Giro – In un clima da “Nord” Philippe Gilbert si ritrova sul Monte Berico

La tipicità dell’arrivo chiamava i cacciatori di classiche e Philippe Gilbert non ha saputo resistere alla tentazione di mettersi alla prova in una tappa che ricordava le corse a lui tanto care. Così la salita vicentina che gli ricordava tanto il “Caubert” lo ha fatto tornare colui che nel suo magico Aprile 2011 in 11 giorni, colse in rapida successione: Freccia del Brabante, Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi. Il successo odierno non è nato certo per caso. Appena saputo le caratteristiche della tappa il ragazzo nato a Verviers ha cominciato a metterla nel mirino arrivando anche a fare una ricognizione sugli ultimi settanta km del tracciato lo scorso marzo. Questa tappa ha inoltre un valore aggiunto perché riporta alla vittoria il Campione del Mondo 2012 dopo un lasso di tempo non usuale per un Campione della sua caratura. L’ultima vittoria risale infatti all’ottobre 2014 quando il corridore della BMC si impose in una tappa e nella Classifica Generale al Tour of Beijing. “La squadra oggi ha fatto un grande lavoro. Ieri abbiamo lavorato molto ma non sono riuscito a lottare per il podio ed avevo paura di perdere la fiducia dei miei compagni. Ma nel nostro meeting prima della tappa abbiamo deciso di dare tutto oggi. Sono venuto a guardare in questa tappa dopo la Milano-Sanremo e conoscevo ogni dettaglio degli ultimi 70km. Fabio Baldato era in ammiraglia, dandomi sempre incoraggiamento e informazioni. Il finale è stato molto duro e il tempo era orribile – non freddo, ma bagnato – ma i 400m finali sono andati alla perfezione. È una grande sensazione”.

Alle spalle del belga si è piazzato neanche tanto a sorpresa, Alberto Contador, che continua la strategia delle punture di spillo nei confronti di Fabio Aru. Diego Ulissi, un altro dei pronosticati alla vittoria odierna, visto la compatibilità tra le sue caratteristiche e quelle degli impegnativi ultimissimi km, si è piazzato terzo davanti al resto del gruppo sgranato dalla pioggia, dalla salita e dalla veemenza degli attacchi di Gilbert, Contador e della stesso Ulissi.

La pioggia che ha sferzato per tutto il giorno il plotone non ha reso certamente la vita facile ai Girini. Il plotone, appena iniziata la tratta impegnativa del tracciato è esploso in una miriade di gruppi e gruppetti, mentre alcuni coraggiosi tentavano la sorte in attacchi da lontano.

Un freddo Alberto Contador, invece non ha avuto bisogno di attacchi da lontano o di forzare l’andatura per mettere gli avversari in difficoltà. Ha fatto lavorare la squadra quando lo ha ritenuto necessario. Ha lasciato lavorare le squadre di quelli che avevano interesse alla tappa. Ha saputo annusare l’aria che tirava in gruppo e a fare un check up volante ai suoi avversari. Ha lasciato sbattere chi pensava di averne e invece non ne aveva, e infine è saltato dietro alla ruota di chi era partito con la certezza e non solo con la speranza di vincere la tappa. “È stata un’altra giornata molto dura. – ha commentato – Abbiamo corso le prime due ore a circa 50km/h, poi la pioggia è cominciata. Il gruppo si è spezzato con le alte velocità,ma ho avuto buone gambe. Philippe Gilbert era molto forte sulla salita finale, io pensavo alla classifica generale e sono molto soddisfatto del risultato di oggi”. Il secondo posto dietro a Gilbert ha permesso a Contador di raccogliere tra abbuoni e distacchi un’altra manciata di secondi nei confronti dei suoi più antagonisti, piazzatisi 11° Uran e 12° Porte a 6” e 22° Aru a 11”.

Nella Generale Fabio Aru è ancora secondo ma a 17” dallo spagnolo, mentre Rigoberto Uran si trova sesto a 2’19”, mentre Porte anche a causa della sanzione rimediata l’altro ieri naviga molto più indietro a 3’21”. Per il sardo non c’è nulla di compromesso, ma in questi due ultimi giorni non è sembrato pimpante come nei giorni precedenti. La cosa non è passata inosservata neanche agli occhi della maglia rosa che con una strategia mutuata dalla corrida ha iniziato come un banderillero a affievolire le velleità dal Capitano Astana.

Domani la Montecchio Maggiore – Jesolo di 147km, non presenta difficoltà altimetriche, ma in compenso sarà resa insidiosa dai numerosissimi attraversamenti cittadini e relativi ostacoli urbani, come rotatorie, dossi e spartitraffico. Una tappa a esclusivo uso e consumo dei velocisti in attesa della prova a cronometro di sabato prossimo, primo tappa a 5 stelle di questo Giro definito da molti il più complicato degli ultimi anni.

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