Tinkov:”L’attuale sistema ciclistico non può più reggere”

Noi lo scriviamo da tempo, oggi lo ha detto anche Oleg Tinkov:« L’attuale sistema del ciclismo in cui tutto l’onere di una squadra spetta allo sponsor non può più reggere ».

Proprio su questo ci sta lavorando l’avvocato Stefano Feltrin che al microfono di Andrea De Luca ha dichiarato:« Il modello attuale non è sostenibile, Sky ha pubblicato il suo bilancio di 31 milioni di euro è chiaro che se arrivano solo dallo sponsor di maglia è un problema. Il merchandising rappresenta una quota infinitesimale del budget di una squadra. Non esistono trasferimenti degli atleti. Non esistono biglietti, perché ovviamente non è come una squadra di calcio che vende i biglietti allo stadio e quindi si fa fatica. Ogni anno i budget delle squadre crescono e anche questo diventa un problema. C’è la possibilità di creare, come negli altri sport, di una salary cap, dei bilanci limitati in modo che tutte le squadre possano avere lo stesso punto di partenza e poi decidere come spendere le proprie risorse in maniera più efficiente. Si deve arrivare ad una soluzione perché il sistema attuale non è sostenibile, ci sono molte squadre ancora senza sponsor. Io parlo annualmente con centinaia di aziende e chiedere ad uno sponsor di maglia di mettere sul piatto 15-20 milioni di euro per sostenere una stagione non è realistico ».

Il ciclismo ha i costi di uno sport di primissimo piano, ma rispetto al calcio, ad esempio, non può mai produrre utile. Non ci sono i soldi dei diritti televisivi, i corridori non vengono quasi mai venduti ad un’altra società e così è praticamente impossibile fare delle plusvalenze. Anche puntare sul cosiddetto “settore giovanile” non paga dal momento che all’atto di passare professionisti tutti i giovani sono liberi e i “Punti valorizzazione” pagano pochissimo.

Insomma, non potendo guadagnare da null’altro che dallo sponsor è evidente che tutto il peso di una squadra sia sulle spalle dello sponsor. Nel calcio italiano, che muove molti più soldi del ciclismo, lo sponsor sulla maglia delle principali squadre vale circa 12 milioni all’anno. Nel ciclismo, la Sky investe 30 milioni di euro. Il rapporto dell’importo dello sponsor tra il “ricco” calcio e il “povero” ciclismo non regge.

Ecco che la riforma del ciclismo dovrebbe interessare proprio questi aspetti. Si dovrebbe parlare di diritti televisivi, di merchandising, di cessioni di corridori e di incentivi a puntare sui giovani, il tutto integrato in un sistema meritocratico che preveda dal Word Tour promozioni e retrocessioni. Tutte cose che potrebbero salvare il sistema ciclismo dandogli nuova linfa.

Queste non sono opinioni nostre o di Tinkov, sono i fatti. Purtroppo tra chi oggi governa il ciclismo, sia a livello internazionale che italiano, nessuno sembra avere né le capacità né la volontà per pensare al futuro di questo sport che rischia veramente di essere schiacciato in uno sport-business che ha sempre più il cuore a forma di salvadanaio.

1 Commento


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  1. angelo francini

    Ma che ruolo ricopre l’avv. Feltrin nel mondo ciclistico nazionale d internazionale?
    A me risulta solo quello dell’ABUSIVO. mah …………………..

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