Giro – Kirientador, A Valdobbiadene una Cronometro per due

Quella odierna veniva giustamente considerata la prima della fase cruciale che si concluderà sabato prossimo con l’arrivo del Sestriere prima della passerella finale da Torino a Milano. Sicuramente la tappa di ieri, una tappa che senza paura di smentite passerà alla storia come “la tappa delle Prime Volte”, ha aggiunto una notevole dose di spezie ad una ricetta che non mancava certo di fantasia e sapore.

Si diceva “tappa delle prime volte” quella di ieri. La prima volta di Aru in Rosa e anche di un sardo in rosa, la prima volta che Alberto Contador si è visto sfilare la maglia di Leader, di qualsiasi colore essa sia, la prima volta che un corridore italiano ritornava ad indossare una maglia rosa dal Giro di Nibali nel 2013, ed è stata anche quella della prima vittoria di Sacha Modolo. La tappa di ieri però è già negli almanacchi, e la tappa di oggi ha dimostrato che il Giro e i suoi interpreti sono vivi, anche se questi ultimi due giorni hanno dato una bella rimescolata non solo alla classifica ma anche alle ambizioni degli attesi protagonisti.

L’attesa e temuta cronometro, è andata al bielorusso Vasil Kiryienka, che ha fatto fermare il cronometro a 1h17’52”, un tempo solo sfiorato da Luis Leon Sanchez, più lento di 12” sui quasi sessanta km di gara. Ancora più lento, ma vincitore morale di giornata, è stato Alberto Contador, che chiudendo terzo con il tempo di 1h18’06” ha dimostrato per l’ennesima volta il suo valore ed è tornato ad indossare la “sua” maglia rosa, in quello che a suo dire sarà il suo ultimo Giro in carriera. Carriera che si dovrebbe chiudere a fine 2016.

Vasil Kiryienka, che ha atteso l’arrivo dell’ultimo corridore per veder ufficializzare la sua vittoria, ha commentato: “È stata un’attesa lunga e snervante quella per l’arrivo di Alberto Contador. Mi è arrivato vicino ma ho avuto una buona giornata ed un po’ di fortuna. Sapevo avrei perso sulle salite ma l’avevo messo in conto. Era grigio e umido ma io ho avuto una bellissima giornata. Aspettavo da tempo di vincere una cronometro. Oggi il nostro boss ha detto: “Vinciamo la cronometro”, ma non ha specificato chi avrebbe vinto. Non abbiamo avuto un Giro fortunato: abbiamo però avuto alcuni buoni risultati e torneremo in lotta per la vittoria nei prossimi Gran Tour”. A sorpresa chi ha subito maggiori danni da questa prova a cronometro anche se non per specialisti, sono stati i due che sulla carta sembravano quelli che oggi avrebbero potuto trarne i maggiori vantaggi, Richie Porte e Rigoberto Uran. I due, campioni nazionali della specialità, hanno subito dal Pistolero tornato in rosa, rispettivamente 4’06” il tasmaniano, e 2’31” il Colombiano. Il dominatore della Barbaresco-Barolo dello scorso anno ha dimostrato di avere un miglior feeling con le terre dei pregiati vini rossi, che con quella delle bollicine.

Discorso leggermente diverso invece per Fabio Aru. Il giovane sardo ha chiuso in 2’47” da Contador. Tutto sommato un ritardo che si poteva tranquillamente ipotizzare prima della partenza.

Alla vigilia delle grandi montagne la Classifica Generale è stata rivoluzionata. Fabio Aru a 2’28” è secondo. Amador ora è terzo a 3’36”. Uran quarto a 4’14”. Van den Broeck, quinto a 4’17”. La rivoluzione odierna ha portato nei piani nobili della classifica anche Dario Cataldo e Damiano Caruso, rispettivamente sesto e ottavo.

Alberto Contador, alla vigilia delle grandi montagne mantiene la tranquillità che gli è congeniale e commenta quanto successo oggi: “Questo risultato mi sorprende molto. Ho dato tutto e mantenuto un buon ritmo durante tutto il percorso. Ero più veloce del previsto nella prima parte ma ho visto che le bandierine stavano cambiando direzione, il motivo era forse questo. Ho superato Landa a metà percorso. Ora ho un buon vantaggio in classifica generale su Aru, in particolare dopo la caduta di ieri, ma devo mantenere la calma. Il Giro è ancora lungo. Oggi abbiamo avuto una buona giornata, ora proseguiremo giorno dopo giorno”.

Domani con una tappa di alta montagna con arrivo in salita, si ritorna in un luogo che dopo quanto era accaduto era stato cancellato dalla geografia del Giro. È in programma la Marostica – Madonna di Cammpiglio di 165km.

I girini risaliranno inizialmente la Valdastico fino al GPM di La Fricca per poi affrontare la lunga discesa fino a Trento dove si superano i primi chilometri della salita del Monte Bondone che si lasciarà in direzione di Sarche, Terme di Comano e Tione di Trento. A 40km dall’arrivo si affronterà l’impegnativo Passo Daone con una pendenza media sopra il 9% e punte fino al 14% nella parte centrale. Impegnativa anche la successiva discesa, tutta su strada di montagna. Si riprenderà a salire verso Pinzolo e poi si incontrerà la salita vera e propria che porterà a Madonna di Campiglio. Superato l’abitato il traguardo porrà fine alla 15a tappa. Ultima prima del secondo riposo previsto per lunedì.

 

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