Ecco come CT e Federazione non aiutano gli organizzatori

Una Federazione funzionante ed efficiente avrebbe, tra l’altro, il dovere di favorire le società organizzatrici che spesso senza guadagnarci un solo euro si sobbarcano un anno di lavoro solo per l’amore del ciclismo. In Italia il calendario piange e di gare a tappe per Under23 ne sono rimaste solo due: Il Pesche Nettarine e il Giro della Valle d’Aosta. Il GiroBio è defunto, il Giro del Friuli non si farà, e quest’anno è stato cancellato anche il Giro delle Valli Cuneesi.

Insomma, le due corse a tappe rimaste andrebbero quasi tutelate dalla Federazione come un bene in via di estinzione.  Accade invece che la FCI non faccia nulla e che anzi si metta di traverso quasi per andare a creare problemi agli organizzatori.

Il campione d’Italia Under 23, Gianni Moscon, non sarà infatti al via del Giro della Valle d’Aosta per un’imposizione (Accolta supinamente dai tecnici della Zalf) del Commissario Tecnico, Marino Amadori, per puntare al Tour de l’Avenir e al Mondiale.  Non siamo tecnici, ma ci sembra decisamente improbabile che un corridore per preparare un appuntamento di fine agosto non possa correre a inizio luglio, ma se anche fosse crediamo che si sarebbe potuta trovare una soluzione in modo far coesistere le due esigenze e garantire la partecipazione di Moscon (che al Valle d’Aosta era iscritto) che avrebbe magari potuto puntare ad una tappa. Invece, per input del CT la miglior corsa a tappe Under 23 d’Italia non potrà avere al via la maglia tricolore.

Non solo, come ogni anno l’organizzazione del Giro della Valle d’Aosta ha puntato sull’internazionalità invitando le migliori squadre del panorama mondiale e le formazioni italiane di primo piano o con atleti in grado di ben figurare sul percorso valdostano. Sono dunque state numerose le formazioni italiane che non hanno trovato spazio, magari perché ciascuna aveva un solo corridore che avrebbe potuto fare bene: troppo poco per essere invitati in una corsa del genere. La ventiseisima formazione sarebbe però potuta essere la nazionale azzurra che avrebbe potuto raccogliere i corridori meritevoli delle squadre non invitate e dare così loro un’importante opportunità. Invece, nel disinteresse federale, la proposta è caduta nel vuoto. Indiscrezioni, tutte da verificare, dicono che la Federazione avrebbe chiesto un importante rimborso spese per prendere parte alla corsa valdostana, rimborso che non viene pagato neppure alle nazionali straniere.

Abbiamo contattato l’organizzazione del Giro della Valle d’Aosta che per bocca del consigliere Marzio Fachin ha detto:« Vogliamo capire cosa sia realmente successo e di questo al Giro ne chiederemo conto direttamente al Commissario Tecnico Amadori e ai tecnici della Zalf».

Veti sui corridori partecipanti, mercificazione della maglia azzurra e nessuna collaborazione nei confronti degli organizzatori: questa è la Federazione. E poi qualcuno si lamenta se tante corse muoiono.

1 Commento


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  1. Amadori è il CT più deficitario dell’intera storia del ciclismo italiano dilettanti-under 23. Peggio di lui nessuno.
    Se resterà a mani vuote anche quest’anno e lo riconfermeranno, ci sarò da domandarsi perché.
    Un altro lo avrebbero spedito da tempo, da parecchio tempo.

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