Cari avvocati, il ciclismo non è cosa vostra

Come sempre il tempo è galantuomo e ti da sempre le risposte.

Ora invito molti Master, cicloamatori nonché cicloturisti, ma anche molti tesserati del settore agonistico caduti sotto la scure della giustizia sportiva a dedicare dieci minuti. Forse alla fine la cosa gli tornerà utile.

E’ bello vedere che questi professionisti siano appassionati di ciclismo e si impegnino nel partecipare ad una gara amatoriale AGONISTICA approvata dalla Struttura Amatoriale del Comitato Toscano della FCI, codice gara 90677.

Nulla da recriminare sulla legittima passione di tanti “legali”, però alcuni di loro avrebbero come noi degli obblighi nei confronti di quelle regole federali poiché non sono esentati dal rispettarle per il fatto di essere “giudici”.

Per partecipare ad una qualsiasi gara agonistica a squadre, anche amatoriale, i Regolamenti richiedono di:

  • essere tesserati come agonisti
  • essere tesserati per una stessa società, affiliata alla FCI o ad un EPS.

Leggendo la formazione pubblicata si rileva che la formazione AIMANC (soggetto non affiliato) risulta composta da:

  1. Giuseppe Napoleone, avv. Francesco Grasselli, avv. Antonio Orlacchio, avv. Salvatore De Bonis, avv. Gian Luca Iacoponi, avv. Daniele Falagiani, avv. Manlio d’Amico, tutti NON TESSERATI alla FCI;
  2. Massimo Dal Ben, tesserato FCI quale Master 4 con la asd Chesini cod. 03Q3055
  3. Enrico Romano Poggi, tesserato FCI quale Master 2 con la asd Bonetti Super Bike cod. 03T2109.

Fra questi nove figurano alcuni compenti gli Organi di Giustizia della FCI:

  • Massimo Dal Ben, componente la 2° sezione del Tribunale Federale FCI (ex CAF)
  • Manlio D’Amico, componente la Procura Federale,

che in base allo Statuto FCI possono richiedere sola la tessera di cicloturista, non certo quella di Master/cicloamatore.

La gloriosa associazione AIMANC era presieduta sino allo scorso 05.09.15 dal Procuratore Federale della FCI avv. De Arcangelis, e nel direttivo figuravano l’avv. Manlio D’Amico sostituto procuratore FCI e l’avv. Ezio Conte componente la Corte federale FCI.

Nel nuovo direttivo figurano il sostituto procuratore FCI avv. D’Amico nonché il Presidente della 1° sezione della Corte d’Appello FCI avv. Antonio Villani, mentre fra gli associati AIMANC figurano quasi tutti i componenti gli Organi di Giustizia della FCI.

Ora intendo rivolgere alcune osservazioni al Procuratore Federale avv. De Arcangelis

Come procuratore federale, avv. De Arcangelis, non trova assurdo che Lei abbia deferito agli organi di Giustizia federale numerosi “amatori e cicloturisti” quando Lei si trova in una posizione di incompatibilità conclamata risultando tesserato quale Master con Bicitaly asd? Posizione di incompatibilità nella quale si trovano molti altri componenti gli organi di giustizia federale, tesserati come cicloamatori in società della FCI o, peggio ancora, in società degli EPS: scelta fatta apposta per il divieto statutario. Qualcuno addirittura è dirigente di una società affiliata alla FCI!

Come fa, avv. De Arcangelis, a chiedere agli organi giudicanti FCI di applicare squalifiche e ammende contro molti normali tesserati delle categorie cicloturistiche che hanno la sola colpa di aver partecipato alle gran fondo agonistiche, in base alle scellerate norme regolamentari FCI emanate dall’avv. Santilli, quando Voi avvocati/ciclisti/giudici rappresentate ben più gravi e fondate situazioni di illegittimità?

Come fa, avv. De Arcangelis, a restare impassibile quando, un suo sostituto procuratore in un giudizio chiede una pesante squalifica a carico di un cicloturista, sapendo che lo stesso sostituto corre le granfondo agonistiche come cicloturista ACSI e, che lo stesso succede per il presidente ed un componente dell’organo che sta giudicando? Ma non le passa per la mente che quelle accuse, che Lei sostiene nei confronti di questi “rubbagalline” (come li definisce il presidente della San), dovrebbero essere rivolte ad almeno il 70% dei componenti degli organi di giustizia, con l’aggravante della “frode sportiva” prevista dal Reg. Giustizia?

Come ha fatto, avv. De Arcangelis, nella sua veste di presidente AIMANC e Procuratore federale ad ideare e ritenere regolamentare la partecipazione della nazionale AIMANC ad una gara alla quale non ha alcun titolo di partecipare.

Chiedo, all’Uomo di Legge quale Lei è, che valore probatorio hanno tutte quelle fasulle inchieste sfociate in tanti deferimenti, che Lei ha poi ha ripreso in palese violazione dell’art. 406 del c.p.p., decisi dal suo predecessore dott. Grauso che la stessa FCI, con il comunicato stampa del 20.01.15, ha “dimissionato” fornendo la seguente motivazione:

“Infatti il dott. Grauso, non ha fatto pervenire la certificazione richiesta (peraltro non figurerebbe iscritto nell’Albo e nell’elenco speciale del Consiglio dell’Ordine di Roma) ha rassegnato le dimissioni “per motivi personali.”

Il dott. Grauso, nominato Procuratore FCI dal C.F. nella primavera del 2013 dopo l’Assemblea di Levico, resta in carica due anni e nessuno si accorge che lo stesso non ha i requisiti richiesti dall’art. 35 del previgente Statuto federale?

E pensare che alla FIGC questo lo sapevano: infatti lo stesso risultava “solo” collaboratore della Procura federale guidata dal Procuratore avv. Palazzi. Procura ove ricopriva le funzioni di vice-procuratore l’avv. Antonio Villani poi diventato nel 2013 vice-procuratore del dott. Grauso nella FCI e dal 2015 Presidente della 1° sezione della Corte d’Appello Federale e componente del direttivo AIMANC dal 05.09.15!

Sorgono legittimi interrogativi, avv. De Arcangelis, nel leggere il comunicato della Commissione di Garanzia della Giustizia Sportiva della FCI in cui è scritto che la stessa ha respinto (solo perché non era stata versata la tassa prescritta) la richiesta di destituirla dalla carica di Procuratore federale. Richiesta che era presentata dall’avv. Ezio Conte, componente della Corte Federale, che era con Lei fino al 05.09.15 nel direttivo AIMANC: quale è il motivo vero di tale inusuale e gravissima richiesta? Mica parliamo di micio micio, bau bau …..

Anche perché, forse, dovrebbe essere data qualche spiegazione al popolo ciclistico considerato che, in contemporanea alla “cacciata” del dott. Grauso, il C.F. della FCI del 20.01.15 abbia sostituito l’avv. Conte Ezio, membro effettivo della Corte Federale eletto dall’Assemblea Nazionale di Levico, insostituibile anche in caso di caduta dello stesso C.F.?

Allora, forse, cosi si spiegano questi cambiamenti dei componenti degli organi di giustizia.

Mi chiedo come non faccia a ritenere perlomeno sconveniente che molti dei Componenti gli organi di giustizia chiamati a giudicare i clienti difesi da loro Colleghi, vengano a trovarsi esposti, essendo commensali e compagni di squadra, rispetto a quanto stabilito dall’art. 51 comma 2) del codice di procedura civile che cosi prevede:

“Il giudice ha l’obbligo di astenersi: 2) se egli stesso è commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori.”

E come Lei ben sa, anche se lo ha negato in giudizio, l’art. 406 del c.p.p. (sopra citato) e l’art. 51 del c.p.c., sono applicabili in ambito FCI in base al disposto dell’art. 4 del Reg. di Giustizia vigente.

Forse questa “passione ciclistica”, che unisce giudici e difensori nell’essere commensali abituali e partecipanti come compagni di squadra alle gare amatoriali, spiegherebbe perché alcuni di loro vantano un’alta percentuale di vittorie nelle cause sportive: ho scritto forse!

Anche perché, forse, il tutto si sposa con quella filosofia che, quale Presidente dell’AIMANC, ha seguito per curare gli interessi reali degli associati AIMANC. Ma, sempre forse, quegli interessi non si scontrano con quelli dei tesserati della FCI ai quali dovrebbe, per Statuto, garantire quale Procuratore federale un giusto processo.

Ma, forse, il tutto si riassume perfettamente in un passaggio contenuto nell’articolo pubblicato, a firma dell’avv. Conte, sul sito AIMANC nel settembre 2014. Invito a leggere attentamente, per capire l’alto profilo che si prefigge l’AIMANC quando parla della giustizia sportiva, che buona parte dei suoi componenti gestisce:

“La notizia che è più di interesse per i nostri associati attiene alla circostanza che davanti ad ogni Organismo giudicante è obbligatoria l’assistenza di un Avvocato (ndr.: affermazione falsa). Il che fa nascere la prospettiva di un lavoro nuovo e qualificato, di cui fregiarsi, che fa pensare addirittura alla istituzione di un albo di specialisti. E’ evidente che il filone sportivo in questo momento è particolarmente appetibile. Non è dato di sapere cosa farà concretamente il CONI in proposito, ma è bene vigilare se si vuole essere della partita. Sono previsti anche gli istituti del patrocinio gratuito per i meno abbienti e l’ istituto del patteggiamento e si può agevolmente comprendere che si aprono nuove ed interessanti prospettive di lavoro”.

Per gli increduli ecco il link dell’articolo: http://www.aimanc.it/legal/2014/10/codice-giustizia-sportiva/

Una storia emblematica che idealmente fonde il motto francese “Liberté, Egalité, Fraternité” al motto romano “de li mortacci tua”.

Non le chiedo una spiegazione, avv. De Arcangelis, non mi interessa.

Però trovandosi nelle stesse condizioni del CEO della Wolkswagen, non crede che dovrebbe trarre le medesime conclusioni? Magari insieme a tutti gli altri suoi Colleghi, associati e non all’AIMANC, che si rovano nelle stesse condizioni di incompatibilità e di oramai insanabile conflittualità?

Cari avvocati dedicatevi pure alla Vostra passione, ma lasciateci godere la nostra: perché il ciclismo non è cosa vostra!

3 commenti


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  1. Questo ciclismo ormai di “Cosa Nostra” . Ma il CONI dorme o fa parte della “Cosa”

  2. come al solito quando si tratta di certi argomenti non commenta nessuno…..hihihihihi…….;-)

  3. angelo francini

    Le tessere incompatibili dei componenti gli Organi di Giustizia della FCI.

    A tali soggetti, come ai Giudici di gara, è consentito richiedere la sola tessera di CICLOTURISTA.
    Ma tale incompatibilità non si evidenzia con il Fattore K, poiché la maggioranza di questi non risultano essere portatori della tessera federale per la qualifica che ricoprono negli Organi di Giustizia.

    Procura Federale
    avv. Giorgio DE ARCANGELIS – tessera FCI di Master 7 con asd BICITALY
    avv. Mario SANTARONI – tessera FCI di Master 8 con asd BICITALY
    avv. Maurizio PARODI – tessera ACSI di SGA con Team CASASALUTE Genova

    Corte Sportiva d’Appello
    avv. Manuel LORENZETTO – tessera FCI di Master 3 con asd SAN BORTOLO

    Tribunale Federale – 1^ sez.
    avv. Giovanni PETRELLA – tessera FCI di Master 6 nonché di Pres. onorario con asd Ped. SAMMARITANO

    Tribunale Federale – 2^ sez.
    avv. Decio BARILI – tessera FCI di Master 5 con asd CICLORAPIDA
    avv. Massimo DAL BEN – tessera FCI di Master 5 con asd. CHESINI

    Corte Federale d’Appello – 1^ sez.
    avv. Norma GIMONDI – tessera FCI di Woman 2 con asd R.C. BIANCHI

    Corte Federale d’Appello – 2^ sez.
    avv. Duccio PANTI – tessera FCI di Master 5 con asd PED. SENESE

    Non escludendo che altri componenti degli Organi di giustizia FCI siano tesserati come cicloamatori negli EPS.

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