Colli, il fotografo e Rcs Sport: chi resterà con il cerino in mano ?

Daniele Colli, Marco Caruso e Rcs Sport. Tre protagonisti di una brutta vicenda che presto si sposterà nelle aule dei tribunali. Stiamo parlando della caduta di Castiglione della Pescaia procurata da uno spettatore che con il suo teleobiettivo si e sporto impattando con Daniele Colli impegnato nella volata. Dire chi tra i tre protagonisti resterà con il cerino in mano non è scontato. Se il popolo ciclistico ha già espresso una condanna nei confronti di Caruso, il tifoso-forografo, in Tribunale la vicenda è tutt’altro che scontata.

Certamente la vittima è Daniele Colli e su questo non ci sono dubbi. Anche sulla querela per diffamazione, che Caruso gli ha fatto, crediamo che Colli sia incolpevole e che sia stato un atto dell’avvocato, la grossetana Silvia Muratori, per porre fine al massacro mediatico nei suoi confronti e per arrivare all’eventuale processo con una carta in più in mano.

Il tifoso-fotografo, Marco Caruso, ha commesso sicuramente una leggerezza (chiamiamola pure “cazzata”) sporgendosi dalla transenna con il teleobiettivo e invadendo per qualche decina di centimetri la sede stradale in cui i corridori erano impegnati nella volata. Ci sentiamo di escludere categoricamente che sia stato un gesto volontario. Va infatti sottolineato che la maggioranza del pubblico che affolla l’arrivo del Giro d’Italia non è particolarmente avvezzo alle gare ciclistiche e dunque un’azione che per chi è abituato al contesto ciclistico è molto pericolosa, per uno spettatore di giornata, che non ha chiaro il grado di pericolosità del suo gesto, può non esserlo.

Proprio per questo motivo, chi potrebbe restare con il cerino in mano è Rcs Sport. Secondo i regolamenti UCI, infatti, l’organizzatore è il solo responsabile nei confronti delle autorità, dei partecipanti, degli accompagnatori, degli ufficiali e degli spettatori. E ancora: l’organizzatore deve prendere ogni misura concernente la sicurezza che la prudenza impone. Spetterà poi ad un Giudice stabilire se Rcs abbia o meno fatto ciò che era nelle sue possibilità per prevenire l’incidente. Certamente con le transenne più alte (che ci sono negli ultimi 200 metri) il problema non si sarebbe verificato dal momento che sarebbe stato impossibile per chiunque sporgersi. In un paese in cui quando si lava un pavimento bisogna mettere un cartello “attenzione pavimento scivoloso” forse per cautelarsi sarebbero stati anche sufficienti dei cartelli in cui si invitavano gli spettatori a non sporgersi.

Come detto, della vicenda se ne occuperà un giudice più competente di tutti coloro, compresi noi, che hanno parlato fino ad ora. Solo in quel momento capiremo esattamente di chi siano le responsabilità per quanto accaduto. Prima di allora sarebbe consigliabile non esprimere giudizi su di un caso che potrebbe concludersi in maniera contraria a ciò che potrebbe sembrare in questa fase.

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