Bernardelli condannato e Pagliara assolto

Più volte abbiamo parlato della giustizia federale come di un organo quasi politico, in cui spesso le persone coinvolte sembrano contare più che i fatti descritti. A riguardo abbiamo più volte dato conto di bizzarre interpretazioni che si spingevano molto oltre l’applicazione della regola. Abbiamo raccontato di interventi della giustizia su fatti di corsa (di competenza esclusiva della Giuria), abbiamo raccontato di casi completamente insabbiati o ancora di sentenze che affermano l’una il contrario dell’altra. Questa volta però la giustizia della Federciclismo ha toccato il fondo.

I visitatori più attenti ricorderanno il caso di Francesco Bernardelli e Antonio Pagliara che secondo  Commissione Federale di Garanzia erano complici e tentarono di modificare una sentenza della Disciplinare.

La vicenda è arrivata prima alla Procura e poi in aula qui i giudici federali hanno dato del loro meglio: Bernardelli condannato a 4 mesi di inibizione perché ha tentato di cambiare la sentenza e Antonio Pagliara, che ha predisposto la bozza della nuova sentenza, è stato assolto perché avrebbe solo un ruolo di “consulente”.

La richiesta della Procura è invece stata di “Bernardelli Francesco la inibizione per anni uno e per Pagliara Michele la ammonizione sul presupposto della mancanza della finalità di voler modificare il provvedimento preso dalla C.D.R. e della sola consulenza offerta al presidente per la redazione del documento”

Un po’ come condannare il mandante di un omicidio e assolvere il killer.

Se è vero che Bernardelli ha provato a modificare la sentenza e che per farlo ha chiesto una “consulenza” a Pagliara i due sono complici e come tali andavano trattati. O tutti e due assolti o tutti e due condannati.

Invece, ancora una volta, le interpretazioni di Procura e Corte vanno a premiare gli amici e a condannare i nemici. Sembra proprio che l’applicazione delle regole, così come sono, all’interno della Federazione Ciclistica Italiana sia impossibile.

Prima di parlare di crescita del movimento, di riforme, di diritti televisivi e di tanto alto per il bene del ciclismo forse sarebbe il caso di tornare ad avere fiducia nella giustizia sportiva con sentenze basate solo sulle norme, con una casistica precisa e senza dare a nessun l’impressione di sentenze preconfezionate per colpire uno o salvare qualcun altro. E forse questa è la vera impresa chiesta al ciclismo italiano.

3 commenti


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  1. Si aprono le scommesse per vedere se la giuria ha dato la multa al direttore di corsa Lussana per la grave carenza organizzativa che ha causato la caduta del corridore danese Honorè Frollich che appena dopo la linea d’arrivo urta contro una transenna spostata verso il centro della strada per permettere agli amici di salire sul palco e vedere la volata. Corridore che vola a terra e travolge il gruppo dei fotografi e operatori tv appostati per immortalare l’arrivo. E non diciamo altro!

  2. Qualcuno aveva già commentato in questo sito questa vicenda prevedendo la sentenza. Costui non era un veggente ma un conoscitore del sistema federale e magari nemmeno un legale come quelli facenti parte degli organi di giustizia che per prendere tali decisioni vengono anche pagati. Vergognatevi.
    Dimenticavo: non conosco Bernardelli ma seguendo un poco la vicenda è chiaro che hanno voluto eliminarlo politicamente salvando ancora una volta quell’individuo di Paglia e loro stessi.

  3. http://www.ciclismo-online.it/non-paghi-la-multa-e-sei-umbro-niente-paura-ci-pensa-di-rocco/
    http://www.ciclismo-online.it/?s=di+rocco+annulla+sanzione

    In questi due articoli pubblicati nel 2012 da Ciclismo-online si parlava dell’annullamento, di una sanzione passata in giudicato, disposto dal Presidente federale con una propria delibera presidenziale.
    Un atto non consentito dalle norme che riservano al Presidente federale altri strumenti quali: l’amnistia, l’indulto e la grazia, ma non certo il potere di annullare una decisione di un organo di giustizia.
    Provvedimenti adottati: applausi al presidente federale e tre voti in più a Levico Terme.

    Bernardelli é stato inibito perché avrebbe solo tentato, dice la decisione di primo grado, di modificare una decisione della C.D.R. Lombarda: e tutta la bega parte da una denuncia fatta dal Presidente federale.
    Insomma se sei il padrone puoi rubare ……… epoca padronale!

    Vedremo quello che decreterà la Corte Federale d’Appello.

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