Di sentenze bizzarre in questi anni ne abbiamo lette parecchie, ma crediamo che quella di oggi le batta tutte o quasi. Il giudice di gara Roberto Spinoni è stato sanzionato per 1.000 € di ammenda.

Già la sanzione è assolutamente esagerata, si pensi che hanno pagato la stessa cifra i clienti delle baby squillo di Roma, e che per la guida in stato di ebbrezza la multa è di 500 €, ma dopo aver letto le motivazioni questa sentenza ci sembra ancor più assurda.

Veniamo ai fatti. Roberto Spinoni nel mese di agosto ha chiesto, tramite e-mail ad alcuni Presidenti di Giuria che ha avuto nel corso della stagione precedente, se abbia commesso o meno errori tecnici in modo da poterne prendere coscienza ed evitare di ripeterli in futuro.

Ecco che dopo pochi giorni, il 28 agosto, Pagliara chiede a Spinoni spiegazioni dell’accaduto, accusandolo di avere violato l’articolo 28 dei Giudici di Gara e chiedendogli, entro 15 giorni, spiegazione scritta dell’accaduto.

Va specificato che gli articoli contestati a Spinoni tutelano solo la segretezza delle schede, ma non vietano né a lui di chiedere un parere sul proprio operato né tanto meno il Presidente di Giuria dall’esprimerlo.

Immaginiamo un cittadino che va in un ufficio pubblico e chiede un documento: se ne ha diritto lo riceve, se non ne ha diritto non lo riceve, ma non verrà mai denunciato per averlo chiesto.

Torniamo a bomba: Pagliara chiede a Spinoni spiegazioni, Spinoni gliele dà, poi tutto passa alla Procura Federale. E proprio qui c’è un altro errore.

L’articolo 31 del Regolamento dei Giudici di Gara, lo stesso di cui Spinoni avrebbe violato l’articolo 28, stabilisce per violazioni di quel Regolamento la competenza sia della Commissione Giudici di Gara e non della Procura, che è invece competente (art. 32) per violazioni al Regolamento di Giustizia Federale. Qui hanno stravolto le regole, facendo giudicare al Tribunale Federali fatti su cui non ha competenza.

La sentenza, manco a dirlo, è stata di condanna con tanto di aggravante perché Spinoni in un precedente esposto contro Pagliara ha citato il Regolamento che dunque, secondo il Tribunale, conosce bene.

La credibilità della Giustizia Sportiva, di sentenza in sentenza raggiunge livelli sempre più bassi dando sempre più l’impressione di essere un organo che, più che fare giustizia e punire il colpevoli, se la prende con chi denuncia i “potenti” o non si piega ad un sistema malato.

Dunque abbiamo due scenari. Il primo: un commissario fa una gara, commette degli errori, nessuno glieli contesta (come non sono mai stati contestati a Spinoni), lui non può chiedere cosa ha sbagliato e così non potrà mai migliorarsi. Il secondo: un commissario è sgradito alla sua Commissione, va alle gare e non commette errori, la Commissione (senza contestargli degli errori) gli mente dicendogli di avere avuto su di lui giudizi negativi e lui non potrà mai avere la controprova del contrario. In entrambi i casi qualcosa non funziona, perchè proprio il Regolamento dei Giudici di gara prevedeva l’obbligo della contestazione scritta degli eventuali errori, cosa che per il caso di Spinoni non è avvenuta.Delle due l’una: o la Commissione ha violato il Regolamento, o Spinoni non ha mai commesso errori.

Spinoni con tutta probabilità presenterà ricorso e potrebbe anche valutare l’ipotesi di una denuncia penale per mobbing (comportamenti vessatori di un gruppo nei confronti di un singolo). Perché, come sta dimostrando il caso FIFA nel calcio, forse solo un intervento di un organo esterno potrà riportare il mondo dello sport a quella libertà necessaria in ogni aspetto della vita in un paese che si definisce libero.