Italiano flop ? Giù le mani dall’AC Arona

L’AC Arona è da sempre una delle società organizzatrici più attente e all’avanguardia del panorama professionistico. L’aumento del livello del cast dei partecipanti del Gran Premio Nobili è solo il coronamento di una lavoro ben più ampio fatto nel tempo dalla società di Antonio Bertinotti. Nella storia della ciclistica Arona e delle gare da essa organizzate non abbiamo memoria di pecche organizzative, tutti successi: dal Nobili, al Gp Stresa, passando per Europeo 2008 e la Milano – Torino ritornata ai fasti di un tempo proprio grazie al sodalizio aronese. Per tutto questo leggere le critiche ricevute dalla società presieduta da Giorgio Sinigaglia ci ha lasciati non poco perplessi. Certo, se giornalisti del calibro di Pieraugusto Stagi e Alessandra Giardini arrivano a formulare della critiche qualcosa sicuramente non ha funzionato, ma ci chiediamo se possa bastare così poco per cancellare tutto ciò che di buono è stato fatto fino a quel punto.

Antonio Bertinotti si è un po’ defilato nell’organizzazione e la sua assenza si è fatta sentire. Quando in un’organizzazione manca il leader tutto è più difficile, se poi questo leader è uno dei migliori organizzatori in circolazione questa mancanza può diventare un macigno.

La corsa è stata fatta bene, chi ha percorso il tracciato di gara riferisce che tutte le strade fossero presidiate e il percorso integralmente in sicurezza. Poi è mancata probabilmente quell’attenzione ai piccoli particolari e alla stampa necessaria per un evento del genere: non c’era il wi-fi in sala stampa e la televisione è arrivata solo all’inizio della diretta.

Poi, dopo l’arrivo il prode Max Catasca, di cui già parlammo tempo addietro, avrebbe (usiamo il condizionale anche se questo aspetto ci è stato confermato da più fonti) avuto un atteggiamento un po’ aggressivo e sicuramente sopra le righe nei confronti di alcuni operatori tv e giornalisti. Come in ogni cosa, con diplomazia, calma e un sorriso si ottengono più cose che con le maniere forti, soprattutto se il rischio è quello di prendersela con giornalisti che così non mancheranno di evidenziare le piccole magagne fin lì riscontrate.

Insomma, l’AC Arona è un bel gruppo organizzativo che ha organizzato tante gare e tante, speriamo, continuerà ad organizzarne, ma, come in ogni bel gruppo, la presenza del leader è fondamentale. La speranza è dunque quella che Antonio Bertinotti ritrovi l’entusiasmo e voglia tornare a spendersi in prima persona per il ciclismo perché tanti, che oggi parlano o magari sghignazzano per il parziale insuccesso altrui, hanno ancora tanto da imparare. Forza Antonio, il ciclismo ha ancora (tanto) bisogno di gente come te.

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