Doppi controlli antidoping, norme violate nei controlli al Valle d’Aosta

Sono passati tanti anni da quando Marco Pantani al “Processo alla Tappa” si scaglio contro il Coni per i controlli fuori competizione al Giro d’Italia, controlli che andavano a sovrapporsi a quelli previsti dall’Unione Ciclistica Internazionale. Da allora, fortunatamente, di strada ne è stata fatta e giustamente le regole antidoping sono cambiate e oggi i controlli fuori gara possono essere svolti solo dall’organo incaricato dei controlli in corsa.

Nel concreto se il prelievo a fine gara viene fatto dall’Uci, anche i controlli al mattino devono essere svolti dall’Unione Ciclistica Internazionale.

Al Giro della Valle d’Aosta è accaduto invece che i controlli in gara fossero effettuati dall’Uci, attraverso il tedesco Dierk Brandwwinder, ma che i controlli fuori corsa siano stati effettuati, solo alle squadre italiane, dal Coni.

Insomma, ancora una volta le regole non vengono rispettate. Da nostre fonti pare che questo avvenga in tutte le corse a tappe.

Perchè il Coni viola la normativa antidoping della Wada ? E ancora e soprattutto, perchè le squadre italiane acconsentono a questa violazione delle norme e dei loro diritti ?

La risposta esatta non la sappiamo, ma certamente una componente importante è l’ignoranza regolamentare.

Povero Marco Pantani, lui che si è battuto per dare diritti a tutti i corridori e  loro, soprattutto quelli delle generazioni successive, non hanno saputo sfruttare perdendo tutto, in qualche caso anche la dignità.

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