Dei 32 commissari italiani che hanno presentato domanda di partecipazione al corso Nazionale Elite, primo passaggio per diventare internazionali, solo 12 hanno ottenuto l’accesso al corso. Tale pre esame non aveva un numero massimo di ammessi quindi, teoricamente, se tutti e 32 avessero totalizzato il punteggio richiesto sarebbero stati ammessi.

Invece, numerosi commissari, quasi i due terzi, non hanno saputo rispondere ai quesiti richiesti, alcuni dei quali anche piuttosto banali, non ottenendo neppure il punteggio minimo.

Questi i giudici che non hanno ottenuto l’ammissione al corso: Valerio AROSIO (Lombardia), Alessia BERZACOLA (Veneto), Thomas BOMBARDELLI (Veneto), Antonino CIDDIO (Campania), Gabriele DAINELLI (Toscana), Liliana DI GIACOMO (Lombardia), Elisabetta FAMBRINI (Toscana), Simone LAMANDA (Toscana), Andrea Lista (Lazio), Fausto MANGIONE (Molise), Matteo MARTORINI (Toscana), Loris MENCACCI (Toscana), Fulvio OLOFERNI (Campania), Antonio PAGLIARA (Puglia), Gianni PASSARELLI (Calabria), Cosimo PATRUNO (Puglia), Valentina RAINERO (Piemonte), Fabio RIZZETTO (Veneto), Stefano SABBADINI (Lombardia) e Michela VIDORI Veneto.

Per Bombardelli, Lista, Mangione, Martorini, Passarelli, Patruno e Sabbadini si tratta della seconda volta che vengono respinti.

Sono invece stati promossi: Daniele BALZI (Lombardia), Antonio BISIGNANI (Liguria), Linda BOTTONI (Toscana), Matteo BRUSATIN (Veneto), Chiara COMPAGNIN (Veneto), Fabiana CONTESTABILE (Abruzzo), Elisa DABBENE (Piemonte), Daniele GNATA (Veneto), Chiara LOVAT (Veneto), Silvia MAGNI (Lombardia), Francesca MARTINELLI (Lombardia) e Letizia PALMA (Liguria).

Che il livello dei commissari italiani non fosse eccelso lo sapevamo da tempo (e non è del tutto colpa loro), ma che addirittura commissari che vanno alla grande nelle designazioni di Pagliara siano stati bocciati. Insomma, coloro che per il presidente dei Giudici italiani sono meritevoli di gare di primo piano, all’atto pratico (e teorico) non sono poi così bravi.

Tra loro Valerio Arosio , Gabriele Dainelli, Liliana Di Giacomo, Elisabetta Fambrini, Gianni Passarelli, Cosimo Patruno, Valentina Rainero e Stefano Sabbadini spesso premiati da Pagliara con belle designazioni.

Come dicevamo, non ci sorprende che il livello dei commissari italiani sia così basso e non è del tutto colpa loro. Una volta un commissario studiava il regolamento, superava l’esame e poi veniva costantemente chiamato ad applicarlo. Dunque, oltre i limiti dei commissari in corsa (che sulla quantità ci sono sempre stati) i giudici di oggi devono fare i conti con il regolamento scritto e con quello che non “possono” applicare per non scontentare le cosiddette “altre componenti del ciclismo”.

Sono numerose infatti le divergenze regolamentari tra ciò che c’è scritto sulle norme ( e che i giudici dovrebbero applicare) e ciò che alcuni dei soggetti sopraccitati hanno fatto nelle gare a cui sono stati designati. Insomma, i quiz richiedono risposte che i commissari non sono più abituati a dare.

Detto questo a parziale giustificazione loro, va anche aggiunto che evidentemente non hanno studiato poi così tanto dal momento che i quesiti non ci sono sembrati particolarmente difficili o complessi.

Cosa cambieranno gli infausti esiti di questo esame ? In linea con l’autoreferenziale mondo del ciclismo italiano: nulla. Pagliara continuerà a dire che sono bravi, continuerà a designarli per le gare importanti, loro continueranno ad andarci convinti di essere bravi solo perché non danno noia a nessuno applicando un regolamento tutto. Fino al prossimo corso quando si scontreranno nuovamente con la realtà.