Giro – Rivoluzione Mortirolo, Landa Meana vince, Contador convince, Aru soffre ma resiste

Nel giorno del Mortirolo, la montagna dedicata a Marco Pantani ha dato il suo responso. Alberto Contador ha dimostrato di essere padrone del Giro e di essere capace a fronteggiare anche situazioni a lui avverse. Landa Meana, il luogotenente di Fabio Aru, ha conquistato lungo la strada l’onore e l’onere di essere l’unico e vero antagonista del “Pistolero”. Fabio Aru di contro si è visto presentare il  conto e ha subito la durezza del percorso e la maggior freschezza degli avversari, senza mai naufragare però. Nel giorno di riposo di ieri l’argomento di discussione era centrato tutto sulla tappa odierna. A dispetto però di quanto decantato nel “Sabato del Villaggio” di leopardiana memoria, l’attesa della festa è stata premiata dall’intensità e dalla bellezza della festa stessa. La tappa odierna sembrava dipanarsi secondo il classico canovaccio. Tenuta sotto controllo la fuga di una decina di elementi, il Mortirolo sarebbe stato il trampolino ideale che avrebbe acceso la corsa. Una banale caduta di Luis Leon Sanchez nel cosiddetto “Gruppo Maglia Rosa” durante la discesa successiva al primo passaggio all’Aprica ha aperto però uno scenario diverso. Alberto Contador a seguito della caduta e appiedato da una foratura è ripartito in ritardo rispetto all’Astana in blocco intorno a Fabio Aru. È così iniziata un’altra corsa. Davanti la squadra kazaka macinava km trascinandosi dietro i componenti il gruppetto e  divorando il vantaggio dei fuggitivi della prima ora. Stesso lavoro fatto dietro dalla Tinkoff-Saxo, che però aveva più difficoltà nel recuperare il gap da chi li precedeva. L’inizio della salita del Mortirolo, ha chiamato alla ribalta Alberto Contador che ha saltato l’ultimo dei suoi luogotenenti ancora al suo servizio e ha cominciato a danzare sui pedali, recuperando pedalata dopo pedalata tutti quelli che lo precedevano. Il lungo finale poi è stato emozionante e ha portato Mikel Landa, liberato dagli impegni di gregariato, alla vittoria di tappa. Contador da parte sua ha retto il colpo e seppur avesse lavorato molto negli ultimi 50km ha mantenuto lucidità e freddezza e ha dimostrato di essere lui il padrone del Giro. “È stata una giornata molto dura, una tappa incredibile. Il ciclismo non è matematica: ho avuto una foratura durante la discesa, Ivan Basso mi ha dato una ruota ma davanti stavano andando a tutta velocità e non è stato possibile chiudere immediatamente il gap. È stato difficile ma io sono molto felice per il mio vantaggio in classifica a questo punto. Mi sarebbe piaciuto aiutare Steven Kruijswijk ma non è stato possibile. Di Mikel Landa posso solo dire: chapeau! Queste sono le tappe che la gente ricorda”. L’Olandese Kruijswijk, secondo al traguardo è invece il Vincitore morale di giornata. Ha provato la soluzione da lontano, ha resistito al ritorno di Contador e Landa, ha collaborato con la maglia rosa, mentre l’uomo Astana stava a ruota, ed era facilmente ipotizzabile che per un “gentlemen agreement” si sarebbe aggiudicato la tappa. Per lui la soddisfazione oltre alla seconda posizione di giornata anche quella di essere la nuova Maglia Azzurra. Anche chi non è avvezzo a cose di ciclismo, si sarà reso conto che la vittoria del basco dell’Astana stoni un poco con l’assenza di Fabio Aru nelle primissime posizioni dell’Ordine d’Arrivo. Oggi la necessità di rispondere ad uno scatto di Contador ha fatto sì che Mikel Landa Meana venisse liberato dagli obblighi di gregariato e fosse libero di fare la sua corsa. Per Fabio Aru non è stata una giornata facile. La durezza della salita simbolo della tappa odierna e forse le troppe energie consumate fin dall’avvio di questo Giro, hanno presentato il conto al giovane, che però più con la testa che con le gambe è riuscito a salvarsi e a limitare i danni, giungendo al traguardo a 2’51” compagno di squadra e a 2’15” da Contador, perdendo la seconda posizione nella Generale ai danni del vincitore di giornata. Proprio Landa ha così spiegato il perché della sua guadagnata libertà d’azione: “È stata davvero una bella giornata, forse anche meglio di domenica. Abbiamo sentito che Alberto aveva un problema, la Katusha è partita a tutto gas e noi abbiamo lavorato assieme a loro. Sul Mortirolo Fabio Aru non si sentiva bene e mi ha detto di stare con Contador e Kruijswijk. Oggi ho davvero dimostrato che posso essere uno dei corridori più forti in salita e abbiamo ancora molti arrivi di questo tipo davanti a noi… Come squadra dobbiamo rimanere uniti e stare attenti perché quello che è successo a oggi Contador potrebbe succedere ad uno di noi”. Nella Generale Alberto Contador ha mantenuto saldamente la sua Maglia Rosa, unica certezza di questo Giro che vede intorno a lui turbinare sempre nuovi ipotetici protagonisti. Domani una tappa parzialmente di recupero, adatta ai velocisti, ma non perfettamente piatta, porterà i girini in Svizzera, unico sconfinamento di questo Giro. L’Unico GPM sarà poco dopo la partenza con la scalata di Teglio. La strada panoramica della Valtellina porterà a Sondrio dove ci si immetterà nella valle dell’Adda per seguirla fino all’imbocco del lago di Como. Costeggiando il Lario si giungerà alla breve salita di Croce di Menaggio. Si costeggerà poi la sponda svizzera del lago Ceresio fino al traguardo di Lugano.

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