tasse federali per poi fare lavorare i suoi amici avvocati e fare mega trasferte alle granfondo in località turistiche a spese delle società.
    Una vergogna!

  5. Da collega, anche se non sono sempre d’accordo con le vostre posizioni, non posso che essere dalla vostra parte.
    Sono stato dalla parte di renato per molti anni, ma adesso è ora di cambiare.
    Questa cosa è davvero inaccettabile, non possiamo ammettere che una federazione in dissesto finanziario e di progettualità spenda soldi per distruggere il dissenso.

  6. DENUNCIARE DENUNCIARE DENUNCIARE

    Loro hanno le mani sporche!

  7. manifesto d'accusa

    Propongo di aprire una pagina Facebook dove pubblicare:
    – denunce sulle malefatte dei malandrini federali e degli avvocati
    – raccogliere fondi per la tutela legale di coloro che sono stati querelati dai poco di buono

    Tutti devono sapere.

    Di Rocco dimissioni !!!

  8. Matteo non crederai mai ma anche noi giudici di gara stufi degli abusi di Antonio P. siamo in maggioranza con te.
    Dobbiamo cambiare!
    Adesso in tanti scriveranno per segnalrti le nefandezze che questi fanno continuamente.

  9. Gent.mo Matteo Romano,
    ci uniamo alle decine di appassionati coraggiosi che stanno superando le paure delle vendette della dittatura federale (non si può più chiamare altrimenti oramai).
    La querela nei confronti degli ancora pochi siti (ma sono in forte aumento) che trovano la forza giornalistica di parlare degli abusi federali è solo uno strumento mafioso e dittatoriale di pressione, permesso sino a poco tempo fa dalla legislazione italiana (non negli Usa ad esempio).
    Ci permettiamo di suggerirti di verificare la possibilità di intentare causa ai vertici federali per LITE TEMERARIA, in modo che quando la Fci sarà rinnovata, si potrà pretendere dagli attuali consiglieri che si saranno resi responsabili di questa azione (ratificandola) di pretendere da loro la rifusione delle spese sostenute.

    Un piccolo ulteriore suggerimento:
    perché non lavorare ad un bel libro nero delle malefatte della Fci di Renato Di Rocco?
    Noi abbiamo parecchio materiale su cui lavorare e siamo dispostissimi a metterlo a tua disposizione e/o a collaborare. Certamente altri si aggiungeranno, perché ormai il malcontento ed il senso di frustrazione sono a livelli massimi.
    Da qualche mese abbiamo avviato la collaborazione con alcune testate di inchiesta (sia televisive che di carta stampata) e, se ci dai la disponibilità, vorremmo parlare del tuo caso con costoro per sollevare questo gravissimo abuso di un organo para-pubblico (sebbene di diritto privato).
    Le inchieste sulle corrotte federazioni sportive italiane ormai fioccano ed è giunto il momento del cambiamento anche per la federazione ciclistica italiana.

    Infine, ci permettiamo di suggerirti di rivolgerti alla magistratura per dimostrare che questa querela è un vero e proprio sopruso per zittirti, ed a quello scopo potrebbe essere utile il libro nero.

    Dobbiamo pretendere la verità sugli interessi che stanno dietro a Bicitaly e sui passaggi avvenuti in merito ai diritti relativi alla Granfondo di Roma.

    A tua disposizione. Tutta la nostra solidarietà.

    Con affetto e vicinanza.

    CICLOPASSIONE

  10. Una dittatura spietata che, non paga di aver distrutto e disintegrato gli oppositori, aver portato il ciclismo ai minimi storici, devastato uno sport e depredato una Federazione decide, nel miglior stile stalinista (anche lui aveva i baffi) di perseguire un giornalista che non fa altro che il suo dovere.
    Questo provvedimento è un campanello d’allarme, che suona la fine della democrazia, del dialogo e della sana contrapposizione.
    La Federazione ed il suo Consiglio Federale decidono, con la forza, di zittire un giornalista.
    Basta, basta, basta. Dove è finita la democrazia?
    Purtroppo, per i tanti vassalli, ras locali, e pseudo dirigenti, che portano acqua a questa Federazione e che ambiscono solo a piccole rendite di posizione tutto questo non li sfiora.
    Nessuno di queste persone si fa uno scrupolo, e nessuno si rende conto di quello che stanno facendo.
    Una Federazione, stile Pinochet, gestita come se fosse una cosa loro.
    Matteo, non ti lasceremo solo.
    SOLIDARIETA’ A MATTEO ROMANO

  11. Associati anche tu

    Volevo dire a G&S associati di mandare la loro disponibilità direttamente alla mail del sito info@ciclismo-online.it Questo schifo deve finire.

  12. Matteino questa volta il pagliaraccio te la ha fatta pagare.
    Il pugliaccio vuole continuare tranquillo a designarein base ad appuntamenti luculliani e venerei tutti a spese del ciclismo italiano.
    Con le note spese ci si campa.

  13. Vogliamo parlare del corridore squalificato per la maglia alla granfondo roma che ha ricevuto minacce dirette propio da veri mafiosi per tacere?????!!!!!

    Vogliamo parlare dei mafiosi amici dell’avvocato che insultano come dei boss della camorra e si prendono solo delle ammonizioni dai amici loro della giustizia federale??????!!!!!!

    Fuori i delinquenti dal ciclismo, protetti dai capi della Fci.
    E adesso questi politicanti fanno querele a chi fa giornalismo vero usando i soldi di noi tutti.

    In galera!

  14. Il grosso delle società sono tra Veneto e Lombardia ma da 10 anni abbiamo una federciclismo dominata dai politici meridionali.
    Ma cosa volete pretendere da una federazione che ha un presidente abruzzese, un vice siciliano e tanti altri che il ciclismo non lo hanno mai conosciuto, che i loro vengono al nord per imparare il ciclismo.
    Il sud è in mano alla mafia e da noi nel ciclismo sta capitando lo stesso.
    I miei amici veneti di Ciclismo Web parlano tanto di bavaglio adesso, ma tre anni fa l’Andrea e la Tina mettevan già i tappeti rossi per il baffo disgraziato. Troppo comoda adesso.
    Siamo stati dei mona noi veneti. Adesso pensiamo ad uno di noi bravo e onesto, ma sopratutto veneto. E giovane………….

  15. Per fortuna c’è qualcuno che non ha timori a metterci la faccia, anch’io mi unisco al coro dei solidali, servirebbe però che tutto questo mugugno generalizzato venisse organizzato e utilizzato al meglio. Lo sport ed il ciclismo non possono continuare ad essere il mezzo per il potere assoluto di alcuni individui, il tesserato è quasi sempre un cittadino di serie B, rinuncia ad alcuni suoi diritti accettando statuto e regole, qui però siamo di fronte a due cittadini che le tessere non le hanno e che quindi devono essere considerati cittadini qualsiasi con un minimo di senso civico, se ci si leva gli occhiali obbligatori si può anche vedere più in la del proprio naso. Ogni giorno le notizie che arrivano da Roma fanno ben sperare che prima o poi anche i nostri pesci finiscano in rete. Forza Angelo e Matteo, tenete duro e fateci sapere come ci si può rendere utili

  16. Solidarietà senza se e senza ma a Matteo Romano, voce critica che ha attirato su di se le ire del rais ormai incapace di controllarsi. Si sta scavando la fossa, ma rimane il problema della sua successione. All’orizzonte non si intravede nessuno di valido in grado di risollevare le sorti di questo moribondo movimento, capace di far risedere intorno ad un tavolo le tante anime dilaniate ed incattivite che formano il variegato movimento italiano. O meglio, 1 ci sarebbe a mio parere, ma purtroppo non credo faccia parte dei suoi progetti.

  17. Quando si dice che al peggio non c’è mai fine,parlano appunto di questa federazione ciclistica ormai allo sbando anche sulla moralità . Romano e Francini, avete tutta la nostra stima e se servirà, faremo una campagna di raccolta fondi per ogni spesa che dovrete sostenere. L’importante è mettere fine a questa fci mafiosa e pericolosa…. Che ci sta portando alla disfatta totale. L’avevamo sperato da tanto di poter uscire dalle aule della federazione dove una giustizia vera non esiste,ora loro hanno dato l’assist per procedere davanti ad un giudice “vero” ed una occasione che non dobbiamo farci scappare…….per far scendere e cacciare dal trono una volta per tutte, Erode è i suoi Giuda…. SOLIDARIETÀ PER ROMANO E FRANCINI e che la fine abbia inizio.

  18. E non vogliamo parlare della commissione regionale del Piemonte? cacciata la precedente per lasciare spazio a un presidente che se non sbaglio è contemporaneamente è presidente provinciale e responsabile della struttura tecnica? per non parlare della componenete CRGG e tuttofare: anche lei sembra far tutto! dalle designazioni ai corsi di qualunque grado e occasione! é omnipresente! Ah giusto ma la componente non è anche figlia del presidente del comitato? ah no pur comandando è il vicepresidente 🙂

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