Contributi a società o favori in cambio di voti: per i PM è estorsione

La notizie è di ieri: il vice presidente della Federcalcio, Claudio Lotito, è indagato per tentata estorsione. Secondo i magistrati di Napoli, infatti, avrebbe promesso contributi federali in cambio di voti. La perquisizione ha toccato anche il presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, che al momento non è comunque indagato.

Ora non ci interessa sapere se Lotito sia colpevole di quanto accusato, avrà tempi e modi per chiarirlo, ma certamente non ci scandalizza che in un ambito federale si assegnino contributi in modo arbitrario e in cambio di voti. Non sappiamo se le erogazioni di contributi nel ciclismo, l’assegnazione di campionati nazionali, l’insabbiamento di alcune denunce o la sentenze prive di riferimento normativo possano configurare qualche reato, ma certamente è strano che i destinatari gli “aiuti” federali siano tutti per gli amici del “potere”, mentre che ad essere squalificati con sentenze più che tirate per i capelli siano invece gli oppositori.

L’idea è che le federazioni sportive siano completamente in mano a chi vince che possano utilizzare, all’interno dell’ambito sportivo, praticamente tutti i metodi per accrescere il consenso o controllare il dissenso.  Che questo modus operandi sia o meno reato, in questa fase, non ci interessa più di tanto. Una cosa del resto è certa: in ambito sportivo l’attività di controllo è vista come un peso.

Nessun atto viene pubblicato online, tutto avviene sottobanco o comunque all’interno delle stanze federali. Non viene garantito all’opposizione quel ruolo di doveroso controllo che è fondamentale in ogni campo.

La sensazione è dunque quella che un certo malcostume delle Federazioni possa essere fermato solo dall’intervento della magistratura applicando, anche in ambito sportivo, quelle leggi e regole di buon senso che si applicano negli altri campi della vita.

Nel calcio i giudici sono già arrivati, cos’accadrebbe se arrivassero anche nel ciclismo ?

1 Commento


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  1. angelo francini

    Dobbiamo quindi attenderci giustizia dalla solo Magistratura ordinaria, quando interverrà, perché se aspettiamo che il CONI attivi gli strumenti di controllo che la Legge gli impone facciamo a tempo a morire.
    Bisogna anche chiedersi perché la Magistratura ordinaria non iscriva mai, nel registro degli indagati, i vertici del CONI per omissione del dovere di controllo sul funzionamento delle Federazioni come sancito dal D.Lgs. 242/99, decreto Melandri……?

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