Giro – Ancora Lampre, a Lugano bis di Modolo

Il giorno dopo la mezza rivoluzione del Mortirolo si pensava che la tappa si sarebbe sviluppata tranquillamente verso l’unico traguardo posto oltre i confini nazionali. Alla mattina prima del via le possibilità che una fuga a lunga gittata mettesse d’accordo tutti erano date sicure. Come insegnano i corridori però la corsa è corsa, e la fuga anche se come tradizione c’è stata, si capiva da subito che non avrebbe avuto futuro. Solo tre fuggitivi erano troppo pochi per soddisfare la fame di vittoria delle squadre che non hanno ancora lasciato il segno. Così l’avventura di Iljo Keisse (Etixx-Quickstep), Giacomo Berlato (Nippo-Fantini) e Marco Bandiera (Androni-Sidermec), partiva già sotto un cattivo auspicio e sarà tenuta costantemente a distanza di sicurezza dal plotone. L’approssimarsi dell’arrivo metteva fine alla fuga e la tortuosità degli ultimi km accendevano le ambizioni di molti che non voleevano aspettare la volata. Ci provava ai meno 23 Adam Hansen (Lotto Soudal) seguito da Gretsch e Atapuma, ma per loro tre non c’era libera uscita e la loro “libertà” durava solo una decina di km. Ai meno tre in successione è la volta di Slagter (Cannondale-Garmin) prima e Luca Paolini (Katusha) poi, ma i velocisti vogliono solo per loro il traguardo, anche perché la maglia rossa è un bersaglio ambito tra le ruote veloci. I traguardi volanti avevano smosso leggermente la classifica relativa e quindi il traguardo finale sarebbe stata la resa dei conti. Il successo di giornata lo coglieva Sacha Modolo, bis per lui e poker per la Lampre-Merida, su Nizzolo (Trek) e Luka Mezgec (Giant). Per Nizzolo grazie ai punti raccolti tra TV e traguardo la soddisfazione di indossare la Maglia Rossa, con 159 punti e un vantaggio di 17 punti su Modolo e 25 su Viviani. La vittoria, meritata, di Modolo è nata anche grazie al lavoro fatto dai suoi compagni di squadra, cosa fatta notare anche dal portacolori della Lampre subito dopo il traguardo: “Mi sono guardato intorno sulla rampa a 4km dall’arrivo e ho visto che i miei rivali forse erano più stanchi di me. Ieri è stato molto difficile ma ho avuto buone gambe, oggi è stato bello e caldo – il mio tipo di giornata ideale. Forse potremmo anche aggiungere al treno un’altro corridore, ma dopo mesi di lavoro Max Richeze e Roberto Ferrari hanno dimostrato di essere uno dei treni migliori in circolazione. Non temo nessuno”.

La tappa odierna se ha movimentato la classifica a punti non ha invece detto niente per quanto riguarda la Classifica Generale. Alberto Contador ha passato un altro giorno in rosa guardando ai prossimi giorni dove sicuramente sarà chiamato in causa dai suoi avversari: “In teoria era una tappa di transizione ma è stata più difficile del previsto. La strada era un continuo saliscendi e siamo rimasti in sella con vento contrario per gran parte della giornata. Il gruppo era molto nervoso e ed è andato veloce per inseguire la fuga a tre. Fino ad oggi era successo qualcosa di diverso quasi ogni giorno: una caduta, una foratura, un problema meccanico. Sono molto contento perché ho passato la tappa in sicurezza e sono arrivato a Lugano, dove vivo, sulle mie strade di casa. Ieri è stato molto più faticoso di quanto avrei voluto ma manca un giorno in meno a Milano”.

Domani con la diciassettesima tappa si ritornerà a salire. La Melide-Verbania di 170km prevede una prima parte di 125km sostanzialmente pianeggiante da Melide costeggiando le rive del Lago di Lugano per rientrare in Italia e attraversare Varese e Sesto Calende portandosi sulle rive del Lago Maggiore dove si attraverserà Arona, Stresa, Mergozzo e si toccherà una prima volta Verbania passando molto vicino al traguardo. Dopo Verbania si affronterà la scalata del Monte Ologno, unica asperità di giornata, con pendenze molto elevate (9% medio fino a 13% max). La discesa terminerà a 5km dall’arrivo.

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