Giro – Emozionante Giro, anche l’ultimo arrivo non finisce di sorprendere. L’ultima tappa a Iljo Keisse.

Un giro imprevedibile e emozionante come quello che si è andato a concludere oggi ha mantenuto fede al suo leit-motiv. Anche nell’ultima tappa che di solito si sviluppa come una passerella riservata ai festeggiamenti e con ovvia conclusione in volata, questo 98° Giro ha saputo sorprendere positivamente gli appassionati. Una coppia di pistard con un buon palmares all’attivo hanno messo nel sacco le squadre dei velocisti e sono andati a giocarsi l’ultima vittoria disponibile.

L’ultima tappa che univa due città simbolo di questo 2015. La Torino, Capitale Europea della Sport, e la Milano, sede dell’EXPO, si è dipanata come tradizione anche se l’andatura sempre sostenuta che ha caratterizzato questo Giro non è mancata neanche oggi. Con la maglia Rossa ancora da assegnare, la tappa si è accesa in prossimità del Traguardo Volante di Novara con Philippe Gilbert che passando per primo si autocandidava alla conquista della Classifica a Punti. Passato il TV la tranquillità è tornata a regnare in gruppo in attesa del Circuito Meneghino, ultimo terreno di questa sfida lunga oltre 3500km

L’ingresso nel circuito finale di poco più di 5km, da ripetere 7 volte, ha regalato l’ennesima emozione. Dal plotone che attendeva di essere preso in mano dai Team dei velocisti, si sono involati Iljo Keisse (Etixx – Quickstep) e Luke Durbridge (Orica GreenEDGE). I due anche grazie ad alcune indecisioni nel plotone, a qualche foratura di troppo, comprese quelle di Leopold Konig e Luka Mezgec, che hanno di fatto rallentato la SKY e la Giant-Alpecin, e ai calcoli fatti in funzione della conquista della Maglia Rossa, sono riusciti a mantenere sempre il vantaggio necessario ad andarsi a giocare la tappa. La meglio l’ha avuta Iljo Keisse che ha regolato il compagno di fuga. “Prima della gara abbiamo pensato a una sorta di piano per me e Saba [Fabio Sabatini] – ha detto il vincitore – per cercare di fare qualcosa sulla curva finale. Io sono un pistard e so tirare le curve abbastanza bene. Poi ho visto che c’era un po’ di esitazione all’inizio del circuito, quindi ho attaccato. Ho trovato un ottimo compagno di fuga in Luke Durbridge. Ho fatto l’ultima tirata a 2,5km dalla fine. Mi han detto che avevamo 30 secondi e ho capito che saremmo arrivati. Gli ho messo pressione dicendo che non avevo intenzione di lavorare, ho studiato Cavendish e ne ho fatto esperienza oggi. Era un Giro molto particolare per la squadra. Non avevamo vinto una tappa dopo aver ottenuto molto nelle ultime due edizioni, quindi questa vittoria è molto importante per noi. E’ la mia vittoria più bella di sempre, sono davvero, davvero felice”. Il plotone giunto dopo soli 9” ha visto la conquista della terza piazza di Roger Kluge (IAM Cycling). La quinta piazza conquistata da Giacomo Nizzolo (Trek Factory Racing) le è stata sufficiente a conquistare la Maglia Rossa, l’ultima ancora in bilico e con molti pretendenti.

L’arrivo di Milano ha sancito la definitiva chiusura della 98° edizione del Giro d’Italia e ha consegnato agli archivi la seconda vittoria di Alberto Contador, la terza, se come lo stesso campione iberico fa, si considera anche quella toltole del Giro 2011, in tre partecipazioni alla corsa rosa. “Ringrazio gli italiani per il loro affetto. – ha sottolineato il Pistolero – Tutti mi hanno voluto davvero bene e sono molto felice. Durante la terza dura settimana del Giro è successo l’inimmaginabile: sono venuto qui pensando alla vittoria, preparandola con molta attenzione, poi sono caduto e mi sono infortunato alla spalla. C’era la mitica salita del Mortirolo, poi ieri sul Colle delle Finestre non ho avuto buone gambe. È stato un bel Giro e un’esperienza molto speciale per me. Non so quanto tempo ci vorrà per recuperare. È stato un Giro emozionante. Ho già detto che sarà il mio ultimo ma non si sa mai… Mai dire mai”.  Se la vittoria del Pistolero non è stata una sorpresa, lo sono state però l’uscita di scena di buona parte di quelli che prima del via venivano indicati come i “quattro assi”. Una sorpresa in positivo lo è stata anche la compattezza della Astana di Aru e Landa. Il Team di Martinelli con cinque successi di tappa e il secondo e terzo posto nella Generale  e la leadership nelle due classifiche riservate ai Team è la vera vincitrice morale di questa edizione. Di buon auspicio per il futuro del ciclismo italiano sono invece le quattro vittorie della Lampre-Merida: Polanc, Ulissi e le due di Modolo. Stessa cosa vale anche per quella di Formolo, autore di una vera e inaspettata impresa a La Spezia. Italiane sono anche le tre maglie restanti: la Rossa di Nizzolo, indossata da Lugano, la Bianca di Aru, indossata dalla quinta tappa e quella Azzurra di Visconti indossata a Cervinia grazie alla galoppata solitaria sul St. Barthélemy e sul St. Pantaléon.

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