Manca ormai un anno  mezzo alle prossime elezioni Federali che andranno a rinnovare il Consiglio Federale. Al momento Renato Di Rocco non sembrerebbe intenzionato a ricandidarsi, per lui sarebbe il quarto mandato e dopo la difficoltosa rielezione di Levico ottenuta per una manciata di voti, schede tra l’altro annullate dal conteggio automatico e poi riabilitate dal presidente di assemblea, potrebbe non voler rischiare una sconfitta.

Rumors molto vicini all’ambiente federale, infatti, indicano Daniela Isetti nella erede designata da Di Rocco. Gli indizi ci sono tutti: ha fatto un’ottima gavetta durante la quale ha digerito di tutto dimostrando al grande capo una fedeltà che pochi hanno saputo dimostrare, ha un ottimo radicamento tra le società, è assessore del Partito Democratico che in questo periodo è molto influente su FCI e CONI, e addirittura al campionato italiano professionisti è stata delegata da Di Rocco a rappresentare la Federazione.

Con le quotazioni di Daniela Isetti in grande ascesa, scendono quelle di Gianluca Santilli che qualche mese fa aveva definito tutti i consiglieri, compresa la Danielona salsese, degli inetti (non Isetti) attirandosi le critiche di tanti attuali consiglieri che avrebbero convinto Di Rocco ad appoggiare in modo pesante Daniela Isetti e cercare, più avanti, di convincere Santilli a fare parte della squadra.

Non a caso, da tempo la Isetti dialoga, D’Alema direbbe inciucia, con esponenti della cosiddetta “opposizione” alcuni dei quali potrebbero anche appoggiarla nella sua corsa alla presidenza.

Se da un lato riuscirebbe nella non facile impresa di rimischiare le carte ricompattando parte dell’opposizione con parte dei dirocchiani, dall’altra ci chiediamo dove sia in tutto questo il cambiamento che tutti nel ciclismo chiedono, ma che all’atto pratico latita sempre.